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Trionfo italiano al Jwc
Le giovani leve del bartending tricolore sempre ai massimi livelli internazionali
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Dopo il successo del 2013 di Paolo Rancati, un’altra giovane promessa dell’arte della miscelazione italiana conquista il prestigioso titolo di miglior studente del John Whyte elite bartenders course Far East 2014: la barlady marchigiana Laura Ceccacci è infatti salita sul gradino più alto del podio di questa speciale classifica, che premia gli allievi più promettenti di quello che, nel mondo dei professionisti dei cocktail, è considerato da molti il miglior master internazionale di arte della miscelazione dedicato ai giovani di ogni provenienza. Un trionfo che dimostra chiaramente come le nuove leve del bartending tricolore si mantengano stabilmente ai massimi livelli della mixology globale.
Organizzato a Singapore dall’associazione barman locale, con il patrocinio dell’International bartenders association (Iba), il corso Jwc Far East è infatti tenuto da un gruppo di docenti di eccezione, che nel 2014 ha visto persino la presenza dello stesso presidente Iba, Derrick Lee, nonché del presidente e del segretario della Associazione bartender e sommelier di Singapore, Michael Cheng e David Chan. I tre hanno anche contribuito alla valutazione degli allievi, che sono stati giudicati in base a una serie articolata di elementi, comprendenti, tra l’altro, la presentazione di un prodotto e la preparazione di un drink del proprio paese di origine. Altri passaggi essenziali hanno quindi riguardato la redazione di un test scritto di merceologia, con un folto numero di quesiti da completare in un tempo relativamente ridotto. A completare la valutazione sono infine incorse altre variabili legate in particolare alla presenza in classe, allo stile, al rapporto con gli altri, alla serietà e persino al comportamento esterno.
«Siamo davvero fieri di Laura, anche perché ha affrontato tutto il percorso con le proprie sole forze, dimostrando così che volere è potere», ha dichiarato il fiduciario Aibes della sezione Marche, Enrica Anna Tosoni. «Speriamo quindi di cuore che il suo esempio possa essere da stimolo per tutti i giovani, che vorranno avvicinarsi in modo umile e volenteroso a questa associazione, che negli anni ci ha dato più volte modo di essere fieri di farne parte. Per quanto mi riguarda questo è uno di quelli: grazie Laura, grazie Aibes».

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