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Club Med vuole banchieri in bermuda
Tra responsabili finanziari, f&b e room division manager, la compagnia transalpina cerca una trentina di nuove figure direttive nel solo Sud Europa
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I ritmi di espansione si fanno sempre più veloci e aumenta il bisogno di figure direttive in grado di gestire team numerosi in ogni angolo del globo. L’ultima novità in casa Club Med è in realtà una conferma della propria fame di espansione. Il piano di sviluppo annunciato solo pochi mesi fa, che prevedeva un numero di aperture compreso tra i tre e cinque nuovi resort all’anno, è stato infatti ritoccato verso l’alto. L’asticella è ora posta in una forbice estesa dalle quattro alle sei inaugurazioni ogni 12 mesi. «Un programma pensato per arrivare fino al 2021, ma che tutto lascia pensare possa proseguire anche negli anni successivi», conferma la Southern Europe recruiting manager, Helga Niola.
Un incremento dell’offerta di tali dimensioni non può perciò che generare una domanda di personale corrispondente alle ambizioni di crescita del gruppo. E non si tratta unicamente di figure entry level. Nel solo 2018, nell’area del Sud Europa, Club Med è a caccia di 26-27 nuovi capi servizio, in particolare responsabili finanziari, f&b e room division manager. «E di questi, una ventina li cerchiamo proprio in Italia».

Domanda. Perché un focus così accentuato sulla Penisola? In fondo, tu hai la responsabilità anche di altri paesi turisticamente maturi, come la Svizzera, la Grecia, il Portogallo, la Spagna, Israele…
Risposta. Sicuramente parte della ragione risiede nel fatto che l’Italia è un mercato fondamentale per Club Med: un paese in cui ha investito e continuerà a investire moltissimo. Basti pensare che i primi due 5 stelle europei del gruppo saranno inaugurati proprio nella nostra Penisola. A cominciare da Cefalù, che aprirà il prossimo mese di giugno. Ma è anche una questione di qualità delle risorse umane: i professionisti dell’hôtellerie tricolore hanno spesso una marcia in più, soprattutto in tutto quello che ha a che fare con l’accoglienza e l’f&b. La nostra stessa cultura tradizionale ci spinge ad avere una conoscenza dei prodotti enogastronomici, che molte volte le risorse internazionali non hanno.

D. Ci sarà pure qualche difetto però…
R. Il tallone d’Achille è rappresentato dalle lingue: da questo punto di vista, a qualsiasi livello, e per qualsiasi posizione, gli italiani scontano troppo di frequente carenze palesi.

D. Veniamo ora alle figure di management che state cercando: tra formazione ed esperienza cosa conta di più?
R. È evidente che più si sale lungo la scala gerarchica, maggiore diventa il peso dell’esperienza. Nei casi di specie, cerchiamo soprattutto persone con un passato in contesti internazionali e nella gestione di team numerosi. Ciò premesso, la nostra è una compagnia che pone da sempre la formazione al centro della propria mission aziendale: fondamentale, per chiunque entri in Club Med, è comprendere il vero spirito del nostro gruppo. Persino per le figure di responsabilità sono perciò previsti periodi di affiancamento on-the-job della durata compresa tra uno e quattro mesi. Un investimento ingente, in fondo paghiamo due risorse per la stessa mansione, ma che ben testimonia quanto importante sia per noi avere a che fare con persone che condividano pienamente i nostri valori.

D. Quali invece le soft skills dei candidati ideali?
R. Quelle che deve possedere chiunque lavori per noi: apertura mentale, amore per i viaggi, desiderio di scoprire nuove culture e di confrontarsi con individui che arrivano da tutto il mondo. Senza dimenticare il giusto senso del servizio nei confronti degli ospiti e una certa indole da pionieri, con tanta voglia di mettersi in gioco e di innovare.

D. In cosa si differenzia un’esperienza da f&b manager nei vostri resort, rispetto a quella in contesti di ospitalità più tradizionali?
R. Ancora una volta entra in gioco lo spirito Club Med: la dimensione di convivialità che caratterizza tutta la nostra offerta. Spesso le classiche strutture a 4 e 5 stelle scambiano la professionalità con la formalità. Noi siamo invece convinti che il calore, accompagnato da una genuina relazione personale tra risorse e ospiti, sia un vero valore aggiunto.

D. Dove si situa però il delicato confine tra affabilità e invadenza? Un limite non sempre facile da individuare…
R. È una questione di empatia e di apertura mentale. Perché in contesti multiculturali come i nostri bisogna non solo sapersi adattare alle singole persone con cui ci si confronta, ma anche comprendere il diverso significato che certi atteggiamenti hanno per ospiti provenienti da paesi differenti. Il confine di cui parli si sposta infatti considerevolmente se si ha, per esempio, a che fare con dei cinesi oppure con dei russi. E questo vale anche nei confronti dei clienti interni, ossia dei propri colleghi. Tra l’altro, data la dimensione e il numero degli outlet f&b presenti nei nostri resort, spesso abbiamo qualche difficoltà a trovare personale dotato di adeguate esperienze alle proprie spalle e soprattutto di elevate competenze nella gestione di altri manager.

D. Quali invece le peculiarità di un room division manager Club Med?
R. In questo caso sono le doti linguistiche e la multiculturalità a diventare ancora più importanti. Il room division manager per noi è un vero ambasciatore del resort, che presiede a comparti chiave, come la reception, le attività di guest relation e la divisione housekeeping. Le sue funzioni spaziano dal front office al reparto camere, passando per la sezione meeting & events e persino per la gestione dei transfer. Chi sta a capo di tutta questa filiera si rapporta quotidianamente non solo con un gran numero di ospiti differenti, ma anche con team dai profili molto differenti tra loro.

D. Cosa mi puoi dire, infine, dei responsabili finanziari?
R. Che il loro compito principale consiste dell’occuparsi della contabilità e della tesoreria dei resort, confrontandosi costantemente con il controllo di gestione centralizzato nei nostri uffici milanesi. La difficoltà, per noi, non è tanto trovare candidati con le competenze adeguate al ruolo, quanto reperire personalità adatte al nostro contesto. Ancora una volta è tutto legato allo spirito Club Med. I nostri responsabili finanziari non stanno, infatti, semplicemente chiusi nei loro uffici, ma vivono e partecipano di tutte le attività delle strutture in cui risiedono. Non è perciò sempre facile incontrare persone dotate al contempo della giusta meticolosità che il ruolo impone, e di una certa dose di creatività unita al piacere della convivialità e dello stare insieme. Il profilo che cerchiamo, per tradurre il concetto in un’immagine, è quello di un banchiere in bermuda. Difficile, certo, ma quando riusciamo a trovarlo, contribuiamo davvero a costruire delle persone felici, appagate dall’aver finalmente scoperto la propria dimensione ideale.

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