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Se lo chef diventa sindaco
È successo nell’abruzzese Villa Santa Maria, paese natale del patrono dei cuochi
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Come da tradizione degli chef abruzzesi di Villa Santa Maria, che si tramandano l’arte culinaria di padre in figlio, anche Giuseppe Finamore nasce in una famiglia di cuochi: erano chef il padre Giovanni e lo zio Nicola; e anche suo fratello Nicola è oggi cuoco in un rinomato ristorante di Rio De Janeiro. Ci si poteva aspettare, quindi, che Giuseppe, per tutti Pino, facesse un’ottima carriera nel settore. E infatti è diventato chef della Camera dei deputati, nonché un autorevole dirigente dell’Associazione cuochi Valle del Sangro (Acvs) e dell’Unione cuochi abruzzesi (Uca). Dal 2005 al 2011 è stato, inoltre, anche componente del consiglio nazionale della Federazione italiana cuochi (Fic).
In pochi però certamente si attendevano che, un giorno, sarebbe diventato persino sindaco: dallo scorso maggio, invece, il primo cittadino di Villa Santa Maria è proprio il cuoco Pino. Non per niente, d’altronde, la località teatina è nota per essere la patria degli chef: per la sua secolare tradizione nell’arte culinaria, ma anche per aver dato i natali al patrono italiano della categoria, San Francesco Caracciolo.
Se era destino, perciò, che prima o poi uno chef diventasse primo cittadino di Villa Santa Maria, «considero davvero un grande onore che sia toccato proprio a me essere il primo sindaco-cuoco della città», racconta Pino. «Metto perciò a disposizione della Fic, dell’Uca e dell’Acvs questo mio doppio ruolo per contribuire alla crescita dell’attività associativa. Ma anche per valorizzare il patrimonio agroalimentare, culinario e professionale dei cuochi abruzzesi».
Pino mira inoltre a dirigere la propria attività amministrativa in modo da far diventare Villa Santa Maria un centro di attrazione storico-religiosa e di alta professionalità culinaria, impegnandosi «nel diffondere la cultura di questi luoghi fuori regione, per far conoscere la figura di San Francesco Caracciolo, con l’obiettivo di renderlo patrono dei cuochi di tutto il mondo, in modo da creare un circuito di turismo religioso legato pure alla gastronomia».
Nei progetti futuri del cuoco-sindaco è compreso peraltro anche il locale istituto alberghiero, uno dei primi a essere stati aperti in Italia, che intende far diventare la fucina della più moderna e avanzata arte culinaria: un punto di riferimento in grado di catalizzare e coordinare una sorta di scuola di cucina diffusa nei luoghi più caratteristici del paese. «Ma a Villa», riprende Pino, «abbiamo pure un’altra unicità di rilevanza planetaria: Il Museo del cuoco, che ristruttureremo e amplieremo con ulteriori documenti, così da poterlo inserire nel circuito nazionale».
Pur conscio dell’ampiezza dei progetti, il sindaco-cuoco si dichiara quindi molto fiducioso: «Lavorerò per ridare brillantezza alla patria dei cuochi e, a livello nazionale, per apportare un contributo nuovo alla figura dello chef che oggi, più che in altri periodi storici, si trova a ricoprire un importante ruolo economico-sociale nelle diverse realtà territoriali. Attraverso la propria professionalità, infatti, sostiene le produzioni agroalimentari locali e lo sviluppo di un importante segmento del turismo come quello di matrice enogastronomica».

Lorenzo Pace è presidente dell’Associazione provinciale cuochi Pescara

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