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Camerieri? In Italia no grazie
In una lettera alla redazione le ragioni per cui nel nostro paese non si trovano maître
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Lo scorso 30 novembre, all’interno della nostra newsletter settimanale (per iscriversi basta registrarsi su www.jobintourism.it, ndr), è apparsa una news dedicata ai mestieri introvabili in Italia che, tra le figure più difficili da reperire oggi sul mercato, cita anche i camerieri. Un nostro affezionato lettore, primo maître in numerose strutture internazionali, ci ha così scritto per spiegare quali sono, a proprio parere, le ragioni di tale trend. Noi ne pubblichiamo volentieri la lettera, auspicando che possa diventare spunto di dibattito e confronto tra i nostri lettori. Chi volesse inviare alla redazione le proprie opinioni in merito, può farlo all’indirizzo redazione@jobintourismeditore.it. I commenti più interessanti saranno pubblicati sui prossimi numeri di Job in Tourism.

Gentile redazione,
sono un addetto ai lavori, esattamente un maître d’hôtel di 51 anni, vostro assiduo lettore dalla vostra nascita. Vi scrivo per esprimere il mio disaccordo con il contenuto di una notizia apparsa sulla newsletter di Job in Tourism dello scorso 30 novembre, relativa alla fatica di trovare camerieri in Italia. Come anticipato ricopro la figura di maître d’hôtel (primo), quasi sempre in alberghi 5 stelle e raramente 4 stelle, da ormai quasi 20 anni. Occupo questa posizione dopo molta gavetta, iniziata come commis debarasseur: una figura che ormai non si trova neppure più. In famiglia siamo in quattro, tutti che lavorano in questo campo: mia moglie governante (anche lei in alberghi di alto livello), i miei figli chef de rang, quasi sempre in Relais & Chateaux.
Tutti noi lavoriamo da sempre stagionalmente (senza mai rimanere disoccupati) principalmente all’estero: in Canada, in Germania, in Svizzera, in Irlanda, in Francia e in Inghilterra. Conosco, e so in attesa di trovare un’occupazione, bravissimi ragazzi facenti parte di mie brigate: giovani abituati a lavorare con forte pressione e stress, standard Leading Hotels of the World di alto livello, che hanno difficoltà a trovare un posto di lavoro, anche se, come me, sono disposti a muoversi o a trasferirsi per una stagione o anche per un anno intero. In Italia, per esperienza anche personale, i salari sono bassi e, come se non bastasse, si trovano spesso datori di lavoro che ti propongono di fare un solo giorno libero alla settimana. Oppure ancora si fanno delle grandi ore di straordinario, anche oltre il superminimo, che a volte non vengono neppure pagate. Altrimenti, altra furbata molto usata, è quella del forfait tutto compreso, sempre con un giorno libero a settimana, ma senza nulla a fine rapporto.
In Svizzera, dove risiedo per la maggior parte della mia vita lavorativa, già in partenza la paga, di legge, è doppia (oltre al cambio che la può far ancora più lievitare), i giorni di riposo sono sempre due, quasi tutti pagano le ore in più che si fanno e, dove poi si timbra con il badge, ti riconoscono anche i minuti. In più, cosa sorprendente, a ogni servizio si ha un quarto d’ora di pausa: per un caffè, una sigaretta o anche solo per una passeggiata.
Da come si legge nella news, in Italia dunque mancherebbero, o non si troverebbero, maître d’hôtel e camerieri. A me viene, però, da pensare che forse, qui da noi, si pretenda così tanto, offrendo in cambio così poco, che i professionisti migliori preferiscano spesso andare da qualche altra parte. Oppure non vengano neppure considerati, per timore di doverli pagare troppo.

Distinti saluti,
Luigi Panizzolo



La notizia

In Lombardia nove progettisti informatici su dieci sono difficili da trovare. Nel Lazio, le imprese che cercano termoidraulici non riescono a rimpiazzare i propri collaboratori. Ma soprattutto, in Trentino Alto Adige, le imprese sono a caccia di camerieri non stagionali (in tutta Italia, peraltro, è complicato occupare il 30,7% delle posizioni vacanti nel ruolo di maître). Non solo: rimanendo nel settore dei viaggi e dell’ospitalità, a livello nazionale, tra gli indirizzi di diploma più difficili da reperire c’è proprio quello turistico-alberghiero, il 24,3% della cui domanda di lavoro risulta particolarmente ardua da soddisfare. Sono i casi estremi della grande fatica che il nostro sistema produttivo sperimenta nel reperire alcune figure professionali, talmente difficili da individuare da poter essere definite introvabili. A mostrarlo è un approfondimento dell’analisi annuale del sistema informativo Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro: in un 2012 in cui la disoccupazione ha assunto caratteri di emergenza per il paese, e in un contesto in cui le imprese procedono alle assunzioni con estrema cautela (tanto che quelle totali saranno complessivamente 200 mila in meno del 2011), molti potenziali posti di lavoro rischiano di rimanere vacanti, perché i candidati sono difficili da reperire. «È un paradosso che rende sempre più urgente intervenire con un cambio di passo nel campo della formazione», sottolinea il segretario generale di Unioncamere, Claudio Gagliardi. «Serve uno sforzo straordinario per offrire a tutti i giovani la possibilità di conoscere dal di dentro il mondo dell’impresa e, nello stesso tempo, far apprezzare alle imprese il loro talento. È necessario, in definitiva, organizzare anche in Italia, in maniera sistematica, percorsi di apprendimento in azienda completamente integrati nel curriculum formativo».

