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Sostenibilità con coerenza
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Già nel 1987 la sostenibilità era un tema di attualità e il rapporto Brundtland della Commissione mondiale su ambiente e sviluppo la definiva: «Lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni».
Di questo si è parlato nel corso del convegno tenutosi a Venezia, all’hotel Luna, organizzato da AiraVeneto, in cui Annamaria Tuan dell’Università degli studi di Udine, ha dissertato sulle implicazioni che la maggior attenzione verso la sostenibilità e l’ecologia hanno nei confronti del turismo (sull’evento veneziano, si veda anche l’articolo a pagina 5, ndr).
Uno dei suggerimenti che vengono dati agli alberghi per ottimizzare i ritorni su azioni di sostenibilità è quello del coinvolgimento degli ospiti in esperienze di soggiorno che rispettino l’ambiente. Non bisogna nascondersi però che molte delle azioni che si producono sono quelle che, in un termine semplice, vengono definite Greenwashing, vale a dire «dare una pennellata di verde» per far vedere agli ospiti che si stanno compiendo azioni di sostenibilità, quando invece concretamente non è così.
Un’esperienza diretta: a Bali, l’Hyatt propugnava la sua azione verde con tutta una serie di interventi, dalla carta riciclata al risparmio sul lavaggio della biancheria. Nel dépliant l’albergo però poi spiegava che per la costruzione del complesso erano state abbattute parecchie centinaia di palme: involontaria ironia.
Un altro esempio, il nuovo brand Aloft di Starwood, che si definisce «una scelta green» recita: «Il nostro obiettivo è consentire a ogni ospite di poter fare scelte consapevoli a livello ambientale e offrire agli operatori tutti gli strumenti necessari per ridurre l’impatto complessivo sull’ambiente». Se si guarda bene però le azioni promosse, al di là dei proclami, sono poca cosa e, la maggior parte di esse, hanno come risultato economie gestionali, quali i dosatori per i saponi e shampoo o il riutilizzo degli asciugamani.
Le aziende che vogliono incamminarsi nella sostenibilità, che ormai tocca la sensibilità dei viaggiatori, devono avere la reale volontà di intraprendere un percorso impegnativo e virtuoso ed essere consce che l’ospite è il miglior giudice delle loro azioni, necessariamente coerenti, pena effetto boomerang.

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