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Il 2013: anno buono, anno cattivo?
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C’è stato un periodo nella mia vita in cui gli ultimi giorni dell’anno mi portavano a riflessioni positive; mi muovevo con soddisfazione in un mondo in cui mi riconoscevo e mi sembrava che tutto sarebbe continuato così: un’economia vivace, una società ragionevolmente etica e una vita che, seppur impegnata, dava soddisfazioni.
A un certo punto questa certezza ha cominciato a incrinarsi e, negli ultimi anni, ha avuto un’accelerazione in negativo. Ormai, sino allo scorso dicembre, non nutrivo grandi aspettative. Poi, inaspettatamente, le notizie che si sono succedute hanno avuto un risvolto positivo tanto che, forse con la volontà dell’ottimismo, mi chiedevo se fossimo arrivati a una svolta.
Federalberghi Lombardia, associazione che raggruppa aziende alberghiere della regione, ha ragionevolmente eletto alla presidenza un’albergatrice avveduta e corretta; lo spread negli ultimi giorni dell’anno è arrivato a «quota Monti», cioè il 50% di quanto era un anno prima e, da ultimo, proprio il 31 dicembre, è arrivata la notizia della liberazione da parte delle forze dell’ordine del giovane rapito in Liguria.
Che bello: possiamo pensare al cenone. Il tempo di crederlo che a Corvara le narici mi si sono riempite del fumo derivante dall’incendio dell’hotel Piz da lec , sorta di Titanic che bruciava mentre la musica festeggiava l’anno nuovo. Le cattive notizie non arrivano mai sole e quindi la mattina dopo è scomparso un aereo a Los Roques con quattro italiani a bordo
Le tasse, le imposte, i balzelli vari sono stati il regalo di fine anno, ma quello che più colpisce è l’atteggiamento dei tecnici che ci governano che, in quanto tali, non trovano giustificazione quando si comportano come politici (sovente con le loro vuote promesse) e, pur in continuità di incremento di imposizione, per l’anno prossimo ventilano la possibilità di un alleggerimento della pressione fiscale dell’1%.
Bentornati sulla terra.

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