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Quando la stanza è pet-welcoming
Come rendere la propria offerta di ospitalità veramente a misura di amico a quattro zampe
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Pavimenti lavabili e niente moquette. Ma anche un igienizzante specifico a disposizione degli ospiti, un rimuovi peli e un panno per cani, nonché ciotole, sotto-ciotole e almeno un cuscinone completamente sfoderabile e lavabile. Nel caso ci siano dei gatti, infine, sempre meglio mettere un tiragraffi-palestrina a portata di unghie: un’utile alternativa a divani e affini. Pochi, semplici consigli per rendere una camera d’albergo pet-friendly. O meglio sarebbe dire pet-welcoming, come ama definirla il fondatore di Pets On the Go, Paolo Santini: «La prima esigenza di chi si muove con un animale al seguito è ovviamente quella di trovare una sistemazione in grado di accogliere, in modo adeguato, il proprio peloso compagno di viaggio. Risolto il primo step, si desidera soprattutto non essere trattati alla stregua di “problemi”, ma come semplici ospiti: persone che, allo stesso modo di coloro che viaggiano con bambini e anziani, hanno esigenze specifiche e puntuali».

Domanda. Che tipo di pet si muove di solito in compagnia dei propri amici a due zampe?
Risposta. Si tratta spesso di cani e gatti educati, abituati a viaggiare, la cui gestione deve però seguire le linee guida dell’hotel e rimanere sotto l’esclusiva responsabilità del proprietario.

D. Difficile quindi imbattersi nel Ringhio di turno?
R. Quasi sempre certi “soggetti” rimangono a casa.

D. Quali allora le piccole attenzioni più apprezzate dai viaggiatori con animali al seguito?
R. Per dimostrare che il proprio hotel è veramente pet-welcoming basta poco. Per esempio un simpatico kit di benvenuto ad hoc: uno snack fatto trovare sul cuscinone in camera, magari accompagnato da un leaflet contenente tutte le indicazioni sul pet shop, il veterinario e l’area cani più vicini.

D. Ha anche qualche consiglio per chi invece è incaricato della pulizia delle stanze dove sono ospitati gli animali?
R. La prima avvertenza è quella di munirsi di avvisi da appendere fuori dalla camera, in modo da render noto a tutti che dentro la stanza c’è un animale. A seguire, occorre anche stilare precise linee guida per il personale ai piani, con particolare riguardo all’area della sicurezza sia dei collaboratori, sia degli ospiti “pelosi”.

D. E per il resto dello staff?
R. Anche qui ci vuole un minimo di formazione specifica: se si vuole approcciare un proprietario con cane al seguito bisogna saperlo fare. In caso contrario, meglio evitare. Attenzione, però: non stiamo parlando di giornate e giornate di formazione. Poche nozioni minime ma indispensabili sono sufficienti a gestire al meglio il binomio proprietario-amico a quattro zampe.

D. Esistono ulteriori servizi che un hotel potrebbe pensare di organizzare?
R. Assolutamente sì: fondamentale è per esempio avere dei professionisti di riferimento, a cui rivolgersi nel caso in cui l’ospite abbia un impegno e non possa portare con sé il cane. Ma sempre apprezzata è pure la presenza di una zona dedicata e attrezzata per accogliere pet più proprietario. Se poi all’esterno esiste persino la possibilità di recintare una piccola area riservata ai cani, allora la fidelizzazione del cliente con amico a quattro zampe al seguito è assicurata.

D. Avete un suggerimento anche per evitare i piccoli disguidi che possono sorgere con gli altri ospiti?
R. L’obbligo di tenere il proprio cane al guinzaglio evita il 90% dei problemi. La progettazione di lay-out specifici degli ambienti comuni, inclusa una disposizione delle sedute ad hoc, previene poi l’insorgere di eventuali problemi tra quattro zampe.

D. Come si può quindi comunicare i propri servizi pet-welcoming?
R. Si comincia con i canali dove è già presente il proprio hotel, integrando le informazioni ivi contenute con le specifiche relative all’ospitalità per i pet. Utili sono poi anche i vari network per cinofili: portali e forum in cui le indicazioni sulle strutture pet-friendly sono ormai sempre più frequenti.

