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La creatività si può coltivare
Cinque consigli del ceo Marriott, Arne Sorenson, per favorire l’innovazione nell’ospitalità
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«Nel mio ruolo di leader mi è stato spesso chiesto di trovare nuove idee per la nostra società. Pur sforzandomi di essere sempre il più creativo possibile, sono convinto però che la vera forza dell’innovazione non risieda tanto in una singola persona, quanto nella capacità di incanalare le migliori idee di uno staff intero». Parole del ceo di Marriott International, Arne Sorenson, che in questo modo ha inaugurato sul proprio blog personale la Settimana della creatività: una iniziativa recente che ha coinvolto i soci della compagnia a stelle e strisce in una serie di incontri con esperti interni ed esterni al mondo alberghiero, per migliorare le proprie competenze creative e di problem solving. «Innovazione significa cambiamento», prosegue il blog di Sorenson. «Vuol dire che qualcosa di nuovo sta accadendo: una nuova esperienza, un nuovo prodotto, una nuova tecnologia. “Sbaglia in fretta” è un motto che oggi si sente risuonare spesso all’interno dei nostri uffici. Perché è sempre importante provare qualcosa di nuovo, anche quando la novità si dimostra fallimentare. Imparare quando e come abbandonare un progetto è infatti altrettanto fondamentale che decidersi a testarne la bontà. Per riuscire a incanalare la creatività presente nel proprio staff, i semplici incoraggiamenti, però, non bastano. Occorre lasciare spazio alle persone perché possano venire fuori con nuove idee e ricompensare chi si prende dei rischi». A partire da queste premesse, Sorenson ha quindi stilato un elenco di cinque consigli utili a stimolare la creatività in azienda.

Creare la giusta atmosfera
Nel passato molti di noi ritenevano che l’innovazione fosse sempre il prodotto del lavoro di squadra e della collaborazione. Recentemente, però, ho scoperto che alcune delle idee migliori provengono dai cosiddetti pensatori solitari. Il nostro obiettivo, perciò, deve essere quello di costruire un ambiente adatto a entrambe queste modalità creative.

Ascoltare tutti i propri collaboratori
Non sempre le migliori idee arrivano dagli uffici degli executive. Alcune possono provenire dal personale impiegato in prima linea. Quando visito le nostre strutture in giro per il mondo, mi sforzo perciò di ascoltare tutti i nostri collaboratori. Chiunque può avere quella scintilla creativa, capace di consentire ai nostri servizi di distinguersi da quelli dei competitor.

Ascoltare i propri clienti.
Nel nostro campo non è poi così difficile. Quasi ogni persona che incontro, anche in occasioni correlate con la mia vita personale, è stata almeno una volta in hotel e solitamente ama raccontarmi le sue esperienze di soggiorno in giro per il mondo. È da conversazioni come queste che è nata, per esempio, l’idea di lanciare il progetto The Ritz-Carlton Rewards come programma partner di Marriott Rewards

Trovare partner innovativi.
Una volta abbiamo chiesto alla Rhode Island School of design di fornirci alcuni progetti creativi con l’obiettivo di fornire un aspetto più fresco e contemporaneo alle scrivanie delle nostre camere. Sono venute fuori delle idee veramente originali, che noi non ci saremmo mai potuti nemmeno sognare. Qualche volta un progetto innovativo semplicemente bussa alla porta. Occorre essere pronti a riconoscerlo. Come quando, per esempio, volevamo entrare nel mercato budget lifestyle e abbiamo incontrato sulla nostra strada il gruppo InterIkea. È così che è nata l’idea delle strutture eco-compatibili, energeticamente efficienti e dal design sexy del brand Moxy Hotels (attualmente in fase di lancio in Europa, con un’apertura prevista anche a Milano, ndr).

Non mollare
Subito dopo aver lanciato il nostro brand luxury lifestyle Edition, ci siamo trovati nel bel mezzo della recente crisi economica globale. Ciò ha bloccato per un po’ i nostri piani, che tuttavia non abbiamo mai abbandonato. E proprio poco tempo fa abbiamo inaugurato la nostra seconda struttura Edition a Londra, in collaborazione con il noto guru dei boutique hotel, Ian Schrager.

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