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Forniture food & beverage: quali regole
Marco Giuri, avvocato e docente dei master Agrifood della 24Ore Business School, ci spiega la nuova normativa
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Una vera e propria rivoluzione che impegna i produttori, l’intero settore horeca e tutta la grande distribuzione. Un cambiamento epocale, in tema di approvvigionamenti e forniture f&b tra aziende, nato con il recepimento nel nostro ordinamento della direttiva europea 7-2011, «che ha lo scopo di combattere le gravi conseguenze dei ritardi nei pagamenti, nonché di ostacolare operazioni e prassi di concorrenza sleale», spiega Marco Giuri.
La materia è piuttosto complessa e soggetta a costanti cambiamenti: «Il comparto del food & beverage in effetti è in continua evoluzione e coinvolge spesso anche aspetti di natura legale e contrattuale che rendono più laborioso il rapporto di fornitura», prosegue l’avvocato fiorentino da molti anni impegnato nella consulenza ad aziende leader del settore vitivinicolo e a diverse realtà del mondo del food, nonché docente ai master del Sole 24 Ore sui temi legali dell’agrifood. «Un segmento nel quale si stanno affermando anche nuove professionalità, come per esempio il legale esperto di agroalimentare». E una materia sempre più interessante sia per l’ospitalità in generale, che per la propria offerta ristorativa ricorre ogni anno di più a materie prime a chilometro zero reperite presso produttori locali, sia per i professionisti dell’f&b, a cui si possono dischiudere diverse e inedite opportunità di carriera.

Domanda. Quali sono quindi gli aspetti su cui gli operatori devono oggi fare attenzione nell’approvvigionamento f&b?
Risposta. Per capirlo si deve necessariamente partire dalla norma di recepimento della direttiva europea, contenuta nel decreto liberalizzazioni (dl 1-2012 convertito nella legge 27 del 24 marzo 2012) e riguardante appunto i contratti di fornitura di prodotti agricoli e agroalimentari in genere.

D. Può stilarci un breve elenco dei suoi aspetti più rilevanti?
R. Prima di tutto i termini di pagamento: il cliente-azienda è oggi tenuto inderogabilmente a saldare le spese di acquisto, di prodotti deteriorabili, entro 30 giorni dalla data fine mese di consegna della fattura. Per i prodotti agroalimentari non deteriorabili, invece, la scadenza è entro i 60 giorni, sempre dall’ultimo giorno del mese di ricevimento della fattura. Particolare regime esiste inoltre per la cessione di prodotti alcolici, a cui si applica l’articolo 22 della legge 28 del 18 febbraio 1999, che riguarda soprattutto la birra, il vino, e i prodotti alcolici intermedi. Questa introduce infatti un regime speciale, in merito ai tempi di pagamento, per cui i corrispettivi devono essere versati entro 60 giorni dal momento della consegna o del ritiro dei beni. Riguardo i contratti di fornitura, gli accordi di approvvigionamento dei prodotti agroalimentari devono poi essere necessariamente stipulati per iscritto e presentare alcuni contenuti obbligatori: durata, quantità, tipo di prodotto venduto, prezzo, modalità di consegna, pagamento (articolo 62, comma 1). Non solo: i contratti devono pure essere informati a princìpi di trasparenza, correttezza, proporzionalità e reciproca corrispettività delle prestazioni, con riferimento ai beni forniti.

D. Esistono altri obblighi importanti?
R. Certamente. Per esempio il divieto di prassi inique o palesemente in violazione della trasparenza e proporzionalità contrattuale quali, tra le altre, quella di imporre direttamente o indirettamente condizioni di acquisto, di vendita o altre clausole ingiustificatamente gravose nonché retroattive o extracontrattuali. Nelle relazioni commerciali tra operatori economici, ivi compresi i contratti che hanno a oggetto la cessione dei beni di cui al comma 1, è vietato inoltre (articolo 62, comma 2, dl 1-2012) adottare ogni ulteriore condotta commerciale sleale, che risulti tale anche tenendo conto del complesso delle relazioni commerciali che caratterizzano le condizioni di approvvigionamento.

