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Quando la creatività fa turismo Il caso di Mezzano di Primiero
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È proprio vero che si può fare turismo con qualsiasi cosa: un particolare, un dettaglio, un’idea si possono trasformare in breve tempo in altrettanti fattori attrattivi, capaci di convogliare flussi importanti di visitatori vecchi e nuovi. E a volte non servono neppure grandi investimenti. Come è accaduto, per esempio, nel comune trentino di Mezzano di Primiero, la cui amministrazione ha pensato di creare una vera e propria nuova forma d’arte, a partire da uno degli elementi più tipici del proprio paesaggio abitativo: le cataste di legno. Lungo gli stretti vicoli, ai piedi delle antiche facciate, al cospetto dei tipici ballatoi, nelle piccole piazze, nei cortili, sotto le scale, negli anditi e sui poggioli, la tradizionale scorta di ceppi per l’inverno si è così trasformata in forme inattese, capaci arricchire e abbellire il paese per i residenti e per i viaggiatori. L’iniziativa si chiama «Cataste e canzei» e a ogni angolo riserva una sorpresa in legno: un volto in lacrime, una navetta da telaio, una grande pannocchia proprio sopra il pollaio, finestrelle tra i ciocchi, da cui pendono pizzi e cascate di gerani… Ma non finisce qui: Mezzano ha addirittura pensato di dare il via a un concorso, già molto accreditato, che ogni anno invita artisti affermati a realizzare, in paese, le loro grandi installazioni. Ecco allora la fisarmonica in tensione che pare una stella, la clessidra chiusa tra sole e luna, a segnare il trascorrere del tempo, e la grande parete che ricorda l’alluvione che colpì il paese nel 1966. Un dono, quello dei canzei, come si chiamano nel dialetto locale, che si rinnova e trasforma nel tempo, facendo di Mezzano un vero e proprio museo a cielo aperto.

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