COMMENTI
« mi riallaccio alla lettera del professionista che vive in svizzera e che sembra avere molta esperienza nel settore, e gli rispondo dandogli piena ragione.
E\' inutile continuare a scrivere che ci sono tanti posti vacanti come camerieri o come ruoli di piu\' responsabilita\', dicendo che i giovani non si avventurano piu\' in questo mestiere. innanzitutto io lavoro all estero da 15 anni, e posso dire che noi italiani siamo ammirati da tutti perche\' eccellenti lavoratori nel settore. piu semplicemente ce ne andiamo dalla beneamata patria perche\' nel 99 per centro siamo maltrattati come salario e condizioni di lavoro. ecco perche\' il nostro mestiere e\' sceso e nessuno lo vuole piu\' fare. cosi per riempire i ristoranti in riviera si usano immigrati dall estero, che aime\', con tutta la buona volonta\', non posseggono il savoir faire che\' e\' radicato nel nostro dna di italiani.
per usare un espressione anglosassone cari datori di lavoro e propietari in italia, If you pay peanuts, You will have monkeys working for you.
Spero cio\' non suoni razzista, non e\' la mia intenzione. Vorrei piuttosto svegliare le menti di chi vorrebbe un bel servizio all italiana in italia, fatto appunto, da italiani.
alessandro
Postato da alessandro , maitre de salle - 17:28:28 26-12-2012
«Il commento \" amaro \" del Maitre Panizzolo è l\'esatta fotografia di ciò che accade in Italia. Il tutto si acuisce se decidi di lavorare al centro-sud: anche da persone che svolgono la mia mansione, gli imprenditori VOGLIONO! Non sanno bene cosa, ma vogliono. PRETENDONO RISULTATI, TOTALE DEDIZIONE ALL\'AZIENDA CON PRESENZA ALL\'INTERNO DELLA STRUTTURA, UN SOLO GIORNO DI RIPOSO, UN COMPENSO NON ALL\'ALTEZZA DELLE PRESTAZIONI E DELLE RESPONSABILITA\' E SE RITENGONO DI AVER IMPARATO, DECIDONO DA UN GIORNO ALL\'ALTRO DI FARE A MENO DI TE! Tutto ciò si riflette nella intera categoria che normalmente non si sente \" garantita \" da un professionista dello stesso settore e che parli \" la stessa lingua \". Personalmente, decisi di lavorare il più possibile vicino alla mia famiglia e ancora oggi vivo il rimpianto di non essere andato a lavorare all\'estero. Purtroppo penso, che il nostro ESSERE ITALIANI che ci dà una marcia in più sia sempre più sottovalutato, a favore del presunto risparmio quando si sceglie di avvalersi di personale straniero. Posso garantire che non è razzismo, ma è un dato oggettivamente incontrovertibile: il meglio dell\'hopspytality è e resterà italiano.
dr. Guglielmo A. G. Minervini
Postato da Guglielmo A. G. Minervini , direttore strutture ricettive - 19:43:03 26-12-2012
«Vorrei associarmi anch'io a cio' detto da Luigi Panizzolo, Alessandro e Guglielmo con molta tristezza devo confermare il tutto ed aggiungere che veramente non riesco a capire perche' in Italia siamo cosi' arretrati dal punto di vista lavorativo... anch'io lavoro in maggior parte all'estero e quando ho dovuto accettare il lavoro nel mio paese ho dovuto accettare condizioni veramente umilianti in tutti i campi.... ho visto situazioni di lavoro (anche in relais chateaux o altre categorie di lusso d'alberghi) da far accaponare la pelle.... la cosa assurda e' che tutti gli italiani che lavorano solo qui pensano che tutto cio' sia normale ed accettabile.... se succedessero in Francia certe cose farebbero una vera rivoluzione... credo che purtroppo che la mentalita' della furbizia, della raccomandazione sia alla base di tutto.... se non c'e' meritocrazia nel mondo del lavoro non ci puo' essere qualita' e professionalita' e i datori di lavoro italiani un po' forzati dalla pressione fiscale un po' da questa mentalita' un po' dalle leggi che glielo permettono continuano a sfruttare e a fare comunque una figura di m....!
Postato da sabrina , turismo ed eventi - 17:43:34 02-01-2013
