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Un manifesto per il turismo
Le proposte Federalberghi in vista del lancio del prossimo Piano nazionale strategico
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Un ministero con competenze specifiche e la modifica dell’articolo 117 della costituzione, per consentire lo sviluppo di politiche di sistema; l’abolizione dell’imposta di soggiorno e la restituzione al settore di una quota del gettito Iva prodotto dall’economia turistica; la possibilità di pubblicare i prezzi al netto dell’Iva, la riduzione delle commissioni dovute ai gestori delle carte di pagamento, l’istituzione di zone franche per rilanciare aree turistiche in crisi profonda. Federalberghi ha scelto una data significativa, come quella della Giornata mondiale del turismo di giovedì 27 settembre, per presentare il proprio manifesto programmatico dedicato al rilancio dell’industria dei viaggi e dell’ospitalità in Italia: venti linee di intervento, articolate in più di 60 misure, raccolte in un documento dal titolo «Il turismo lavora per l’Italia», che la federazione affiliata a Confcommercio ha inviato a tutti i segretari dei partiti politici, in vista della prossima campagna elettorale. «La nostra sfida-proposta», dichiara il presidente Federalberghi, Bernabò Bocca, «è quella di incidere sulle scelte di politica turistica della prossima legislatura. Dopo aver illustrato al ministro del Turismo, Piero Gnudi, il documento affinché ne possa tener conto per l’impostazione del Piano nazionale strategico, siamo dunque pronti a confrontarci con chiunque, nella assoluta convinzione che l’attimo sia di quelli storici e l’occasione per far ripartire il sistema economico nazionale non possa non avere il turismo tra i suoi asset fondamentali».
Tra le altre proposte avanzate da Federalberghi, ci sono quindi la trasformazione dell’Enit in una società per azioni a capitale pubblico, capace di consentire all’ente di svolgere attività promozionale anche sul mercato domestico, l’assegnazione alle delegazioni del compito di rilasciare i visti turistici, l’abolizione dello stesso per l’ingresso dai cosiddetti paesi Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa), la definizione di una chiara mission per il portale italia.it e la creazione, insieme alla Rai, di un canale satellitare tematico in chiaro, che promuova il nostro patrimonio turistico-culturale. Ma anche la possibilità di esporre nelle hall degli alberghi, e nei luoghi di grande transito, i pezzi d’arte che giacciono accatastati negli scantinati dei musei, il rilancio del sistema dei buoni vacanza, la promozione della destinazione Italia per l’organizzazione di grandi eventi e l’incentivazione della destagionalizzazione delle attività.
Dal punto di vista delle risorse umane, poi, il documento chiede di correggere i difetti della recente riforma del lavoro, di lasciare spazio alla contrattazione collettiva, di creare in Italia una grande scuola di management alberghiero e della ristorazione, e di consentire agli studenti delle superiori di lavorare nel turismo come apprendisti stagionali durante le vacanze scolastiche. Altro tema caldo è poi quello dell’ammodernamento del parco ricettivo nazionale, per cui si domanda l’introduzione di crediti d’imposta e premi di volumetria per la riqualificazione delle strutture, la semplificazione del cambio di destinazione d’uso, al fine di accelerare l’uscita dal mercato delle aziende non remunerative, l’applicazione di un unico sistema di classificazione valido per tutta l’Europa, il permesso, agli alberghi, di offrire nuovi servizi, la tutela di consumatori e imprese attraverso il contrasto all’abusivismo, nonché la salvaguardia delle imprese titolari di concessioni demaniali e la semplificazione degli oneri amministrativi a carico delle imprese.
Capitolo a parte è poi quello riservato a Internet, per cui Federalberghi richiede un maggior contrasto agli abusi derivanti dalla posizione dominante delle grandi online travel agency, la lotta alla diffamazione mediante recensioni anonime, la garanzia del diritto di replica alle strutture ricettive e l’introduzione di un vantaggio fiscale per i redditi prodotti mediante e-commerce. Infine, lato infrastrutture, si propone di collegare i principali hub con la rete ferroviaria ad alta velocità, di sbloccare le tariffe aeroportuali, vincolandole allo sviluppo degli scali, di potenziare e capillarizzare il trasporto ferroviario, nonché di assicurare la disponibilità della banda larga.

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