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Ehma: le new entry
Due le nomine italiane ufficializzate durante il management council di Londra
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Una meta ambita da molti professionista dell’accoglienza, a cui si può accedere solamente previa presentazione di almeno due membri e dopo un’esperienza consolidata alla guida di strutture di qualità. Come ogni anno, l’appuntamento con le nuove nomine della European hotel managers association (Ehma) è un avvenimento particolarmente atteso dai molti direttori che desiderano entrare nell’associazione europea dedicata ai general manager di alcuni dei più prestigiosi hotel del Vecchio continente. Nel 2014, l’ufficializzazione dei neo-soci Ehma è così avvenuta durante il management council di Londra, per l’occasione ospitato presso l’Hyatt Regency London – The Churchill diretto da Michael Gray.
Nove sono stati quindi i nuovi direttori accolti nel club Ehma, di cui due italiani: Achille Di Carlo, oggi alla guida del Borgo San Felice di Castelnuovo Berardenga (Siena), già in passato executive assistant manager e resident manager degli hotel Bernini Bristol ed Eden di Roma, nonché Nicolino Grigio, attualmente al timone dell’hotel Splendide Royal Roma, dopo essere stato per una decina di anni tra i general manager della Baglioni Hotels. Le altre nomine hanno quindi riguardato il croato Ivica Krizmanic, dell’hotel Esplanade di Zagabria, il cipriota Christos Papamiltiadous dell’Elysium Hotel di Pafo, l’estone Kaido Ojaperv, dell’hotel Palace di Tallin, il tedesco Gilles Felgen, del Sofitel Hamburg, e i francesi Christophe Laure, dell’Intercontinental Paris Le Grand, Christophe Mercier, dell’hotel W Paris Opera, ed Emmanuel Richardet, del Westin Paris Vendome,
Con la duplice new entry si rafforza così ulteriormente la leadership della rappresentanza italiana all’interno di Ehma, da anni la più numerosa dell’associazione che oggi vanta un totale di 432 membri, provenienti da ben 29 nazioni differenti. Dato che, per motivi di equilibrio interno, lo statuto Ehma non permette a nessun paese di contare su una presenza superiore al 20% del totale dei soci, entrare a farne parte, per i manager italiani, è quindi un traguardo, se possibile, ancora più ambito che altrove.

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