«concordo totalmente con i miei precedenti colleghi e commentatori, infatti, dopo aver dedicato 20 anni della mia vita alla alta ristorazione, mi resi conto che pur passando da commis di sala, chef de rang ed infine sommelier professionista nel 1999, quando eravamo ancora in pochi nel sud Italia, il rapporto lavorativo in pejus per il lavoratore non mutava, decisi di cambiare per dedicarmi all'avvocatura! ma purtroppo questo mestiere una volta entrato nel sangue o meglio nel DNA nessuno te lo toglie... ma le condizioni...italiane in tale ambito mi scoraggiano. ma qualora decidessi di ritornare sui miei passi, mai e poi mai più svolgerei tale professione in ITALIA.
Postato da Giuseppe Armenante , Avvocato - 01:36:07 05-01-2013
«Sono anch'io del parere dei vari professionisti del settore, e devo aggiungere che il tutto sta diventando veramente triste, al punto che certi Maitre d'Hotel con un passato incombi abile alle spalle, l'aver imparato anche 5 lingue straniere tra cui il russo, vengano bistrattati in tutto e per tutto da gestori di ristoranti e alberghi che non essendo del mestiere, dirigono le strutture con molta superficialità, inducendo quindi questi professionisti ad accontentarsi con palliativi, o addirittura a cambiar lavoro.... Ne sto facendo le spese io qui sul lago di Garda che essendo un bacino d'oro per il turismo in generale ha sempre più le sembianze del far west.
Postato da Alessandro , Maitre d\' - 11:30:37 08-01-2013
«concordo pienamente con il Sig. Panizzolo, e anche con il Sig.Minervini, purtroppo non c'e cosa più pericolosa per un azienda di persone incompetenti nel ruolo sbagliato, spesso sono gli inprenditori stessi il loro peggior nemico
Postato da Antonio Fagiolo , capo Ricevimento - 15:30:31 08-01-2013
«Come non essere d'accordo con il Sig. Panizzolo, ha raccontato chiaramente lo stato d'animo degli operatori del settore in Italia. Io ho lavorato all'estero per molti anni ed era un piacere fare questo affascinante lavoro, poi sono ritornato a casa, "al Sud", e come ha già scritto qualche altro collega sto vedendo cose incredibili.
Postato da Giovanni Starace , Maitre/Sommelier - 19:17:43 08-01-2013
«Concordo pienamente con tutto cio\'che viene gia\'detto dai miei colleghi.
Sono ritornata in Italia e specifico in Sardegna da pochi anni,dopo aver viaggiato per 20anni ,e\'una vergogna.....ti obbligano ad avere una brigata da te nn valutata....sfruttati all\'eccesso e ci si ritrova ad essere un maitre retribuito come commis....,che parla 3lingue ma che non puo\'fare il suo giorno libero per 5mesi di stagione perche\'i camerieri dall\'azienda valutati non ne parlano nemmeno una.Non e\'vero che non si trovano Maitre e Camerieri....non li si valutano come tali e non li si vuole pagare.ASSURDOOOO!!!
Postato da anna macis , Maitre - 15:18:08 09-01-2013
« io sono un cameriere di sala con esperienza ventennale e non riesco a trovare lavoro.
Postato da giuseppe , cameriere - 19:07:53 15-01-2013
«Sono d\'accordo su quello che ha detto il Sig. Luigi , talmente d\'accordo che ho dovuto cambiare lavoro , ho fatto la scuola alberghiera come Sala -Bar , facendo esperienze lavorative in alberghi importanti in Italia , poi ho fatto delle stagioni in Svizzera, e al ritorno in Italia non sono riuscito piu\' ad ambientarmi , per la mentalita\' dei datori di lavoro , e del sistema di non meritocrazia .Spero un giorno di ritornare a far parte di una brigata vera e meritocratica , non in Italia.BASTAAA!
Postato da Carmine , - 23:10:59 17-01-2013
«Il problema è che queste figure sono ricercate ma sottopagate in quanto dipendenti, invece altre professioni che hanno ancora un po\' di mercato come gli idraulici essendo autonomi non devono sottostare a condizioni stabilite da altri.
Postato da Costa Rosa , - 11:12:09 22-03-2013

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