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Un primo piatto da celebrare
Gli chef d’Abruzzo lanciano un nuovo Ordine dedicato ai maccheroni alla chitarra
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Un nuovo Ordine dedicato al piatto simbolo dell’enogastronomia abruzzese. È quello che è stato inaugurato in occasione della festa del cuoco, per il trentacinquesimo anniversario della fondazione della divisione locale della Federazione italiana cuochi (Fic), celebrato in concomitanza con il quattrocentocinquantesimo dalla nascita di San Francesco Caracciolo, patrono degli chef italiani: il 13 ottobre scorso, l’Unione cuochi abruzzesi (Uca) ha infatti ufficialmente costituito l’Ordine dei cavalieri dei maccheroni alla chitarra, con l’obiettivo di favorire la diffusione, lo studio, la ricerca e la promozione di questo noto piatto regionale.
«Sentiamo con gioia tutta la responsabilità di farci ambasciatori di una pietanza assolutamente peculiare del nostro patrimonio culinario», spiega il presidente del comitato direttivo dell’Ordine, Peppino Tinari. «È incredibile come ingredienti semplici quali l’acqua, le uova e la farina, per i maccheroni, il pomodoro, la carne di maiale, il vitello e l’agnello, per la salsa, costituiscano la comune storia della nostra gastronomia regionale».
Di omaggio al piatto simbolo della tradizione culinaria abruzzese parla peraltro anche il presidente Uca, Andrea Di Felice: «Abbiamo in particolare stabilito che ogni anno verranno nominati cinque cavalieri dei maccheroni alla chitarra, scelti tra tre cuochi e due personalità del mondo della ristorazione, della cultura, della scienza e del giornalismo, in grado di documentare una congrua attività profusa nella diffusione della cultura gastronomica abruzzese».
Il primo comitato direttivo del nuovo Ordine è quindi composto dai dieci fondatori: oltre al presidente Tinari e allo stesso Di Felice, al suo interno si contano infatti il segretario Cristina Mosca, direttore della rivista di enogastronomia abruzzese C come magazine, nonché il vicepresidente Uca, Antonio De Sanctis, il presidente dell’Associazione cuochi Valle del Sangro, Domenico Di Nucci, il presidente dell’Associazione cuochi Teramo, Lorenzo Ferretti, il presidente onorario Uca, Leo Giacomucci, il presidente dell’Associazione cuochi Pescara, Lorenzo Pace, il gastronomo Leonardo Seghetti e lo chef Marcello Spadone.


Alla nazionale italiana cuochi inizia l´era di Daniele Caldarulo

«Nel corso del nostro mandato avremo chiara la mission da compiere: affermare l’eccellenza della cucina italiana nel mondo». Sono le prime parole ufficiali del nuovo team manager della nazionale italiana cuochi (Nic), Daniele Caldarulo. Eletto in occasione del consiglio nazionale Fic di Roma, lo chef di origini pugliesi vive e lavora a Bari, dove da pochi mesi, in pieno centro storico, ha aperto il suo Black and White. Già componente della nazionale, Caldarulo ha fatto anche parte del regional culinary team Puglia vincendo tre titoli italiani. Da singolo si è poi aggiudicato due trofei nazionali a Massa Carrara (2002 e 2003) e una medaglia d’argento ai Campionati del mondo di Lussemburgo (2007). Ma Caldarulo è pure un volto noto al grande pubblico televisivo, essendo presente in diverse trasmissioni Rai (La prova del Cuoco) e Sky (Casa Alice). «La nuova nazionale», spiega coach Caldarulo, che si insedierà nel suo ruolo a partire dal prossimo gennaio, «nascerà attraverso un percorso di selezione molto preciso, basato su casting a cui potranno partecipare gli chef selezionati dalle associazioni regionali. Terremo tre tappe in Italia, in modo da consentire la più ampia partecipazione e gli chef che entreranno nel team dovranno lavorare per diventare a tutti gli effetti dei testimonial della cucina italiana nel mondo. Il nostro primo appuntamento significativo sarà poi con la Culinary world cup in programma l’anno prossimo in Lussemburgo».
In attesa che Caldarulo prenda effettivamente in mano le redini della Nic, la nazionale uscente, guidata dal team manager Domenico Maggi, lavora intanto incessantemente in vista del Salon culinaire mondial di Basilea, in programma dal 23 al 27 novembre all’interno della fiera gastronomica Igeho: convocati, il capitano Francesco Di Benedetto (chef), Giuseppe Palmisano (chef pasticciere), Felice La Forgia (chef), Raffaele De Giuseppe (chef), Michelangelo Sparapano (chef), Cristian Spagnoli (chef), Giovanni Cappello (chef pasticciere), Francesco Conte (chef), Giovanni Curri (chef), Giuseppe Palmisano jr (chef pasticciere), Francesco Urbano (chef) e Michele Leonetti (chef).

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