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Obiettivo mice e lusso accessibile
Cambio di strategia per il gardesano Palazzo Arzaga nella nuova gestione Blu Hotels
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Una struttura senza limiti apparenti, una Mirabilandia con uno stile esclusivo e un format superlusso, un cavallo selvaggio da domare. È questo e molto di più Palazzo Arzaga per il suo nuovo general manager: il bolognese Andrea Frabetti, giunto alla guida di questo Leading hotels of the world, situato a poca distanza dalla sponda bresciana del Lago di Garda, con l’avvio della gestione Blu Hotels. Il gruppo alberghiero italiano, la cui sede si trova nella non lontana Salò, intende infatti fare della struttura gardesana il fiore all’occhiello della propria offerta. E ciò nel contesto di una strategia di riposizionamento verso l’alto, che ha recentemente condotto la compagnia a un’altra acquisizione eccellente, qual è sicuramente la gestione del siciliano ex-Kempinski, Giardino di Costanza.
A Palazzo Arzaga la linea di azione del nuovo management intende così muoversi lungo una duplice direzione: rendere il resort una struttura dal lusso accessibile e fare dell’hotel, e della sua proprietà di circa 150 ettari, una location privilegiata per la domanda mice e le cerimonie esclusive. Un progetto perfettamente coerente con il profilo del nuovo general manager che, oltre a una lunga carriera nell’ospitalità, vanta anche una consistente esperienza nel mondo dell’organizzazione degli eventi (si veda a questo proposito il box a fianco, ndr). «La nostra idea principale è quella di aprire a un pubblico più vasto possibile una location fino a oggi considerata a uso quasi riservato di principi e vip», racconta lo stesso Frabetti. «Tanto per far capire cosa intendo, mi basti dire che neppure i clienti dei nostri due campi da golf (27 buche totali disegnati da due nomi prestigiosi come Jack Nicklaus II e Gary Player, ndr) normalmente si servivano dei servizi del resort. E sappiamo bene che i golfisti non rappresentano certo un segmento di mercato low budget».

Domanda. Alla luce del nuovo indirizzo impresso a Palazzo Arzaga, quali sono quindi i vantaggi di poter contare su un profilo dalle sue caratteristiche?
Risposta. Stanno soprattutto nel fatto che io riesco probabilmente a calarmi meglio nei panni dei clienti. Avendo organizzato eventi per anni conosco, infatti, quali sono le loro esigenze e riesco ad anticipare le soluzioni ai problemi imprevisti.
D. Mi faccia un esempio...
R. Le racconto un episodio avvenuto qualche giorno fa: un cliente importante aveva organizzato una fastosa cena di gala con fuochi artificiali finali, per lasciare ai commensali il classico effetto wow. Ebbene, a un certo punto mi sono accorto che si stava avvicinando un brutto temporale. Ho proposto quindi di anticipare lo spettacolo pirotecnico e di spostare la cena in uno dei tantissimi spazi chiusi di cui dispone il nostro resort...
D. Cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non muta?
R. È proprio così. Ma non è solo una questione di comprensione delle necessità dei clienti. Si tratta di una sensibilità generale, che si può sviluppare solo con l’esperienza.
D. Anche in questo caso, mi piacerebbe che lei mi raccontasse un episodio concreto.
R. Certamente: come lei saprà, nel mio percorso professionale ho curato molte start-up. Per il Tower Plaza di Pisa, in particolare, contribuii pure alla progettazione dell’hotel. In quell’occasione consigliai di inserire, all’interno della struttura, delle porte che permettessero l’entrata di automobili di grandi marchi come la Ferrari o la Maserati.
D. Aveva già intuito le potenzialità degli spazi?
R. Esattamente. E i risultati non si fecero attendere. Ma potrei citare anche il caso del B4 Milano, oggi Barcelò, per cui, prima delle difficoltà a cui il gruppo Boscolo è andato incontro negli ultimi tempi, avevo contribuito a costruire insieme alla dirigenza un nuovo concept alberghiero, pensato per rendere l’hotel un vero contenitore di eventi. L’operazione, grazie anche alla qualità degli spazi del B4, ci permise di registrare tassi di conversione davvero incredibili. Possedere esperienza negli eventi significa però anche imparare a gestire i vip. E a quest’ultimo proposito mi piace raccontare di quando ospitai Vasco Rossi al B4 Bologna Tower per nove mesi, riuscendo a mantenere un assoluto riserbo sul suo nuovo indirizzo, nonostante la grande quantità di giornalisti che veniva da noi a cercare notizie.
D. A proposito di ospiti: chi sono oggi i clienti di Palazzo Arzaga?
R. Individuali e, naturalmente, organizzatori di meeting ed eventi. Non mancano neppure gli sportivi: non solo golfisti, ma pure velisti e amanti del tiro a segno. Il nostro territorio è infatti giustamente celebre, tra gli appassionati di regate e armi da fuoco, per alcune eccellenze mondiali: non è affatto un caso se la Beretta ha sede non molto lontano da qui.
D. E da dove proviene chi alloggia da voi?
R. Ospitiamo in prevalenza americani e tedeschi, anche se ultimamente stiamo vedendo crescere anche i francesi.
D. E gli italiani?
R. Ne arriva qualcuno: soprattutto in un’ottica di eventi mice dal lusso accessibile.
D. Un target, insomma, perfettamente in linea con il vostro obiettivo di aprire quanto più possibile il mercato del resort. Ciò significa, tuttavia, agire parecchio sulla leva del prezzo e dar fondo a tutte le risorse che il revenue management mette oggi a disposizione di chi gestisce un hotel. Come si trova allora il punto di non ritorno? La tariffa più in basso della quale non si può andare, pena il riposizionamento involontario della propria offerta?
R. Difficile definirlo con precisione. Diciamo che si improvvisa di volta in volta, per trovare le armonie migliori tra le diverse esigenze: una missione certo complicata ma non impossibile. Un altro canale che stiamo esplorando è però anche quello di costruite reti di collaborazione con le migliori realtà del territorio: partnership win-win che assomigliano molto a operazioni di barter.
D. Un’ultima domanda, per i nostri lettori: come definirebbe il candidato ideale per una posizione a Palazzo Arzaga?
R. Premetto che io sono piuttosto esigente. Dovendo tuttavia tracciare l’identikit del profilo perfetto, direi che dovrebbe essere una persona preparata sul mercato degli individuali, nonché dotata di esperienza nel mondo del lusso, degli eventi e della ristorazione.


Identikit di Andrea Frabetti

Amante dello sport (possiede sia il brevetto di paracadutista, sia quello di nuoto), Andrea Frabetti vanta un percorso professionale ultratrentennale nel mondo dell´hôtellerie e degli eventi. Oltre a una serie di esperienze in importanti brand italiani e internazionali, quali Monrif, Abitalia, Boscolo, Jolly e Accor, il manager bolognese conta nel suo passato anche cinque start-up (quattro Abitalia e una Boscolo), nonché la gestione di una società di grandi eventi e la collaborazione, in qualità di event manager, con un centro culturale

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