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Allarme talenti nel turismo
Il Wttc stima rischi per 14 milioni di posti di lavoro potenziali. L’Italia tra i paesi più esposti
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Nel turismo mancano le persone giuste, nel posto giusto, con le giuste competenze. È il grido d’allarme lanciato dal World Travel & Tourism Council (Wttc): secondo una recente indagine realizzata in collaborazione con Oxford Economics, la carenza di talenti adeguati sarebbe infatti destinata a diminuire il contributo del settore al pil globale per una cifra pari a 610 miliardi di dollari da oggi fino al 2024, con la conseguente mancata attivazione di qualcosa come 14 milioni di posti di lavoro.
Numeri e dati che si basano su un’analisi del gap tra il potenziale di sviluppo del turismo a livello mondiale e le reali possibilità di crescita a fattore umano costante. Attualmente l’industria dei viaggi e dell’ospitalità, incluso l’indotto, supporterebbe in particolare 266 milioni di posti di lavoro, contribuendo al pil globale per 7 mila miliardi di dollari. Secondo le stime più accreditate, che tengono in considerazione i ritmi di sviluppo correnti del settore, tali cifre dovrebbero salire rispettivamente a quota 347 milioni e 11 mila miliardi di dollari entro il 2024. A patto però che le istituzioni e le imprese sappiano affrontare con successo il problema carenza di talenti: una questione la cui rilevanza, sostiene sempre lo studio Oxford Economics, sarebbe incomparabilmente più consistente nel turismo che in altri comparti produttivi.
L’indagine ha preso infatti in considerazione i 46 mercati più importanti per l’economia turistica mondiale: un gruppo di paesi che contribuisce per oltre l’80% alla creazione del pil e dell’occupazione generata dall’industria dei viaggi e dell’ospitalità. Ebbene, ben 37 di queste nazioni sperimenterebbero oggi una carenza di talenti nel settore. Allargando tuttavia lo sguardo ai sistemi produttivi nazionali presi nel loro complesso, appena sei mercati su 46 registrerebbero le medesime problematiche. Segno che è proprio il turismo, il comparto dove la questione talenti è più critica. E tra i paesi in cui la scarsità di personale preparato per l’industria dei viaggi e dell’ospitalità si farebbe sentire maggiormente (ossia i mercati dove la domanda di risorse qualificate aumenta a ritmi dell’1% superiore a quelli dell’offerta di profili dotati di competenze adeguate alla richiesta) ci sarebbe purtroppo anche l’Italia, in compagnia peraltro di altri undici paesi: Thailandia, Polonia, Taiwan, Russia, Perù, Costa Rica, Argentina, Svezia, Singapore, Turchia e Grecia.
«L’industria dei viaggi è uno dei settori economici più importanti al mondo, in grado di creare posti di lavoro e garantire benessere a gruppi spesso marginalizzati della società, come i giovani e le donne, nonché in aree dove le opportunità di impiego sono tradizionalmente scarse», commenta il presidente e ceo del Wcct, David Scowsill. «Se nel prossimo futuro non si riuscirà quindi a sviluppare una serie di programmi in grado di attirare e formare i talenti necessari al comparto, assisteremo inevitabilmente a un rallentamento dei ritmi di sviluppo del turismo, accompagnato da minori investimenti, da meno innovazione e da un declino di competitività di imprese e destinazioni».

