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Un’esperienza formativa dedicata a come avere successo senza puntare solo sulla competizione
Melià in rotta verso l’Oceano blu
Il percorso si concluderà a fine anno con un progetto concreto
di Massimiliano Sarti

Articolo

«Piuttosto che continuare a nuotare in un oceano rosso, i cui margini sono delimitati e in cui prevalgono le regole della concorrenza, è possibile creare un oceano blu, ossia uno spazio di mercato incontrastato dove si può ottenere produttività riducendo costi e rischi, nonché evitando costose campagne promozionali». La Blue ocean strategy è un modello recentemente elaborato da W. Chan Kim e Renée Mauborgne, della business school internazionale Insead, per riuscire ad avere successo senza puntare solo sulla competizione con gli altri player del proprio mercato. Si tratta, in effetti, di una metodologia frutto di un’elaborazione avanzata del cosiddetto pensiero «out of the box», ossia di quel sistema di approccio alla realtà, che consente di portare il ragionamento fuori dai sentieri già tracciati. «La formulazione strategica di Chan Kim e Renée Mauborgne è ormai considerata uno standard, nell’innovazione di valore, da parte di molte aziende e senior manager», racconta la direttrice human resources del Melià Roma Aurelia Antica, Sabrina Chiarentin, che insieme a una quarantina di colleghi manager di Melià Italia ha recentemente partecipato a un seminario sul tema.
Parte di un progetto di sviluppo iniziato a dicembre 2010, il corso, tenuto dall’amministratore delegato dello European centre for strategic innovation (Ecsi), nonché presidente di Harvard Business Review Italia, Alessandro Di Fiore, si è articolato su due giornate di training: la prima dedicata alla parte teorica e la seconda riservata, invece, all’applicazione della strategia Oceano blu al caso concreto di Melià Italia. «Ed è proprio su questo che oggi stiamo continuando a lavorare, tramite video-conferenze e riunioni di gruppo, per analizzare le potenzialità dei progetti sviluppati durante il corso nelle nostre singole realtà produttive», riprende Sabrina Chiarentin. «Un percorso che si concluderà a fine anno, quando un nuovo appuntamento di richiamo dei contenuti del seminario servirà a valutare l’effettiva applicabilità delle idee da noi elaborate».
Ma quali sono i contenuti su cui il team Melià Italia sta ragionando? «I partecipanti al seminario Oceano Blu sono stati divisi in quattro gruppi differenti. Ciascuno di essi sta ora lavorando su diversi progetti, elaborati a partire dalle metodologie apprese», spiega sempre Sabrina Chiarentin. «I primi due, in particolare, si stanno occupando di definire un quadro strategico del segmento lusso dell’hôtellerie, tracciando al contempo un profilo del livello di competitività della nostra compagnia, nei confronti di determinate tipologie di clientela tradizionale e rispetto a specifici panel di altri selezionati player del mercato. Il terzo gruppo, invece, si sta concentrando sulla ricerca di nuovi target inesplorati e sull’individuazione delle strategie atte ad attirarli presso le nostre strutture. Il quarto, infine, sta conducendo un esame approfondito del ciclo di acquisto di ogni cliente, nonché delle criticità evidenziabili in Melià Italia per ogni fase analizzata».
Dagli studi comparati dei quattro gruppi coinvolti, sta così nascendo una nuova strategia di approccio al mercato che, se considerata fattibile al termine del percorso, porterà la compagnia ad ampliare il proprio mercato di riferimento. «Il seminario, insomma, si sta distinguendo per i contenuti estremamente concreti del suo programma, che potrebbero persino contribuire a far conquistare nuove fette di consumatori al nostro gruppo», conclude Sabrina Chiarentin. «In questa fase del progetto, non posso naturalmente ancora svelare i dettagli delle idee su cui stiamo ragionando, ma sono già in grado di dire che le nuove proposte saranno estremamente flessibili. E soprattutto che saranno cucite sulla misura delle diverse, specifiche esigenze, che un ospite manifesta nel corso della propria esperienza d’acquisto».

Un programma articolato di sviluppo manageriale
Il seminario Blue ocean strategy, svoltosi all’inizio dello scorso mese di giugno presso l’Hotel Melià Roma Aurelia Antica, è stato il momento conclusivo di un programma articolato di sviluppo manageriale: partito a dicembre 2010, esso si è sviluppato per un totale di circa 1.180 ore di corsi, esperienze sul campo, momenti di team building e incentive, realizzati in collaborazione con la società specializzata Label Formazione. Il gruppo di manager coinvolti nel seminario capitolino, in particolare, è stato lo stesso che aveva partecipato all’attività bolognese di formazione in outdoor, basata sul rugby quale metafora dello sviluppo, di cui abbiamo già ampiamente trattato sul numero dello scorso 23 marzo di Job in Tourism. «Ma se l’appuntamento felsineo mirava soprattutto ad accrescere il senso di appartenenza dei partecipanti, nei confronti della compagnia», specifica sempre Sabrina Chiarentin, «il corso di Roma ha, invece, puntato maggiormente sulla valorizzazione dell’apporto di ogni singola risorsa».
In generale, tuttavia, il programma progettato da Melià Italia insieme a Label Formazione non ha toccato solamente le strategie di marketing e comunicazione più avanzate, ma ha compreso anche e soprattutto percorsi per lo sviluppo di alcune competenze base, quali le lingue, l’upselling, la pasticceria o la conoscenza degli elementi primari del contratto di lavoro. «In questi casi sono naturalmente state coinvolte pure figure non apicali, come gli assistenti e, in generale, tutto il middle-management», aggiunge Sabrina Chiarentin. «Il programma è stato peraltro il proseguimento di un’altra iniziativa formativa svoltasi nel biennio precedente. E sulla base dei questionari finali, distribuiti tra i partecipanti, posso dire che il progetto è stato un vero successo. Molto apprezzata è stata, in particolare, l’esperienza outdoor. Tanto che stiamo già lavorando a un nuovo momento di team building all’aperto. L’idea è quella di cimentarsi nell’esperienza del firewalk, ovvero nella camminata sui carboni ardenti. Almeno questa è una delle ipotesi attuali: un’esperienza a 360 gradi, capace di coinvolgere pienamente le sfere emozionali e relazionali del team Melià Italia».

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