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Come una vera rock star
Accolto trionfalmente il vincitore dell’edizione 2017 del Gran Premio Aira Veneto. Tema di quest’anno il turismo sostenibile quale leva di business e sviluppo
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Tornano gli appuntamenti con la penna frizzante di Massimo Borriello. Il presidente della divisione Veneto dell’Associazione italiana impiegati d’albergo riprende da dove si era fermato un paio di anni fa: il racconto allo stesso tempo ironico e puntuale del tradizionale Gran Premio Aira Veneto, dedicato agli studenti di ricevimento delle classi quinte degli istituti alberghieri del Triveneto e oltre, accompagnato dall’ormai tradizionale concorso «A spasso per Venezia», con il quale si chiede alle classi quarte di ideare un percorso turistico realmente spendibile nelle vicinanze della sede ospitante.

I tasti della mia fedele Olivetti Lettera 22 di montanelliana memoria sono particolarmente brillanti questa mattina. Il nastro nero e rosso scorre rapido e fedele sul cilindro, che accoglie premuroso il foglio bianco curioso di scoprire cosa sto scrivendo.
Aspettando in stato catatonico che arrivi l’ispirazione, mi perdo nel movimento sinuoso dei pesci rossi che nuotano lentamente nell’acquario davanti a me seguendo le note di un pezzo di Billie Holiday.
La tenda dello studio si muove inaspettatamente e mi fa balenare in testa l’idea che voglio esternare a tutti voi che mi state leggendo, bontà vostra, in questo momento.
Mi rivolgo soprattutto a voi ragazzi, ai quali è dedicato questo mio scritto, e che fino a ora avete cercato di capire che tipo di app strampalata stia utilizzando per scrivere queste righe: ma non l’avete sentita quella “Aira” strana che si è insinuata, affascinante, nei vostri cervelli? Quello strano impulso che vi ha portato a mettervi alla prova in occasione della tredicesima edizione del Gran Premio Aira Veneto? Bene posso svelarvi che si tratta di uno dei tanti misteri della vita chiamato «voglia di crescere»!
Eravate ben ventidue: gli eroici candidati che, coinvolti dai vostri professori, avete superato brillantemente le dure prove preparate dai nostri esperti. Un appuntamento importante tenutosi presso la prestigiosa location dell’hotel Ai Reali di Venezia, che ha visto ben undici istituti alberghieri del Triveneto, e non solo, schierare i loro alfieri in singolar tenzone.
La tensione si tagliava come coltello caldo nel burro: orecchie tese, sguardi sfuggenti e preoccupati, lo sfogliare concitato di libri di accoglienza turistica apparsi magicamente… Sono stati questi gli ingredienti più teneri e commoventi che hanno colpito la mia attenzione, facendomi tornare dietro nel tempo, imberbe studente, sopraffatto di dubbi e domande sul mio futuro.
Ma mentre mi perdevo nei ricordi, venivo immediatamente riportato alla realtà dall’allegro e movimentato invito a partecipare al tour organizzato dai ragazzi della quarta A dell’istituto Artusi di Recoaro Terme: i vincitori del progetto «A spasso per Venezia» hanno saputo costruire un itinerario in grado di sollecitare tutti i cinque sensi, per coinvolgere i presenti in un’esperienza sensoriale unica, abbinata alla storia di una Venezia da sempre aperta a nuove culture ed etnie.
Torniamo però al concorso: la parola che ha caratterizzato questo Gran Premio è stata, senza dubbio «sostenibilità». E il concetto di turismo sostenibile quale leva di business e sviluppo è stato al centro della tavola rotonda, che ha visto relatori di grande spessore informare, grazie alle loro esperienze e punti di vista innovativi, i ragazzi presenti. Tra gli intervenuti, Ilio Rodoni, gm dell’Hilton Molino Stucky di Venezia, Vincent Spaccapeli, direttore marketing di Hotel Volver, Concetta D’Emma, fondatrice del progetto Unconventional Hotel, e Christian Zingarelli, gm dell’Hotel Villa Barbarich sempre di Venezia, nonché presidente della divisione Veneto e Friuli dell’Associazione direttori d’albergo e referente Solidus per le medesime regioni. Moderatore dell’incontro, il vicedirettore dell’Associazione veneziana albergatori, Daniele Minotto.
Le premiazioni hanno quindi concluso la lunga giornata, con la consegna degli attestati di partecipazione a tutti i concorrenti, accompagnati da vari esemplari di oggettistica di vetro di Murano. Infine, l’attesa incoronazione del «Miglior studente futuro impiegato al ricevimento alberghiero», che ha visto il trionfo, travolto da una standing ovation e da scene d’isteria di fan scatenate tipo rock star, di Matteo Berto dell’istituto Artusi di Recoaro Terme.
Matteo, sufficientemente confuso, ha così ricevuto dal presidente Aira nazionale, Mimmo Minichino, il primo premio, consistente in un voucher valido fino a tutto il 2018 per un weekend per due persone presso il prestigioso Hotel Genova di Roma, offerto dal direttore della struttura Claudio Piraino che ringraziamo in maniera particolare. La premiazione è poi proseguita con la consegna della spilla d’onore come socio junior Aira e di una splendida bottiglia magnum.
Ma nulla sarebbe potuto accadere senza il prezioso contributo del direttivo Aira Veneto più creativo e, nello stesso tempo, più concreto degli ultimi anni, composto da Sandro Bravin, ideatore del Gran Premio, Nicolò Fava, segretario nazionale Aira, Fabio Bortolozzo, segretario Aira Veneto e Gianmatteo Zampieri, manager del Baglioni Hotel Luna ancora di Venezia. Un grazie particolare va infine ad Alberto Di Costanzo, che ci ha supportato anche quest’anno con la simpatia e la disponibilità che lo caratterizza.
Bene: i miei pesci reclamano un po’ di cibo e io, soddisfatto, concedo a Bibì e Bibò (è il nome dei miei amici silenziosi) una porzione più abbondante del solito.
Alla prossima.

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