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La Marcia della libertà diventa paneuropea
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Cinque città per altrettante manifestazioni silenziose: il prossimo 13 ottobre, alle ore 15, partiranno da piazza Bocca della Verità a Roma, da Plaça Sant Jaume a Barcellona, dalla Brandenburger Tor a Berlino, da Place de la Monnaie a Bruxelles e dall´Esplanade du Trocadéro a Parigi, i cortei della quinta Marcia internazionale della Libertà. L´iniziativa, che vanta ormai quattro anni di storia, è organizzata da Società Libera con lo scopo di portare alla ribalta le limitazioni dei diritti civili diffusi in aree del mondo come la Birmania, l´Iran o il Tibet. Il primo corteo si svolse, in particolare, nel novembre del 2008 a Roma e fu così presentato dal direttore di Società Libera, Vincenzo Olitta: «Con la nostra manifestazione silenziosa vorremmo amplificare l´impegno di chi, in varie parti del mondo, lotta per la libertà». Grazie al successo ottenuto, la Marcia si è poi internazionalizzata, con la partenza contemporanea, proprio l´anno scorso, di tre cortei in altrettante diverse città europee, che quest´anno sono diventate cinque.
La prospettiva degli organizzatori, tuttavia, non si limita alla realizzazione di una manifestazione annuale, per quanto ampia questa possa essere: l´obiettivo è quello di lanciare presto una vera e propria Giornata europea per la libertà delle minoranze e dei popoli oppressi. Una campagna, quest´ultima, che Società Libera porta avanti già da qualche tempo, poiché convinta che «a fronte del peggioramento nel mondo della situazione dei diritti umani, non basti più esprimere generiche solidarietà e manifestare separatamente e per singole situazioni. È tempo che in Europa si riempiano le piazze di gente consapevole. È tempo che l’Europa e gli organismi soprannazionali vengano sollecitati ad assumere posizione a tutela delle minoranze. Con questi intendimenti ci appelliamo alle genti d’Europa, alle comunità delle minoranze e dei popoli oppressi, e agli organi d’informazione, affinché si sviluppi una vasta mobilitazione, in grado di far comprendere che la difesa dei diritti umani è una priorità internazionale».

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