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La ballata dei gratta e vinci
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Una coppia di amici gestisce una grande tabaccheria vicino al mio ufficio, in cui trovano posto, oltre alla vendita dei tabacchi, le macchinette per il gioco automatico, il lotto e collegati, la possibilità di pagare contravvenzioni e simili e, in grande evidenza, i gratta e vinci nelle varie tipologie: da 1 a 20 euro.
Passando davanti, talvolta, mi fermo a scambiare due chiacchiere. Un giorno mi incuriosisce una persona, straniera, dimessa nell’abbigliamento, che passa in rassegna i vari cestini utilizzati dal pubblico e raccoglie i gratta e vinci gettati, perché non vincenti. La stessa scena ripetuta più volte mi induce a chiedere chi mai sia questa persona e cosa faccia.
La spiegazione: «Raccoglie le schede gettate per controllarle a casa e individuare quelle, pur vincenti, buttate, perché non riconosciute da chi le ha acquistate. Viene poi tutte le mattine a incassare e, devo dire, con successo, ogni giorno 20 - 30 - 50 euro e, talvolta, anche 500. Si stima che il 6% delle schede vincenti non venga incassato dagli acquirenti e gettato via. In fin dei conti, queste persone (perché altre controllano gli esercizi vicini) non fanno niente di male e», conclude, «piuttosto che vadano a rubare…».
La necessità di essere creativi.

A Laigueglia, c’è un buco di locale che vende focaccia ligure, in maniera semplice, senza bibite, e riscuote un successo enorme (e sicuramente guadagna molto): persone che fanno la coda per acquistarne una fetta tornando dalla spiaggia o al ritorno dalla discoteca. La caratteristica: sono aperti sette giorni la settimana, per 24 ore.
Bando alla pigrizia.

Recentemente ho avuto per le mani il cv di un professionista della ristorazione, che si è formato diplomandosi, tra l’altro, come sommelier - sommelier della birra - sommelier dell’olio, idrosommelier, assaggiatore di caffè, assaggiatore di grappa e acquaviti, assaggiatore di salumi, assaggiatore di formaggi.
Specializzarsi per differenziarsi.

Quello attuale è sicuramente un momento difficile, non bisogna però scorarsi. È necessario, invece, essere creativi e intraprendenti: lì fuori c’è qualcuno che ci aspetta se sapremo offrirgli, nella maniera giusta, quello che si attende.

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