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Fare eccellenza nell’ospitalità
La mission Uipa ribadita in occasione del congresso di Milano. Durante l’evento si è celebrata anche la prima edizione del premio Giuseppe Franzetti dedicato agli under 35
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È grazie all’Associazione lombarda che «le Chiavi d’Oro italiane» si sono costituite, sono cresciute e hanno contribuito alla creazione del più grande e importante sodalizio internazionale dell’ospitalità: l’Union international des concierges d’hotel (Uich). E gran parte del merito va all’impegno, alla dedizione e al coraggio di Giuseppe Franzetti: dopo alcuni incontri a Parigi con il presidente della sezione francese, Ferdinand Gillet, è stato infatti lo chef concierge del Palace Hotel di Milano a dare vita, proprio nel capoluogo lombardo, alla prima associazione italiana di professionisti dell’ospitalità. Era il 1949. Solo tre anni più tardi, lo stesso Gillet costituiva a Cannes l’Unione europea concierge di grand hotel, che diventerà successivamente Unione internazionale les Clefs d’Or. L’Italia aderì alla nuova associazione transfrontaliera come membro fondatore e Franzetti venne nominato primo vicepresidente internazionale. In seguito, Spartaco Giarola ha ricoperto la carica di presidente dell’allora Uipgh per due mandati: dal 1978 al 1982.
Oggi, a distanza di tanti anni, Milano è stata quindi chiamata a ricordare quei giorni, ospitando il trentanovesimo congresso nazionale dell’Unione italiana dei portieri d’albergo - les Clefs d’Or (Uipa). Un appuntamento importantissimo per la vita associativa che, come ogni anno, offre agli iscritti la possibilità di incontrarsi e di lavorare insieme per tre giorni. Patrocinata dal comune di Milano e dalla regione Lombardia, ospitata al Grand Visconti Palace, la manifestazione meneghina ha però rappresentato anche un palcoscenico internazionale per le Chiavi d’Oro italiane. Per l’occasione si è infatti tenuto il Med zone meeting: l’incontro tra i sei presidenti di Italia, Grecia, Turchia, Israele, Spagna e Portogallo, con la partecipazione del secondo vicepresidente internazionale, Anders Ruggiero, e del membro del comitato dei saggi Uich, Aldo Giacomello.
In una frenetica tre giorni, i rappresentanti di ciascuna associazione regionale e il direttivo nazionale hanno quindi esaminato un anno di lavoro e ultimato la programmazione del prossimo. Tutto come si confà a un sodalizio moderno, figlio dei giorni nostri e consapevole che, per poter crescere, deve necessariamente stare al passo coi tempi e con le continue evoluzioni del mercato del turismo. Un comparto che, come tutti sappiamo, si è ritagliato una fetta importantissima del prodotto interno lordo nazionale e che, sebbene tra mille difficoltà, continua a dettare il passo della crescita economica del nostro paese.
Proprio grazie a questa consapevolezza, e alla continua ricerca della qualità, ogni membro delle Clefs d’Or Italiane ha fatto perciò propria la mission del «fare eccellenza nell’ospitalità». Perché solo così ci si potrà garantire un trend turistico di altissimo livello, consono alla nostra bella Italia e in grado di incontrare le innumerevoli e più variegate domande del mercato.
Bellezza, storia, cultura, saper fare, saper creare, buona cucina sono tutte eccellenze che da sempre ci hanno contraddistinto in ogni angolo del pianeta. Mantenere questa condizione non è però semplice. Soprattutto se a venir meno sono la cultura dell’accoglienza e il nostro innato senso dell’ospitalità. Sono state queste, in sintesi, le parole dei diversi rappresentanti politici lombardi e del mondo del turismo internazionale, che si sono susseguiti al microfono durante la giornata del workshop dedicato alla formazione, dal titolo «Formare, crescere, eccellere»: elementi che ognuno di noi porta con sé in maniera naturale e che è chiamato a manifestare in ogni momento del saper accogliere.
Ecco perché alla Uipa siamo convinti che la formazione sia una parte fondamentale della crescita professionale di ogni professionista del settore. E proprio noi, come concierge d’hotel, siamo chiamati a recitare una parte davvero significativa: i veri ambasciatori della città, dei luoghi che la circondano e di tutte le attività che ne fanno parte. Crescere ed eccellere fanno quindi parte di un unico obiettivo, per il quale è necessario applicarsi, andare nelle scuole alberghiere, diffondere la cultura dell’accoglienza e lavorare insieme ai nostri collaboratori, al fine di preservare conoscenze e saperi del portiere d’albergo, per le generazioni di concierge presenti e future.
Ed è appunto in virtù di questo concetto che, durante il congresso milanese, si è tenuta la prima selezione del premio nazionale Giuseppe Franzetti, dedicato al miglior giovane concierge italiano under 35. Sarà quindi Teodora Moncea, della sezione romana, a rappresentare l’Italia al concorso internazionale Marjorie Silverman award, che si terrà a Seul nell’aprile del 2018, per dare il giusto riconoscimento a quei giovani portieri d’albergo che hanno deciso di percorrere il fantastico cammino della conciergerie.

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