Primo Piano
A partire dal 1990, anno in cui il padre della rete Tim Berners-Lee sviluppò il world wide web (www), le barriere alla comunicazione globale sono state progressivamente abbattute. In ambito commerciale questa evoluzione ha permesso, in particolare, lo stabilirsi di rapporti tra aziende e individui collocati in aree geografiche anche molto distanti tra loro, rendendo, tra l’altro, immediatamente reperibili ai potenziali clienti tutte le indicazioni utili sui prodotti offerti e mettendo a disposizione degli utenti gli strumenti per effettuare i pagamenti in formato elettronico.
Se le informazioni e gli strumenti a disposizione si sono così moltiplicati a ritmo vertiginoso, il focus si è venuto però progressivamente a spostare sul tema della ricerca: come permettere al web surfer di orientarsi fra tanto materiale? L’individuo che intenda, per esempio, prenotare un viaggio utilizzando internet, una volta in possesso di tutti gli strumenti per concludere una transazione on-line e venute meno le problematiche relative alla distanza geografica, trova un ultimo ostacolo all’acquisto nell’individuazione del prodotto che risponda esattamente alle proprie esigenze. Può sembrare banale, ma l’efficacia con cui la procedura di ricerca mette in contatto i dati con chi li richiede incide direttamente sulla probabilità che il navigatore concluda effettivamente l’acquisto on-line del prodotto desiderato. Occorre in altre parole domandarsi: quanto è realmente efficiente questo percorso? E ancora: il dato a cui l’internauta giunge è proprio quello che stava cercando?
Nonostante gli algoritmi alla base dei motori di ricerca siano in continua evoluzione, i risultati sono, infatti, spesso fuorvianti: agli utenti viene frequentemente restituito un gran numero di record poco o non totalmente pertinenti. Il problema non risiede però negli algoritmi utilizzati, ma nella natura ormai vetusta dell’Html quale linguaggio utilizzato per l’impaginazione. È stato così ancora Berners-Lee ad aver avuto, in tempi più recenti, una nuova geniale intuizione, preconizzando la trasformazione del world wide web in quello che egli definisce web semantico: un ambiente in cui la documentazione pubblicata viene etichettata da dati (espliciti e quindi visibili a tutti, o impliciti e inseriti direttamente nel linguaggio di programmazione), il cui compito è specificare la natura dei contenuti al fine di adattarli all’interrogazione, all’interpretazione e all’elaborazione.
Il primo passo di questa rivoluzione è attuale e fa parte della natura collaborativa della rete contemporanea. Nell’era del web 2.0 viene, infatti, fatto ampio uso di procedure di tagging che, in contrasto con la categorizzazione formale (la cosiddetta tassonomia), prevede una forma di classificazione proposta dagli utenti, detta anche folksonomia, la quale deriva dall’applicazione di uno o più frammenti di dato, ciascuno descrittivo di ogni singolo contenuto. In questo modo è lo stesso popolo della rete sia a inserire le informazioni, sia a classificarle su base demoscopica, attribuendovi categorizzazioni in grado di facilitarne la rintracciabilità all’interno del web. La rete cessa così di essere una collezione di documenti a sé stanti per diventare un’entità viva, pulsante, in continua crescita e specificazione.
Tripadvisor.com, fondato nel 2000, offre, per esempio, una piattaforma in grado sia di raccogliere recensioni delle strutture turistiche, inserite dagli stessi utenti e liberamente consultabili, sia di dare ai navigatori la possibilità di visualizzare con un singolo click le offerte presenti su un gran numero di motori di booking on-line. Il visitatore, in questo modo, compie un percorso lineare informazione-acquisto, la cui correttezza è garantita dal rapporto di fiducia collaborativa che s’instaura tra i medesimi utenti. Nel caso del sito booking.com, tale meccanismo è stato poi direttamente integrato nella piattaforma di booking: coloro che effettuano una prenotazione on-line sono successivamente invitati, via e-mail, a inserire commento e voto relativi alla struttura visitata. Un meccanismo, quest’ultimo, che mette al riparo da eventuali recensioni interessate e promuove un circolo virtuoso, in cui le strutture migliori vengono premiate maggiormente, a fronte di una superiore soddisfazione dei clienti. In ambito enogastronomico, inoltre, 2spaghi.it propone molte recensioni di strutture ristorative, che possono essere anche votate (tramite una scala di valori compresa tra 1 e 100) e geotaggate (etichettate con dati geografici) dagli utenti iscritti, moderati, all’occorrenza, dallo staff.
Sicuramente queste meccaniche non sono immuni da problemi come, per esempio, la naturale imprecisione (doppioni ed errori ortografici in primis) delle etichette apposte da un numero spesso molto elevato di utenti. Per ovviare a ciò, esistono già soluzioni in grado di aiutare l’internauta a scegliere termini il più possibile popolari e in linea con quelli di altri navigatori, tra le quali si possono citare i sistemi capaci di suggerire i tag utilizzabili o di proporre sinonimi. Strumenti più efficaci arriveranno poi, quando sarà completata la transizione verso il web semantico guidata dal World wide web consortium: un consorzio internazionale che formula, discute e propone standard di best practice per la produzione di servizi on-line, aprendo finestre su un possibile futuro e suggerendo come tali nuove tecniche permetteranno ad aziende e sviluppatori, prima ancora che agli utenti, di proporre dati e metadati perfettamente strutturati e comprensibili, nonché automaticamente indicizzabili dalle routine dei motori di ricerca.
* Responsabile sviluppo web Job in Tourism
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