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Il mondo si è ristretto
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È evidente, l’Italia vive un periodo di grande difficoltà e la disoccupazione, arrivata al 12,2%, con quella giovanile superiore al 40% (dati Istat, agosto 2013), ne rappresenta l’aspetto più vistoso e preoccupante.
Sono nato a Venezia e, a quei tempi come adesso, le attività principali, che rendevano viva la città, erano legate al turismo e all’ospitalità.
Per garantirsi una carriera alberghiera era indispensabile fare esperienza negli alberghi all’estero e così sono rimasto per sei anni fuori Italia, tra Svizzera, Germania e Inghilterra. Da allora molte cose sono cambiate nel nostro paese (non tutte positive) e talvolta una specie di pigrizia sembra pervadere le persone.
Spesso chi lavora sogna un impiego comodo, sotto casa e garantito, retaggio di un periodo abbastanza recente ma che non rispecchia l’attuale momento.
Il mondo è cambiato e, soprattutto ai giovani, consiglio un sano dinamismo: rinunciare alla consuetudine della quotidianità non sempre è negativo, si possono vivere situazioni piacevoli anche lontani da casa e dalle proprie abitudini.
Cosa mi spinge a queste banali riflessioni? La constatazione che l’attuale situazione socio-economica mondiale offre opportunità a chi abbia un minimo di intraprendenza. Lo spunto mi viene da un’inserzione che è arrivata nei giorni scorsi e che è pubblicata nella pagina degli internazionali: in Lapponia assumono personale di cucina e sala italiano.
La Lapponia è parte della Finlandia che, appartenendo alla Comunità europea, semplifica i processi di assunzione.
Un forte riconoscimento delle professionalità italiane è riscontrabile in varie parti del mondo e, se ormai è naturale pensare a occasioni lavorative derivanti dalla crescita tumultuosa degli alberghi in Asia o Medio Oriente, diverso è constatare che anche a Zagabria cercano personale italiano nella ristorazione (anche questa inserzione è presente nella sezione internazionali).
Opportunità alle quali guardare con attenzione, soprattutto se si è dotati di una solida preparazione professionale.
Il mondo si è ristretto e offre possibilità: non piangiamoci addosso e cerchiamo di coglierle.

COMMENTI
«A volte però, nella maggior parte delle volte a dirla tutta, i giovani (ormai ho 40 anni e anagraficamente l\'Italia mi considera non giovane) sono cresciuti in un mondo che è come se fosse visto attraverso la cupola di vetro. Da piccoli si tende a chiudere i ragazzi e i bambini nel sanissimo recinto di una specie di mamma generale di trincea che conosce il mondo terribile e competitivo che aspetta i propri pargoli, ma che li tiene sotto l\'ala protettrice finché possibile. Quando poi, inevitabilmente, i pargoli arrivano ad essere fuori misura per l\'ala, allora, prendono delle sane randellate in testa ma, spesso, troppo, non hanno voglia di correre da soli e si rifugiano per quanto possono nel caldo posticino sicuro del genitore. Qualcuno, in tempi non recenti, ha parlato di bamboccioni italiani; ovvio, non sono tutti così, naturale che no, ma quanti davvero sono quelli che quando guardano JIT e vedono Roma come location per un lavoro, saltano su e inviano la mail pensando che, al limite, ci si trasferirà nella capitale? E sopratutto, quanti responsabili del personale o proprietari o direttori scartano una domanda perchè si rendono conto che il candidato (al momento) non vive in zona?
L\'Italia dovrebbe svecchiarsi...lo diciamo da 50 anni, più o meno da quando c\'è l\'Italia repubblicana.......questo mi porta ad un interrogativo molto amaro...sono l\'unico??
Postato da Marco Cecchi , Event Manager & Capo Reception - 18:49:34 25-10-2013

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