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Quali prospettive per l´hôtellerie
Le tendenze destinate a impattare sul mercato alberghiero da qui ai prossimi dieci anni
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Quarto e ultimo appuntamento con il viaggio nel futuro dell’ospitalità in compagnia di Giovanni Angelini (i precedenti contributi sono stati pubblicati sugli scorsi numeri 17, 18 e 19 di Job in Tourism, ndr). In questo intervento l’ex ceo e managing director del gruppo Shangri-La traccia un breve elenco dei trend più significativi del momenti, i cui effetti riverberanno con varie intensità sul prossimo futuro dell’hôtellerie.

La relativa mancanza di professionisti qualificati e di personale con un’attitudine spiccata verso l’hôtellerie, nonché una certa diminuzione dei livelli di coinvolgimento e una crescita generale del costo del lavoro: sono tutti trend, legati al fattore risorse umane, destinati a generare un impatto diretto sugli standard di servizio, per cui l’industria alberghiera è nota nel mondo. Un problema aperto che non potrà scomparire con il tempo, in quanto l’ospitalità non perderà mai la sua natura intrinseca di settore particolarmente labor intensive. Certo, la tecnologia può oggi aiutare a svolgere determinati compiti, ma esistono precisi limiti oltre cui non si può andare.
Eppure, proprio in tale contesto, l’hôtellerie, se paragonata ad altri settori economici, stenta oggi ad attirare i talenti migliori presenti sul mercato: al comparto, in altre parole, servono leader più forti e acuti, se si vogliono affrontare con successo le forze esterne, e i cambiamenti di comportamento dei consumatori, che attualmente impattano maggiormente sulla redditività delle imprese. Ma da dove arriveranno i nuovi leader del futuro? E soprattutto, saranno disposti a lavorare più ore per compensi inferiori a quelli di altri comparti? Le risposte a questi quesiti decisivi le scopriremo solo nei prossimi anni. Nel frattempo, può però risultare utile capire quali siano le prospettive aperte dell’industria dell’ospitalità. Ecco quindi un breve elenco che intende raccogliere le tendenze più significative del momento, destinate a impattare il mercato alberghiero da qui a dieci anni.

Nella prossima decade assisteremo a una crescita sostenuta dei viaggi, soprattutto da e verso l’Asia
L’Asia è destinata a rappresentare presto il bacino di domanda più importante al mondo.
Il turismo è, e rimarrà, uno dei settori economici più importanti e con i più alti tassi di crescita a livello globale: un comparto in grado di creare milioni di posti di lavoro e il cui valore è stimabile attorno al 10% del prodotto interno lordo mondiale.
I viaggiatori si riveleranno sempre più sofisticati ed esigenti, mentre la loro attenzione sarà sempre più focalizzata sul wellness.
La tecnologia si evolve a ritmi ogni anno più rapidi: la diffusione di nuovi dispositivi portatili come i Google Glass, per esempio, è destinata a crescere velocemente.
Proseguirà la sfida tra le agenzie online e i modelli agenziali più tradizionali, con le prime che proveranno a dominare il mercato, richiedendo però commissioni sempre più elevate.
Gli aerei rimarranno il sistema di trasporto più affidabile a livello globale, tanto più che l’industria dell’aviazione sta investendo molte risorse nel potenziamento dei propri sistemi di sicurezza.
Gli aeroporti miglioreranno sensibilmente i propri servizi, aumentando la qualità dell’esperienza dei viaggiatori, tramite l’implementazione di tecnologie in grado di dialogare con i nuovi dispositivi portatili (Google glass, smart watches...). Ma si diffonderanno sempre più anche le procedure automatizzate, quali le aree self-bag drop, i chioschi biometrici e i controlli informatizzati dei passaporti.
Si costruiranno nuovi aeroporti e si espanderanno gli scali già esistenti, soprattutto in Asia.
Lo shopping è ancora oggi un elemento importante dell’esperienza turistica, ma non si può non considerare l’impatto che il crescente successo degli acquisti online avrà su questa particolare motivazione di viaggio.
A causa della loro difficoltà ad accedere a significative economie di scala, i piccoli boutique hotel faranno più fatica a competere in un mercato sempre più globalizzato.
Si apriranno spazi potenziali per i nuovi modelli di resort integrati.
Le crociere rimarranno un segmento molto popolare, con navi ancora più grandi e ricche di servizi a bordo.
Le turbolenze geopolitiche continueranno a generare effetti tanto imprevedibili quanto negativi per l’industria turistica globale.
Nel comparto dell’ospitalità diminuiranno i contratti di management, a tutto vantaggio del franchising e degli affitti.
Crescerà la competizione tra gli operatori dell’ospitalità, impegnati nella gara per acquisire nuovi contratti, a scapito del livello delle fees praticate.
Continuerà la crescita del numero dei brand sul mercato.
Attirare, reclutare, formare e trattenere la nuova generazione di collaboratori diventerà un compito sempre più difficile.
Inseriti in tale scenario evolutivo, gli operatori dell’hôtellerie dovranno sviluppare ulteriormente le loro capacità promozionali e di vendita, nonché migliorare l’efficienza di erogazione dei servizi.

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