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Aira: svolta nel segno della continuità
Mimmo Minichino è il nuovo presidente dell’Associazione italiana impiegati d’albergo
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«Quanto tempo è passato, Vecchio impiegato quante illusioni fai rivivere tu…!». Comincia con un piccolo divertissement ispirato alla celebre canzone del Vecchio scarpone l’analisi (seria) sulla realtà attuale e sul futuro della professione di Mimmo Minichino: eletto all’unanimità lo scorso maggio, in occasione del novantatreesimo semestrale Aira, il nuovo presidente dell’Associazione italiana impiegati d’albergo conosce bene una realtà in cui opera ormai da parecchi anni: «Ebbene sì, alla base della scelta di intraprendere il percorso del lavoro in albergo, ieri come oggi, c’è in ognuno la voglia di emergere, di fare carriera e fortuna. Un tempo, tuttavia, c’era anche la consapevolezza che il prodigarsi con sacrificio e con umiltà in ogni contesto, che il rispetto delle regole e la costante crescita culturale e professionale portava sempre in alto».
E oggi? «Oggi, il nostro ruolo si rivela spesso un tormentato e confuso tourbillon di richieste e percorsi di crescita alquanto improvvisati. Le nuove tecnologie, dalla telefonia mobile a Internet, fino ai gestionali sempre più complessi che richiedono aggiornamenti continui, sottopongono i nostri colleghi a un notevole stress: un’ansia da prestazioni che troppe volte non trova il giusto riconoscimento culturale e sociale».
Ecco allora che il programma del nuovo presidente Aira, oltre al richiamo alle basi amicali dell’associazione, contempla anche concetti come l’affinità di intenti, la solidarietà, la voglia di confrontarsi e conoscere nuovi colleghi, la partecipazione a una crescita professionale garantita da percorsi formativi di qualità. «Il mio augurio», prosegue Minichino, «è che l’attuale Aira possa essere un laboratorio, un cantiere di professionisti che si confrontano, studiano e offrono suggerimenti e soluzioni per il mondo alberghiero. Soprattutto le figure dei nostri colleghi affermati, titolari di direzioni e responsabilità importanti in molte strutture, dovrebbero fare da sprone ai giovani, in modo da donare il loro esempio e garantire il necessario ricambio generazionale».
E per dare concretezza alle parole del neo-presidente esiste già un gruppo consistente di docenti degli istituti alberghieri, iscritti Aira, che coordinati da Rosaria Cuscito si impegnano a realizzare percorsi di crescita dedicati ai soci junior: «La figura che rappresenta il futuro impiegato fin dai suoi primi anni di scuola alberghiera. Altri giovani disoccupati, o desiderosi di intraprendere il lavoro in albergo, vengono inoltre seguiti da vari istituti, presso cui operano ancora una volta alcuni nostri associati, impegnati a trasferire esperienze e competenze acquisite sul campo. In un contesto nel quale le tariffe degli alberghi sempre più basse non aiutano certo a investire adeguatamente in formazione, la nostra missione è proprio quella di sopperire a tale mancanza, fornendo risposte concrete a chi desidera migliorare le proprie competenze e crescere professionalmente».
In tutto ciò non può naturalmente mancare anche qualche parola su chi per ben nove anni ha preceduto Mimmo Minichino nella carica di presidente Aira: «La figura ormai storica del nostro ex presidente Luciano Manunta lascia un segno indelebile nella nostra storia. In lui ho sempre creduto, tanto che da segretario nazionale lo indicai io stesso quale sicuro protagonista per il futuro cammino dell’associazione, dopo la presidenza di Nazario Altieri. La richiesta di Luciano, nei nove anni del suo incarico, fu che in cambio io fossi il suo segretario nazionale. Quindi il percorso è stato di collaborazione continua e costante. E con la sua nomina a vicepresidente Aira Nord Italia il nostro cammino comune continuerà con la stessa determinazione, pur con il cambio dei ruoli. Luciano va ringraziato non solo dal sottoscritto ma da tutti i nostri soci. Siamo infatti ben consapevoli della sua testardaggine e assiduità nell’aver dato e nel voler continuare a dare tanto per l’associazione. Gli sforzi profusi per la crescita in numero e qualità di Aira sono sotto gli occhi di tutti. Il suo impegno è stato impagabile. D’altronde solo la passione, la convinzione e la voglia di provare permettono di rimanere così a lungo ai vertici di una realtà come la nostra».
Ma Minichino non può concludere senza ricordare tutti i presidenti che si sono succeduti al timone di Aira dall’anno della sua fondazione, nell’ormai lontano 1969: «Nel ringraziare doverosamente ognuno di loro, ricordo infine che tra poco celebreremo il nostro cinquantesimo anniversario. Davvero mi farebbe piacere che a festeggiare fossimo numerosi, soci ed ex soci inclusi».

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