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Opportunità da coltivare
di

Siamo operatori dell’ospitalità, declinata nelle varie tipologie alloggio, ristorazione, intrattenimento, trasporti...?
Se la risposta, come è ovvio, è sì, allora non può essere sfuggita all’attenzione la finale di Champions league, tra l’Atletico Madrid e il Real Madrid, che si è tenuta a Milano, lo scorso sabato.
I numeri: 60 mila visitatori stranieri, 25 milioni di euro di ricavi, 400 milioni di spettatori che, nel mondo, si sono collegati e, oltre alla visione della partita, hanno potuto assaporare e respirare l’aria che emanano le nostre eccellenze.
Milano è diventata bellissima, a similitudine di Barcellona e Berlino: con importanti interventi urbanistici si è scrollata di dosso la patina di stanco che la costringeva, diventando una città di grande fascino e fruibilità turistica.
Sabato era una giornata di sole e pensavo di andare al lago, poi però ho cambiato idea e ho fatto una lunga passeggiata in centro per assaporare l’atmosfera di un grande evento, come accade raramente.
Gli spagnoli presenti si sono dimostrati persone educate, di grande civiltà, e hanno riempito le strade con spirito gaio: le magliette bianche e quelle a righe rosse, rappresentative dei due club, coloravano le vie e la cantilena della loro lingua risuonava festosa.
Le istituzioni locali hanno anche ben operato, coprendo la città di gonfaloni, manifesti, palchi; fornendo l’impressione di trovarsi in una grande kermesse. Al Castello era stato allestito un campetto in sintetico dove hanno giocato vecchie glorie, per la gioia dei ragazzini presenti.
La galleria risuonava di «Olé, Olé», mentre le linee della metropolitana vivevano un via vai di madrileni in movimento. La nuova linea lilla porta direttamente a San Siro e così andarci è stato inevitabile, per confrontarsi con le avanguardie di tifosi che nel primo pomeriggio erano già presenti.
Ma, al di là degli aspetti di colore, eventi riusciti come questo dovrebbero far rifletter su quanto si potrebbe fare per la città (vale per Milano ma anche per tante nostre meravigliose località). E i vari candidati alle prossime elezioni amministrative potrebbero trarne spunto e considerarli nei loro programmi, che sono spesso, purtroppo, per quanto riguarda il turismo, banali e ripetitivi.

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