D. Date queste importanti novità, immagino che ci possano pure essere delle sanzioni: dobbiamo temere cosa in particolare?
R. In caso di violazione di questi nuovi doveri, la riforma ha introdotto in effetti pesanti penali a carico degli attori in gioco. Si va da una sanzione amministrativa di 500 euro a una di 500 mila euro per il debitore che non osservi i termini di pagamento. E ancora sanzioni da mille euro a 40 mila euro, per chi non si attenga all’obbligo dei contratti scritti. L’attività di controllo su queste novità è stata in particolare delegata all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che può effettuare ispezioni anche tramite la Guardia di finanza (d’ufficio e su segnalazione di terzi).

D. Esattamente, che ruolo può avere l’Antitrust in questo settore?
R. Come accennato, la nuova regolamentazione è stata pensata anche per evitare che ci possano essere nel mercato forme di concorrenza sleale su impulso dei grandi produttori o della gdo. La norma prevede infatti che, salvo che il fatto costituisca reato, il contraente, che contravviene agli obblighi di concorrenza leale è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2 mila a euro 50 mila. La misura della sanzione è quindi determinata facendo riferimento al beneficio ricevuto dal soggetto che non ha rispettato i divieti. E l’Antitrust è incaricata della vigilanza sull’applicazione delle presenti disposizioni e dell’irrogazione delle sanzioni ivi previste. All’accertamento delle violazioni delle disposizioni, l’Autorità provvede d’ufficio o su segnalazione di qualunque soggetto interessato.

D. A parte la questione contratti, ci pare però che l’intero settore f&b sia oggi oggetto di grandi attenzioni da parte del legislatore nazionale ed europeo. Si tratta di una sensazione o ci sono davvero continui interventi normativi?
R. È proprio cosi: il comparto f&b è molto regolamentato a livello sia europeo, sia nazionale. E in ogni ambito: dalla sicurezza alimentare alle norme sulle etichettatura (si veda, per esempio, il recente intervento sulla data di scadenza dell’olio), dalle norme sulla tutela del made in Italy alle disposizioni sui marchi e sulle produzioni. La Business School del Sole 24 Ore ha peraltro avviato su questi temi un percorso formativo e informativo con i suoi master nel settore f&b, e nel settore vitivinicolo in particolare, per cercare di aiutare gli operatori del comparto a districarsi fra le varie norme dettagliate e fornire loro gli strumenti adeguati per affrontare le sfide di un mercato sempre più globale.



Business School del Sole 24 Ore: non solo economia, da settembre il made in Italy del food, wine & hospitality entra in aula

www.bs.ilsole24ore.com

L’offerta formativa della Business School del Sole 24 Ore si è orientata già da qualche anno sui temi dell’ospitalità, del food e del wine, proponendo percorsi formativi specialistici relativi agli aspetti gestionali e manageriali dei settori legati al turismo, all’hôtellerie e alla ristorazione.

I master si rivolgono a target diversi: imprenditori e manager con esperienza lavorativa oppure giovani laureati che vogliono specializzarsi e inserirsi nelle aziende del settore. Per venire incontro alle diverse esigenze formative, sono nati i seguenti percorsi. Nello specifico:

Master full time post laurea – con diploma:
Food & Wine Management
Roma, dal 28 settembre – 3° ed.
Milano, dal 14 novembre – 4° ed.
5 mesi di aula e 6 di stage

Food Industry Management
Parma, dal 24 ottobre – 3° ed.
5 mesi di aula e 6 di stage

Master di specializzazione formula part time – con diploma:
Turismo e Hospitality Management
Milano, dal 24 ottobre – 8° ed.
8 mesi di formazione in aula (30 giornate) con sessioni in distance learning

Master di specializzazione formula part time – con attestato:
Gestione dell’Impresa Agricola e Agroalimentare
Milano, dal 7 ottobre – 6° ed.
6 weekend non consecutivi

Management dell’Hotellerie
Milano, dal 17 ottobre – 3° ed.
12 giornate infrasettimanali

Management delle Aziende Vitivinicole
Milano, dal 7 novembre – 2° ed.
12 giornate infrasettimanali

Food & Wine: Strategie di Marketing e Comunicazione
Milano, dal 25 novembre - 2° ed.
7 weekend non consecutivi

Management della Ristorazione
Roma, dal 25 novembre – 6° ed.
10 giornate infrasettimanali

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