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Sesso, hotel e innovazione
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Che il sesso sia una delle industrie più innovative ormai è un’idea sdoganata. Ho letto di recente un articolo sui love hotel in Giappone, che mi ha portato a fare alcune considerazioni sul settore hospitality, e che ho diviso in tre tematiche.
Maestri della segmentazione e dell’ascolto - Molti love hotel non si limitano a vendere una stanza: sono pensati per offrire servizi che vadano incontro alle passioni e alle necessità dei loro ospiti. Qualche esempio? Stanze per sadici, per amanti dei fumetti giapponesi e per voyeuristi.
Attenzione alle dinamiche sociali - Queste alcove dell’amore sono diventate così famose solo perché si occupano di sesso? Non solo: sono state capaci di andare incontro a necessità sociali come la cultura nipponica del decoro e della vergogna, che frena per esempio le effusioni per strada o gli inviti a casa ad amici e colleghi dell’altro sesso
Adattamento e innovazione - A quanto pare anche durante la recessione che ha investito il Giappone, i love hotel sono stati un’industria florida. Una crescita dovuta alla capacità di adattarsi al mercato. La popolazione invecchia e ci sono tassi di natalità bassissimi? Loro seguono le preferenze sessuali degli ultra 60enni (però per favore non chiedetemi quali siano).
Mentre in Giappone i love hotel si confrontano tutti i giorni con i temi legati al sesso, l’italico albergo come declina questi tre importanti argomenti per fare una migliore ospitalità?
Segmentazione e ascolto: quanti hotel si omologano o si limitano a seguire macro-trend come, non mi stancherò mai di dirlo, quello dei millennials?
Attenzione alle dinamiche sociali: in Occidente, una delle più forti è la condivisione degli spazi comuni. Quanti hotel sono disposti realmente ad aprire le proprie hall anche ai non ospiti?
Adattamento e innovazione: cosa offrire agli ospiti per creare qualità? Come stanno evolvendo e cambiando alcune figure professionali (e di conseguenza le procedure alberghiere)? Sono riflessioni che ogni hotel dovrebbe fare.
Be’, magari per il prossimo obiettivo aziendale raggiunto quasi quasi dovremmo chiedere tutti un viaggio premio in un love hotel. Ovviamente solo per studiarne le logiche di innovazione!

COMMENTI
«Aprire gli spazi ai non ospiti dell'albergo a parte essere un'idea vecchia
(ed è bellissima non mi si fraintenda) è anche un'idea vecchia in sé nel senso di vecchia notizia.
Think hotels, e altri concorsi indetti da hotel o meglio, federazioni di architetti, fondazioni e
Quant'altro hanno indetto già da tempo concorsi per pensare un albergo che non viene usato
come deposito delle valige (come è oggi) a parte i club med (non i villaggi, dico gli hotel club
med - cosa che è valida nella fase invernaleneve del loro business), ma dei luoghi
si chiedeva fossero capaci di ospitare la gente, farla vivere, dal sesso, (idea già di cui avevo
pensato, ma lo dice la storia, nessuna novità) al gioco d'azzardo ad ascoltare musica
degli artisti piu disparati dal vivo e molto altro. Un luogo dove ci sono libri, sport, corsi di pittura,
qualsiasi cosa le persone vogliono.
I caravanserragli, o le locande erano così, si beveva si mangiava, si giocava, i saloon.

Oggi la pressione demografica sul pianeta porta una marea di diversità e di omologazioni
inoltre gli strumenti tecnologici visto che siamo in una fase di Singularity, non mancano affatto.
Possiamo personalizzare l'offerta in modo incredibile se le persone lo consentono o lo chiedono
(o collaborano vedi concept 1950 club med) ...

Ma questo comunque è qualcosa di cui si parla e si disegna ... visto che oggi si va
(e ancora pochi lo sanno) verso il redesign totale e rigenerativo.

Non c'è ad esempio turismo piu inquinante e dannoso per l'ambiente che quello
invernale a differenza di quanti se lo sono immaginati. Il flusso di massa che oggi
è tutt'altro che "sostenibile" (bruttissima parola economicofinanziaria, che pone tutto
ciò che è natura, animale e quindi umano in secondo piano o comunque non è una condizione
sufficiente ai fini della diversità della vita - ecco perché rigenereazione, biomimicry e redesign
sono fondamentali).

A parte le varie divagazioni, è fondamentale comprendere il quadro demografico e tencologico
almeno oltre che geopolitico economico e culturale (alcuni di questi vanno intesi al plurale, perché
il contesto è planetario ma si declina in migliaia di modi diversi pur rimanendo globale e
complesso, per poter far un design innovativo.

Vogliamo parlare del VR (se ne parlava 2016 di questa nuova house di film hard
capace di produrre scene talmente realistiche da creare danni, mi pare evidente,
alla sensibilità umana e le capacità di concentrazione e desiderio come anche ...
e alle relazioni sessuali di una persona
-- è chiaro, siamo ai livelli di A.I. per sesso ) con strumenti nuovi per far eccitare le persone
nel modo a cui
loro piace? Siamo arrivati al "diabolico" profondo. Oggi non ci sono limiti a quello che si può
creare grazie al livello tecnologico che abbiamo raggiunto.

Farci sentire a casa può essere alla fine fatto diventare una vera illusione nell'illusione nell' illusione
...
Postato da Marco Di Paolo , - 19:38:58 13-02-2017

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