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Rivoluzione in casa Starwood: lascia il ceo Frits van Paasschen
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La notizia è giunta quasi come un fulmine a ciel sereno, ma pare che la decisione stesse maturando da mesi. Almeno stando al comunicato di Starwood Hotels & Resorts Worldwide, che ha annunciato pochi giorni fa le dimissioni del ceo del gruppo Frits van Paasschen, «di mutuo accordo con il consiglio di amministrazione». A guidare a interim la compagnia è stata quindi chiamata una risorsa interna come Adam Aron, fino a che il cda non avrà individuato un nuovo profilo adatto a ricoprire il ruolo. Al di là delle note ufficiali, pare che la motivazione profonda del divorzio tra van Paasschen e Starwood, giunto dopo sette anni di matrimonio, sia però da ricercarsi nelle strategie di espansione adottate dall’ex ceo: troppo lente rispetto a quelle dei competitor ed eccessivamente concentrate sul segmento alto del mercato. Il potenziale di crescita «sta tutto nel target midscale e budget», avrebbe in particolare dichiarato, a Bloomberg, l’analista della banca d’investimento americana Fbr & Co, Nikhil Bhalla. Ma non finisce qui: oltre a registrare ritmi di sviluppo inferiori a quelli dei principali competitor, Starwood negli ultimi tempi avrebbe anche fatto segnare dei rallentamenti sul lato ricavi, che nel terzo trimestre 2014 sarebbero addirittura scesi dell’1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, contro gli incrementi del 9,5% e dell’8% portati a casa rispettivamente da Marriott e Hilton. Performance non eccezionali che avrebbero avuto ripercussioni anche sul valore delle azioni del gruppo, salite di appena il 4,2% in 12 mesi, mentre quelle Marriott si impennavano contemporaneamente del 58% e quelle Hilton del 30%.

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