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Tanta fiducia nell'aria al Tfp Summit
Tra i circa 2 mila partecipanti all’edizione 2018 si percepiva maggiore serenità del solito: la consapevolezza di operare in un comparto che oggi gode finalmente di ottima salute
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Saranno forse stati gli spazi più ampi e accoglienti dell’edizione di quest’anno, ma girando tra i partecipanti del Tfp Summit si respirava decisamente un’aria diversa: non solo comprensibilmente meno ansiosa e timorosa rispetto agli anni della crisi. Si avvertiva pure la serenità di chi è consapevole di operare in un comparto che gode di ottima salute, in grado quindi di aprire inevitabilmente molteplici opportunità di lavoro. Basta aspettare, mostrare un’adeguata determinazione, e l’occasione giusta arriva. Era questa l’opinione largamente condivisa tra i circa 2 mila visitatori che lo scorso 1° febbraio si sono recati al Milan Marriott per incontrare ben 26 aziende espositrici, in rappresentanza di una cinquantina di brand: realtà attive nell’industria dei viaggi, della crocieristica, dell’f&b e naturalmente dell’ospitalità.
«Al Tfp non ero mai venuta. Poi l’anno scorso mi sono decisa e con mia grande sorpresa ho trovato un ingaggio stagionale al primo colloquio. Ora l’incarico è terminato, per cui ho pensato che fosse il caso di ritornare», racconta Cinzia, 56 anni, di Bassano del Grappa. «Credo sia davvero importante avere un contatto diretto con i selezionatori e guardarsi negli occhi mentre ci si confronta. I cv a volte non si sa che fine facciano. Soprattutto quelli che riguardano un profilo poliedrico come il mio, con esperienze in diversi comparti: dal tecnico, con mansioni di manutenzione, sicurezza e coordinamento dei lavori di restyling, sono pur sempre un architetto, fino al reparto housekeeping, di cui mi sono occupata in tempi più recenti». Massimo, 47 anni, di Roma è invece un restaurant manager: «Sono venuto senza grandissime aspettative. Ma già la possibilità di consegnare qualche curriculum può essere utile per aprire opportunità future, tanto più che i colloqui a cui ho partecipato fino a ora mi hanno fatto davvero una buona impressione: approfonditi, con professionisti seri che ti ascoltano e valutano con cognizione di causa». Nella medesima fila, subito dietro al restaurant manager romano, troviamo quindi un giovanissimo candidato; Bryan viene dall’alberghiero, ha 19 anni e vive a Milano: «Attualmente lavoro da McDonald’s, ma ho avuto pure un’esperienza internazionale come barman a Burgos. Oltre naturalmente agli immancabili stage. Sono qui certamente per trovare un’occasione, ma soprattutto per imparare a sostenere un colloquio. Nella mia vita fino a oggi ne ho sperimentati appena cinque. Qualche confronto in più con i selezionatori non può perciò che aiutarmi a migliorare anche da questo punto di vista».
Tra i visitatori del Tfp Summit c’è pure chi ha le idee molto chiare sul proprio futuro: «Amo l’hôtellerie e specialmente lavorare al ricevimento. Cerco un’opportunità con un grande gruppo alberghiero per crescere e migliorare», spiega Anastasia, 36 anni, di origini russe ma da oltre un quindicennio residente a Milano. «Mi piacerebbe un giorno avere la possibilità di gestire un team di persone. E poi provare a sfruttare la mia conoscenza delle lingue. Continuo a sentir dire che gli alberghi cercano risorse in grado di parlare russo, ma fino a che si rimane in contesti piccoli non è poi così vero…».
Giovanna, 43 anni, di Lecce è arrivata al Tfp la mattina presto. Poco prima dell’ora di pranzo ha già sostenuto una dozzina di colloqui: «Sono stata fortunata. Presentandomi all’apertura ho potuto avvicinare parecchi stand senza quasi fare la coda. E i colloqui sono stati molto approfonditi. Ora sono un po’ stanca, ma ne è valsa la pena. Da circa un mesetto sono di nuovo sul mercato del lavoro. Ho un’esperienza passata nel ricevimento e nel back office, e sto cercando di rimettermi in gioco nel turismo, dopo un periodo in cui mi sono occupata di altro».
Da una sala all’altra le storie si susseguono senza soluzione di continuità, in un mondo, quello del turismo, ricco di infinite sfumature e dall’inconfondibile vocazione multiculturale. Antonio, 48 anni, da Treviglio è per esempio un f&b manager di origini venezuelane. Si trova al Tfp, perché lo ha convocato direttamente Bluserena per un colloquio: «Ma non mancherò di fare un giro pure presso gli altri stand. Mi auguro di portare a casa un risultato concreto». Un obiettivo comune a tutti i presenti. E per raggiungerlo, a volte, è utile anche contare su un piccolo colpo di fortuna, come sostiene Fabrizio, 45 anni, di Roma: «Ho perso l’impiego meno di un mese fa, ma ho un’esperienza nel settore quasi venticinquennale: prima presso un tour operator e negli ultimi 18 anni al ricevimento. Mi rincresce solo una cosa: che in certi grandi gruppi, se il tuo cv non include qualche nome di lusso importante, è davvero difficile entrare».


Il colpo di fulmine esiste, eccome!

Un salto al Tfp e la sera ecco arrivare un nuovo lavoro al volo, come commis di sala per un importante evento milanese. È successo ad Giovanni (il nome è di fantasia, ndr), giovane ventenne ma già provvisto di una buona esperienza alle spalle tra sala e cucina. «Lo abbiamo incontrato in mattinata e ci siamo subito accorte che il suo profilo si adattava perfettamente a un'importante ricerca in corso per il pomeriggio stesso», racconta Luana, la recruiter specialist della filiale meneghina Gi Group Horeca presente all’evento del 1° febbraio. «Lo abbiamo perciò segnalato immediatamente alle nostre colleghe in ufficio, che lo hanno convocato per la seconda fase della selezione».
Un vero colpo di fulmine, tanto che Giovanni ha poi superato brillantemente anche questo step ulteriore ed è stato immediatamente contrattualizzato. «Sebbene questo primo lavoro avesse una natura estemporanea», riprende Luana, «abbiamo ricevuto un feedback ampiamente positivo sul suo operato. La nostra intenzione è perciò quella di proporlo con continuità non solo al medesimo cliente, ma anche ad altri operatori impegnati nell’organizzazione di eventi e in attività di banchettistica, nonché a strutture in cerca di giovani ragazzi da inserire nel proprio team».
Ma ovviamente al Milan Marriott, Gi Horeca non ha incontrato solo Giovanni. Presso lo stand dell’agenzia per il lavoro si è infatti succeduta circa un’ottantina di candidati. «Siamo così riusciti a raccogliere profili diversamente strutturati, tra cui un’altra giovane risorsa: una cuoca immediatamente presentata a un nostro cliente della ristorazione». Per non parlare poi dell’assistant manager, selezionata la settimana successiva per una ricerca di livello nazionale in ambito f&b. «Abbiamo davvero conosciuto professionisti di ogni provenienza», conclude Luana: «Risorse del mondo dell’hôtellerie con anni di esperienza e background differenti, come la persona che ha lavorato una vita in giro per il mondo in strutture di lusso, fino all’animatrice turistica ligure che vorrebbe reinventarsi come f&b manager, a cui speriamo di poter offrire un’occasione nelle prossime settimane».

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