COMMENTI
« Tutto vero dobbiamo cambiare modo di fare turismo i talenti e le idee ci sono ma talvolta nelle aziende conta di più una laurea che l'esperienza sul campo ..facciamo meno grafici ed action plan e diamo la parola a chi vive la quotidianità , ai creativi a chi ha voglia di esprimersi a quelli considerati solo dei numeri ma con grandi potenziali..io di idee ne ho tante e le sto già mettendo in campo perché questa quotidianità non mi piace e le persone hanno bisogno di stimoli positivi
Postato da stefania dotto , sales representative Triveneto Emila Romagna Club Med - 20:39:17 03-04-2015
« Condivido il pensiero espresso,purtroppo le Aziende non investono piu' in talenti per risparmiare, ma non si riparmia sulla qualita' ed il Cliente se ne accorge e va altrove, dove vengono accolti con sorriso e professionalita' e non con incompetenza e superficialita'. Le Aziende devono investire sulla professionalita' anche organizzando dei veri percorsi di formazione interna. Le scuole Alberghiere si devono adeguare ai tempi, i stessi Professori hanno un modello di scuola troppo vecchio e superato. CI deve essere sinergia tra le Scuole con gli Hotel e le Agenzie di Viaggi.
Postato da MAURIZIO MANCINI , SALES MARKETING ed Ex Presidente Federalberghi Sabaudia (LT - 09:53:30 06-04-2015
«Sono convinta,di tutto ciò che si vuole esprimere..spesso però, manca la convinzione di mettere in pratica.
Sistemi di organizzazione e lavoro, portando benessere e valore alla società.
Ce ne sono di potenziali,che potrebbero dare il massimo è dargli l'occasione..gia nelle scuole dovrebbero arrivare ad insegnamenti e capire dove sfruttare potenziali soggetti..una istituzione troppo vecchia..la vera verità è che non si lascia fare..purtroppo.
Postato da simona , cameriera - 14:57:37 08-04-2015
«Le Scuole...gia', dovrebbero adeguarsi ai tempi odierni. entrare negli Hotel ed Agenzie e vedere come si lavora veramente. Tariffe, tipologia di clienti, come è cambiato il mondo alberghiero, lo staff, le cooperative, tipologia dei contratti, stage...
Lo Stato dovrebbe inserire nelle scuole come si fa in Germania, degli stage obbligatori, anziche 3 mesi di vacanza due mesi di stage obbligatori in una struttura e far vedere e capire agli studenti come è il mondo del lavoro.
Gli Hotel devono assolutamente prendere personale qualificato e referenziato, almeno i Capireparto.
Postato da Maurizio Mancini , DIRETTORE COMMERCIALE - 13:25:26 09-04-2015
« Tutto verissimo peccato poi doversi scontrare con la realtà!

Ricordiamoci che esistono ancora le persone che amano il proprio lavoro e che si trovano sempre più spesso le porte chiuse.
Io ho dovuto abbandonare gli studi universitari per buttarmi nella ricerca di lavoro al fallimento dell'azienda di famiglia, senza rancori nè rimpianti perchè la vita è anche questo.
Dopo 10 anni di stagioni estive e invernali però non è il talento, la voglia di mettermi costantemente in discussione, di frequentare corsi d'aggiornamento e/o specializzazione che manca, LE "OFFERTE" DI LAVORO NON SI ALLINEANO CON LA REALTA' IN CUI OPERANO.
Concordo con chi scrive che le Aziende risparmiano dove possono e tagliano sulla formazione del proprio personale, ognuno tira l'acqua al suo mulino!
Poi però accade il fattaccio, cioè la stessa azienda ricerca SOLO giovani laureati max. 29 anni, che sappiano l'inglese o in alcuni casi siano inglesi o francesi madrelingua più una seconda lingua "a scelta" tra il Russo, il Francese, l'Arabo; abbiano un ottima conoscenza delle suite d'ufficio più diffuse sul mercato nazionale ed estero.

Allora, non esiste la ricerca di Talenti = Persona dotata di ingegno e capacità, spontanea genialiatà; un fuoco sotto la cenere, si cercano Garanzie per cadere sempre in piedi.
E basta sparare a zero sulle Scuole pubbliche come se fossero il vero motivo dei mali della società.
Fanno quelle che possono con i mezzi (pochi se non nulli) che hanno, onore e merito a tutti quei maestri e professori che si trovano a dover insegnare e formare davvero dei Talenti con nessun mezzo a disposizione e non si arrendono MAI.
Postato da Veronica , Assistente all\'infanzia - 11:45:12 17-04-2015

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