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Ricordare i nomi aiuta la carriera
Sette semplici consigli per imprimersi velocemente nella testa gli appellativi delle persone
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A tutti fa piacere sapere che gli altri si ricordino del proprio nome: significa che si è stati capaci di lasciare un segno, che le persone incontrate hanno giudicato importante dedicare una seppur piccola parte dei propri circuiti neuronali a tale funzione specifica. Dimostrare di conoscere i nomi dei colleghi, soprattutto nei primi tempi di un nuovo lavoro, può quindi rivelarsi un acceleratore importante di carriera. Lo sostiene anche l’esperto di risorse umane a stelle e strisce, Phil Blair, già autore di varie pubblicazioni e co-titolare a San Diego del più grande franchisee americano della multinazionale Manpower.
«Se chiedete a chiunque quale sia la propria parola preferita», racconta Blair, «molti si mostreranno esitanti e assumeranno un’espressione pensierosa. Numerose ricerche hanno tuttavia dimostrato che il termine più amato dalla maggior parte degli uomini è proprio il loro nome di battesimo. Provate, per esempio, a rivolgervi alle persone aggiungendo al semplice e tradizionale “buongiorno” il corretto appellativo. Vi accorgerete presto di quanti sorrisi in più raccoglierete: tutti investimenti relazionali destinati a fruttare buoni dividendi nel medio-lungo termine».
Ricordare al volo i nomi di tutte le persone che si incontrano non è tuttavia un’impresa affatto facile: occorre concentrazione, un po’ di attitudine e un pizzico di esercizio e metodo. Per chi vuole quindi sorprendere le proprie nuove conoscenze con una memoria perfetta, Blair elenca una serie di sette semplici consigli pratici, utili a ricordarsi in fretta il nome delle persone che si incontrano:

Prestate attenzione: sforzatevi di non distrarvi ogni volta che vi viene presentato qualcuno; non lasciate soprattutto che il suo nome scorra semplicemente via come spesso accade in questi casi.
Effettuate dei controlli: ripetete con naturalezza il nome appena appreso. Se si tratta di un appellativo inusuale, non esitate a chiedere come si scriva correttamente. Ai convegni e agli eventi, osservate i badge dei presenti. Non preoccupatevi di ammettere che state cercando di fissare nella vostra mente il nome della persona che avete davanti. Di solito, è un atteggiamento che viene apprezzato.
Immaginate i nomi delle persone stampati sulle loro fronti: era uno dei trucchi preferiti da Franklin Delano Roosevelt. Se volete, provate anche a utilizzare colori e inchiostri immaginari.
Scrivete il nuovo nome nella testa: immaginate la vostra mano che traccia progressivamente le lettere su un foglio.
Provate ad associare le parole tra di loro: se qualcuno si chiama Cesare, per esempio, non esitate a immaginarlo con un alloro in capo che arringa la folla nel Foro di Roma.
Usate frequentemente i nomi appena appresi: quando imparate un nuovo appellativo, utilizzatelo presto e spesso. Attenzione però a non risultare sgradevoli: non dovete sembrare dei piazzisti all’arrembaggio.
Registrate tutti gli appellativi in un file facilmente consultabile, come per esempio la lista dei contatti del vostro cellulare: controllate regolarmente tale file, magari ogni volta che lo aggiornate con un nuovo nome. Consultatelo, in particolare, prima di raggiungere luoghi o situazioni in cui pensate di avere buone probabilità di incontrare persone di cui dovreste conoscere i nomi.

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