trovalavoro
chiudi

INVIA L'ARTICOLO AD UN AMICO

Il tuo nome

Il tuo indirizzo e-mail

Il nome del tuo amico

L'indirizzo e-mail del tuo amico




Creatività e qualità per il successo
Il gm del Conrad Dubai, Mario Ferraro, racconta progetti e opportunità della nuova struttura
di

Articolo

Un hotel di 54 piani, con 555 camere e suite, sei bar e ristoranti, una spa da 2 mila metri quadrati e 5.500 metri quadrati di piscine panoramiche. Il Conrad Dubai, di prossima apertura, è destinato a diventare uno dei protagonisti del panorama ricettivo di una realtà oggi estremamente dinamica come gli Emirati Arabi. A guidarlo, l’italiano Mario Ferraro, che abbiamo recentemente intervistato sulle strategie e gli sviluppi futuri di questo nuovo progetto alberghiero, nonché sulle opportunità che si possono aprire a chi desiderasse provare a fare un’esperienza lavorativa in una struttura del gruppo Hilton Worldwide in Medio Oriente. Ne pubblichiamo oggi la prima parte, cui farà seguito, il prossimo 30 maggio, la sezione conclusiva.

Un mercato estremamente competitivo, con una qualità dell’offerta altrettanto elevata. È il quadro del business alberghiero negli Emirati Arabi, dove presto aprirà i propri battenti il nuovo Conrad Dubai, prima struttura del brand Conrad Hotels & Resorts in questo paese mediorientale dalle forte dinamiche espansive. «Il boom economico, che la città sta vivendo, contribuisce a dare un grande impulso allo sviluppo del settore alberghiero, che qui gode di eccezionali livelli di performance», spiega il direttore della struttura, Mario Ferraro. «Ogni anno aprono nuovi hotel dalle caratteristiche spettacolari, con elementi di innovazione tecnologica e di design, che spostano sempre più in alto l’asticella degli standard qualitativi. In un contesto del genere, lanciare con successo un albergo impone un notevole sforzo creativo: occorre sviluppare concept e servizi inediti, nonché trovare e valorizzare gli elementi di differenziazione rispetto ai competitor. A Dubai, insomma, ogni novità deve essere superlativa, se si vuole impressionare il pubblico».

Domanda. E voi come pensate di riuscirci?
Risposta. Sfruttando appieno la nostra filosofia dell’ospitalità, che ruota tutta attorno a un concetto da noi chiamato «The Luxury of being yourself»: in italiano si può tradurre con la frase «Il lusso di essere se stessi», ma in termini concreti significa dare a ogni cliente l’opportunità di confezionarsi il soggiorno in base alle proprie preferenze. Dall’arrivo fino alla partenza, ogni singolo servizio, qui da noi, è completamente personalizzabile. Senza dimenticare, inoltre, la notevole varietà di bar, club e ristoranti che completano la nostra offerta, tutti arricchiti dalla presenza di grandi chef stellati e famosi brand internazionali.
D. Che tipo di domanda si sperimenta in una struttura di questo tipo?
R. Dubai è sia un’affermata meta turistica internazionale, sia il principale hub finanziario ed economico del Medio Oriente. Attira quindi una clientela sofisticata, proveniente da ogni parte del mondo. Noi del Conrad Dubai puntiamo perciò a proporre servizi e prodotti in grado di soddisfare la clientela d’affari e quella turistica, ma anche di rispondere alle esigenze di chi organizza le grandi convention, gli eventi aziendali e i viaggi incentive.
D. Quale tipologia di ambiente lavorativo si può quindi aspettare un italiano a Dubai?
R. Un contesto estremamente dinamico, in cui la crescita del settore turistico, le prospettive di carriera e le retribuzioni tax free attirano persone da ogni parte del mondo.
D. Detto così, sembra proprio un luogo ideale dove lavorare...
R. Direi di più: è l’ambiente perfetto per acquisire esperienza in un contesto multi etnico e multi culturale. In Conrad, inoltre, crediamo molto nello sviluppo delle competenze e ogni nostro team member ha l’opportunità di accedere gratuitamente a corsi di formazione e programmi di sviluppo dei talenti, che garantiscono grandi prospettive di carriera.
D. Quali le posizioni più difficili da trovare?
R. Per la verità, il rapporto tra domanda e offerta, nel mercato del lavoro locale, è abbastanza equilibrato. La sfida, più che altro, è quella di riuscire a mettere insieme il giusto mix di nazionalità, per poter dialogare con una clientela proveniente da ogni angolo del globo. Se però parliamo di ristorazione, la nostra filosofia cambia: l’idea, infatti, è quella di creare esperienze autentiche. Ciò significa che per il nostro ristorante italiano Ballarò, coordinato dallo chef stellato Massimo Mantarro, cerchiamo per esempio solo personale proveniente dalla nostra penisola.
D. Quali, quindi, le caratteristiche delle risorse italiane che possono rappresentare una marcia in più?
R. Il nostro paese vanta una grande tradizione dell’ospitalità; da sempre noi esportiamo la nostra professionalità nel mondo, che nell’accoglienza è una garanzia universalmente riconosciuta di qualità. Al Conrad, per di più, oltre alle competenze tecniche e all’esperienza, valutiamo con grande attenzione le caratteristiche attitudinali dei candidati: una forte personalità, una vera passione per l’ospitalità e un naturale talento per interagire con i clienti sono tutti elementi essenziali, che riflettono peraltro il tipico Dna di una risorsa italiana.


La biografia

Nato in Germania nel 1967, ma di nazionalità italiana, Mario Ferraro, a soli 23 anni, è già deputy general manager del Grand Hotel Santa Lucia di Napoli, di cui diventa direttore nel 1997. Un lustro più tardi assume quindi la carica di general manager del San Domenico Palace di Taormina, con il quale ottiene numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui parecchie nomination legate ai premi che le varie edizioni nazionali della rivista Condè Nast Traveller organizzano ogni anno. Nello stesso periodo è anche area general manager, prima Napoli e Taormina, poi Sicilia, della Turin Hotels International. Nel 2008 passa quindi alla guida dell’Hilton Molino Stucky di Venezia, che lascia ad aprile di quattro anni dopo per seguire l’apertura del nuovo Conrad Dubai. Membro della European hotel managers association, è stato premiato dalla stessa Ehma quale Hotel manager of the year 2011. Nello stesso anno è stato inoltre nominato General manager of the year di Hilton worldwide.

COMMENTI

LASCIA UN COMMENTO

Nome *

Professione

E-mail

Commento *

Desideri ricevere un avviso quando viene pubblicato un commento successivo? Si No

* campi obbligatori