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Insieme per rilanciare il territorio
Centrale district: dodici hotel impegnati a migliorare la vivibilità dell’area attorno alla principale stazione milanese. Obiettivo: diventare glamour come Brera e Tortona
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Ampie lenzuola colorate firmate da artisti dominicani e di altre nazionalità, esposte lungo gli spazi della stazione Centrale di Milano. Il tutto accompagnato da un live painting a cura di un gruppo di artisti appartenenti a varie discipline, che hanno decorato una serie di teli bianchi dal vivo prima di appenderli nell’area espositiva. Si è aperta con il progetto di arte pubblica «Lienzos sueltos por la paz» (lenzuola sciolte per la pace) la prima iniziativa concreta del nuovo Centrale district: un comitato voluto fortemente da una dozzina di hotel a 4 e 5 stelle situati nei dintorni del principale scalo ferroviario meneghino, per rivitalizzare la zona due e contribuire al rilancio di un’area oggi al centro di importanti opere di riqualificazione urbana, tra cui la ristrutturazione in corso della Torre Galfa, destinata tra l’altro a ospitare presto un nuovo albergo a 4 stelle da 145 camere griffato Meliá.
«Vogliamo prima di tutto essere interlocutori della città», spiega la presidente del distretto, Consuelo Hernandez, titolare dell’omonima galleria d’arte milanese e unica rappresentante del comitato non appartenente al mondo dell’ospitalità: «Crediamo che l’intero quartiere meriti di essere valorizzato a partire da chi lo abita e da chi vi esercita la propria attività. Lo stesso suo essere multiculturale deve diventare una risorsa. L’aspetto sicurezza non è secondario, ma siamo certi che parallelamente all’ottimo lavoro delle forze dell’ordine, il far vivere la zona sia una ricetta vincente. “Lienzos sueltos por la paz” è per esempio un progetto che, attraverso l’arte, vuole dare il proprio contributo al recupero anche estetico della stazione, con un forte accento sull’integrazione delle comunità straniere presenti, in questo caso quella dominicana ma evidentemente con un messaggio di pace e tolleranza per tutti».
Che proprio gli alberghi siano tra i principali promotori dell’iniziativa non è affatto un caso. Non solo perché dalla valorizzazione dell’area in cui operano non hanno che da guadagnare in termini reputazionali e di soddisfazione degli ospiti, ma anche perché negli ultimi tempi il triangolo inscritto nell’area tra via Fara, la stazione Centrale e Piazza della Repubblica si sta sempre più arricchendo di alcuni tra gli indirizzi alberghieri più prestigiosi della città. E ciò a partire dai recentemente inaugurati Gallia e Me Milan il Duca, che si sono aggiunti nel panorama 5 stelle della zona agli storici Principe di Savoia e Westin Palace. Insieme a loro, gli Starhotels Anderson ed Echo, il Best Western Hotel Madison, il Four Points by Sheraton Milan Center, LaGare Hotel MGallery by Sofitel, l’Hilton Milan e l’Nh Milano Touring.
«Un paio di anni fa in zona sono accaduti alcuni fatti spiacevoli, che sono persino sfociati in episodi di violenza. Ora la situazione è migliorata, anche grazie all’esposto che noi albergatori del quartiere abbiamo inoltrato alla questura», spiega il vicepresidente del comitato, nonché general manager del Four Points by Sheraton, Massimiliano Moretti. «La nostra idea ora è quella di aprire gli hotel verso il territorio, sponsorizzando e organizzando eventi in grado di rivitalizzare l’area in una logica di inclusione, piuttosto che di repressione».
La novità ha riscontrato un notevole interesse da parte delle istituzioni, tanto è vero che lo stesso evento «Lienzos sueltos por la paz» è stato promosso in collaborazione con l’ambasciata della Repubblica Dominicana in Italia e il Comune di Milano. Quest’ultimo ha inoltre già proposto agli hotel coinvolti nel progetto di partecipare a un concorso per la manutenzione del verde dell’area: «Grazie all’attività di comunicazione che abbiamo svolto fin dalla costituzione del distretto», rivela ancora Moretti, «altre realtà si sono poi potute avvicinare a noi. Grandi Stazioni Retail ne è un esempio concreto, visto che la prima iniziativa si è svolta proprio all’interno di uno spazio importante per il gruppo, come lo scalo centrale meneghino».
L’intero progetto ha ovviamente un respiro di medio-lungo periodo ed è basato su un’ottica di sistema, che non prevede vantaggi tangibili immediati ma risponde a strategie complessive di miglioramento della qualità urbana. «Questo è stato forse l’aspetto che abbiamo faticato maggiormente a spiegare ai commercianti della zona, molti dei quali ci chiedevano di avere ritorni concreti fin da subito», ammette Moretti. Ora però le richieste di adesione stanno arrivando copiose. Non solo dai negozi del quartiere, ma pure da altre strutture ricettive limitrofe.
D’altronde i benefici di un’iniziativa del genere, nel momento in cui dovesse garantire un’adeguata continuità di calendario, sono piuttosto evidenti: rivitalizzare un’area con una serie di eventi culturali significa presidiare il quartiere anche durante le ore notturne, aumentando di conseguenza la percezione di sicurezza per tutti. «Alcuni dei nostri ospiti», spiega sempre Moretti, «sono per esempio intimoriti dalla presenza dei graffiti in alcune vie laterali della zona». Di per sé manifestazioni affatto pericolose, le scritte sui muri non contribuiscono però quasi mai a migliorare il decoro di un quartiere. È solo naturale, perciò, che un programma fitto di iniziative sul territorio possa contribuire a scoraggiare tutte quelle attività borderline, che spesso popolano il sottobosco di qualsiasi realtà urbana del mondo.
Tra le tante iniziative in cantiere per il prossimo futuro, in questo mese di novembre sono quindi già in fase di preparazione avanzata un paio di attività da realizzarsi in collaborazione con Bookcity Milano e con la Milano Music Week: due manifestazioni, durante le quali gli hotel di Centrale District metteranno a disposizione degli spazi per la presentazione di libri ed eventi ad hoc di carattere letterario e musicale. In vista del prossimo Natale, si sta inoltre pensando a una festa dedicata ai bambini, ancora una volta con un occhio di riguardo per le minoranze etniche presenti in zona. «Nel medio periodo, il nostro obiettivo è quello di fare dell’area attorno alla stazione Centrale un distretto in tutto e per tutto simile a quelli oggi più celebri delle zone milanesi di via Brera e Tortona», conclude Moretti. «In particolare stiamo già parlando con il Ventura District, per dar vita insieme a un nuovo calendario Fuori Salone: una serie di eventi ad hoc pensati appositamente per gli spazi alberghieri e in grado di affiancarsi a quelli già da tempo organizzati con successo dallo stesso Ventura District in zona Lambrate».

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