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Il trend bleisure: un falso mito?

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Da qualche anno ormai, tra esperti e addetti ai lavori si fa un gran parlare dei viaggi bleisure: la nuova frontiera del business travel che vedrebbe sempre più uomini (e donne) d'affari concedersi qualche giorno di vacanza subito prima o immediatamente dopo le proprie trasferte di lavoro. Approfittando in questo modo del viaggio per godersi la destinazione in cui si sono recati. Bleisure è infatti un neologismo inglese (pessimo a nostra modestissima opinione), che nasce dall'unione dei termini business e leisure. Ora però arriva una ricerca di Carlson Wagonlit Travel a smontare molte delle teorie sul "fenomeno del momento": definendo viaggio bleisure una trasferta di lavoro che comprenda almeno un pernottamento nel fine settimana (tra sabato e domenica), lo studio Cwt ha infatti scoperto come, tra il 2011 e il 2015, la percentuale di viaggi bleisure sia rimasta sostanzialmente stabile. Non solo: il fenomeno, in fondo, sarebbe tutto sommato limitato, con un modesto 20% di viaggiatori d'affari che ogni anno si concederebbe almeno un'estensione leisure. Il tutto a rappresentare un misero 7% dei viaggi d'affari complessivi a livello globale. Sempre secondo Cwt, ad amare le trasferte bleisure sarebbero in particolare le donne che effettuano un numero di trasferte limitate all'anno, nonché (poco sorprendentemente) i giovani di età compresa tra i 20 e i 25 anni.

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