D. Perché infine può convenire avere un hotel pet-welcoming?
R. Secondo le statistiche più recenti, quasi il 60% delle famiglie italiane possiede un cane e più del 55% vorrebbe portarsi il proprio amico “peloso” in viaggio. Uno scenario, quello del nostro paese, che si può estendere facilmente a tutta Europa: un vero fenomeno diffuso rappresentato da milioni di viaggiatori alla ricerca di ospitalità per il loro “figliolo peloso”. È per questo che siamo convinti di quanto un modello professionale di gestione e cura del binomio proprietari & pets on the go possa rappresentare un rilevante elemento di differenziazione per singoli hotel o gruppi alberghieri: un approccio pet-welcoming, in grado di trasformare un apparente problema, l’accoglienza di un animale domestico, in un importante generatore di traffico. Il tutto dedicato a una categoria assai numerosa di clienti, che spesso non bada a spese pur di garantire adeguato comfort al proprio fidato compagno di viaggio a quattro zampe.


Identikit di PetPro e Pets On the Go
www.petsonthego.it

Fondata nel 2011 a Milano, PetPro opera oggi in tutto il Centro-Nord Italia. Le sue attività si sviluppano sostanzialmente in due direzioni: l’offerta di servizi pet-care per i proprietari di animali domestici (b2c), nonché l’ideazione, realizzazione e gestione di eventi di consulenza cinofila e pet-marketing per aziende e progetti speciali (b2b). Tra i clienti PetPro si ricordano, in particolare, DeAgostini, Trixie, il Comune di Milano e il gruppo Segesta/Korean. La società si avvale di un centinaio di collaboratori tra veterinari comportamentalisti, educatori e istruttori cinofili, pet-sitter, dog-walker, toelettatori, nutrizionisti e veterinari.
Da PetPro nasce quindi il progetto Pets On the Go, il cui obiettivo è quello di creare un network di hotel e catene in grado di accogliere in modo professionale i pet-owners on the go, senza in alcun modo venire meno agli standard offerti agli altri clienti: la soluzione in outsourcing ideale, insomma, per tutti gli alberghi che accettano animali domestici e che vogliono riservare agli amici a quattro zampe un’accoglienza professionale e davvero a cinque impronte.

L’offerta Pets On the Go

Prodotti fisici: da una partnership con Trixie nasce la linea di kit di benvenuto dedicati, di prodotti per allestimenti camere, di dotazioni di sicurezza e di tutto ciò che serve per avere un’ospitalità a misura di cliente a quattro zampe.
Layout: non è facile accogliere in modo professionale gli ospiti con animali e, al contempo, garantire gli standard per gli ospiti senza animali. Pets On the Go si occupa dello studio di layout, nonché di procedure e di sistemi di pulizia, in grado di consentire la coesistenza delle due community.
Formazione del personale: un team di educatori cinofili garantisce, su base nazionale, programmi di organizzazione e di formazione specifici per i dipendenti dell’hotel in contatto con gli animali degli ospiti. I corsi sono realizzabili sia all’interno delle strutture stesse, sia presso le due sedi Pets On the Go di Binasco, vicino a Milano, e di Cattolica, in piena Romagna.
Servizi forniti direttamente da PetPro: accudimento diurno e pet-sitting a ore, sviluppo di leaflet informativi per gli ospiti e organizzazione di eventi a tema. Nell’area di Milano, è inoltre da poco attivo Pet Pet: il servizio di toelettatura a quattro ruote che parcheggia sotto l’hotel.
Digital&social: il network di PetPro e dei suoi partner garantisce un supporto media privilegiato, assai efficace nel gestire e nell’indirizzare la community dei pets on the go.

COMMENTI
« Forse non avete idea di cosa voglia dire ospitare un cane o un gatto in una camera 'dalbergo.
E' una cosa da evitare nel modo piu' assoluto per questioni di igiene e di rispetto anche vesrso chi quella camera deve pulirla, senza considerare il tanfo che rimane impregnato nella camera.
Si dovrebbero eventualmente , se una struttura decide di ammettere gli animali degli spazi appositi dedicati interamente a essi.
Postato da italo pittorru , tecnico attivita' alberghiere - 09:25:52 18-03-2016

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