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Sardegna, notazioni minime
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Tanti anni addietro in fondo alla piazza di Arzachena, salendo alcuni gradini, si arrivava a un grande negozio, in cui venivano venduti giornali, giocattoli per bambini e varie mercanzie. La percezione che si aveva, entrando, era di un posto in cui ci si lamentava sempre con una sorta di melanconia nell’aria.
Non è cambiato niente, recentemente, entrando, la prima frase che ho sentito è stata: «E già, come vuoi che vada, mi fa male la schiena…».
In positivo è cambiato invece il paese di Porto Cervo, diventato più colorato e vibrante, curato e pieno di fiori. Sono entrato all’hotel Cervo e questo invece è peggiorato, con la passatoia che porta al patio sdrucita e gli spazi prospicenti la piscina di un colore triste, con pochi fiori, striminziti. Me lo ricordavo in altro modo, ma forse è la vecchiaia che mi gioca brutti scherzi.
Se si va alla spiaggia di Liscia Ruja bisogna fare un mutuo per pagare il parcheggio, mentre per conquistarsi due lettini e un ombrellone bisogna avere l’animo dell’acquirente da bazar: per la stessa cosa, contrattando, si può pagare 30, 40, 50 euro. Alla fine, se sei stato bravo, sorridendo ti dicono: «Ci abbiamo tentato…».
L’arcipelago della Maddalena, con le isole sparpagliate, che all’orizzonte acquistano varie sfumature d’azzurro e i colori dell’acqua di una luminosità indescrivibile… Passando davanti alla scuola velica di Caprera poi ringiovanisco di 40 anni.
I dolci, oltre che buoni, belli: i papassini con la glassa bianca ricoperta di palline colorate, oppure quelli che sembrano fatti di filigrana e che si ha persino timore a toccarli per non rovinarli; quelli ricoperti di miele e tanti, tanti altri che basta guardarli per mettere peso. La cucina sarda, forte e ricca, la cui parte migliore proviene dall’interno e crea sapori ineguagliabili, con il vino che anche nella produzione da consumo ha una propria personalità.
Il profumo nell’aria unico, un’ebrezza di odori inconfondibile: mirto, ginepro, cisto, che lungo le coste si mischia con la salsedine. Le spiagge, dove, quando non vengono estirpati da villeggianti incivili, crescono spontanei i gigli di mare.
Questo e altro. La Sardegna: una perla.

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