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Francese, inglese, tedesco
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Una volta, per lavorare nel settore alberghiero era necessario conoscere tre lingue: francese, inglese, tedesco. E questo induceva i candidati ad andare all’estero, per mettere assieme esperienza professionale e apprendimento delle lingue.
Ai nostri giorni ci si può risparmiare il francese, diventato (con buona pace di Macron) lingua residuale; il tedesco continua a essere importante, in considerazione dell’afflusso di ospiti nel nostro Paese parlanti questa lingua, e del fatto che in una regione del nostro territorio, turisticamente rilevante, si parla tedesco. La lingua principale, comunque, rimane l’inglese, sia per diffusione sia per le implicazioni tecnologiche.
Recentemente ho ricevuto una lettera da un nostro gentile lettore:
«Ho 51 anni e vivo a Genova. Vi scrivo con la speranza di ricevere un Vostro consiglio alla mia ricerca. Ho sempre lavorato in ambito ristorativo-alberghiero, nel quale ho maturato una solida conoscenza professionale sviluppata principalmente in cucina.
Ora la mia aspirazione è di continuare ad acquisire una formazione professionale ma orientata più verso posizioni manageriali, così dagli ultimi anni lavoro in ambienti dove ho funzioni diverse e maggiori responsabilità.
Il mio desiderio è quello di rientrare in strutture alberghiere per consolidare al meglio il percorso ultimamente intrapreso, ma per far questo ho innanzitutto la necessità di conoscere al meglio la lingua inglese, che attualmente è solo scolastica.
Ho così pensato alla possibilità di lavorare un trimestre in Inghilterra in un albergo, affiancando come assistente un “manager della ristorazione o altro direttivo”, questo senza pretendere una retribuzione o rivendicazione qualsiasi, ma soltanto la necessità del vitto e alloggio.
Vi sarei grato per qualsiasi indicazione potrete darmi per la riuscita della mia idea».
È difficile dare una risposta: quanto esposto può succedere non investendo da giovani tempo e risorse nella creazione di un completo background e, pur rimarchevole da parte del nostro lettore la decisione di rimettersi in gioco, ora lo obbliga a una rincorsa, molto più problematica.
Quando ho occasione di farlo, suggerisco sempre di disegnarsi un percorso e perseguirlo, rinunciando talvolta a comodità e stabilità del momento; la formazione nell’ambito del lavoro condiziona lo sviluppo professionale e, in ultima analisi, la vita delle persone.
Comunque, chi potesse e volesse offrire un’opportunità al nostro lettore, può contattarlo all’indirizzo mail carlovisaggio@alice.it: sono convinto che entrambe le parti farebbero un buon affare.
Questo è l’ultimo numero prima delle vacanze, un caro saluto e arrivederci al 6 settembre.

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