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La quinta voce dell’export globale
Non si ferma la crescita del turismo internazionale che tocca quota 1,4 mila miliardi di dollari
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Continua a crescere il valore del turismo internazionale, che rappresenta oggi la quinta voce delle esportazioni di beni e servizi a livello globale, dopo i carburanti, i prodotti chimici, il cibo e il comparto automotive. Lo rivela l’ultimo World tourism barometer dell’Organizzazione mondiale del turismo (Unwto), secondo cui, tra il 2013 e il 2012, il giro d’affari totale, generato dall’industria dei viaggi internazionali, sarebbe cresciuto a un ritmo del 5%, raggiungendo la cifra complessiva di 1,4 mila miliardi di dollari Usa. Di questi, 1,159 mila miliardi sarebbero andati direttamente alle destinazioni, tramite l’acquisto di servizi di soggiorno, f&b e intrattenimento, nonché in shopping e altri prodotti, mentre 218 miliardi sarebbero finiti al comparto del trasporto passeggeri.
Scorporando poi i dati a livello di macro-regioni mondiali, se l’Europa continua a beneficiare, in termini assoluti, della maggior parte delle entrate turistiche (il 42%), è tuttavia l’area Asia e Pacifico a crescere maggiormente in termini relativi (+8%), seguita dalle Americhe (+6%) e dallo stesso Vecchio continente (+4%). È così che, tra le dieci destinazioni più importanti al mondo, a registrare un notevole incremento del giro d’affari generato dai flussi internazionali sono state soprattutto le mete asiatiche: la Thailandia, in particolare, ha visto crescere le proprie entrate turistiche del 23%, mentre Honk Kong e Macao hanno entrambe registrato un +18%. Nell’emisfero occidentale, invece, particolarmente bene sono andati il Regno Unito (+13%) e gli Stati Uniti (+11%). Trend positivo, poi, anche per Spagna, Francia, Italia e Germania, le cui entrate sono tuttavia aumentate di una percentuale più modesta, compresa tra l’1% e il 5%.
Per quanto riguarda, inoltre, i principali bacini della domanda internazionale, mentre la Cina si conferma il primo mercato al mondo, con una spesa complessiva di 129 miliardi di dollari (+26% rispetto a due anni fa), salgono anche la Russia (54 miliardi di dollari; +25%), che diventa così il quarto mercato outbound a livello globale, e il Brasile (25 miliardi di dollari; + 13%), che in questo modo entra a sua volta nella top 10. Comparativamente più modeste risultano essere, al contrario, le performance outgoing delle economie più avanzate, con la notevole eccezione dell’Australia, la cui domanda è cresciuta del 9%. Da segnalare, infine, anche il +5% della Francia, e gli incrementi, tutti compresi tra il 2% e il 4%, di Usa, Germania e Regno Unito.

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