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Grandi manifestazioni e budget
di Antonio Caneva

Le grandi manifestazioni sono spesso fonte di delusioni per il settore dell’ospitalità: si mettono nel budget le previsioni e si acquisiscono… i risultati.
Anche le prossime Olimpiadi di Londra, che tanto entusiasmo e aspettative avevano suscitato negli alberghi londinesi e, in senso lato, nell’intera Inghilterra, cominciano a mostrare il fiato corto. Sarà la crisi, saranno aspettative troppo elevate, fatto è che le attuali concretizzazioni sono ben diverse dalle attese: nella media i prezzi delle camere nella City, per il periodo delle Olimpiadi, che fino a poco fa erano di 210 sterline, ora, sotto data, sono passati a 160. Questa è la media, ma c’è anche chi sta peggio: il Daily Telegraph riporta per esempio che, per quel periodo, una doppia al 4 stelle Britannia International, a Canary Wharf, è passata da 395 a 259 sterline.
L’organizzazione dei Giochi olimpici, Locog, ha liberato migliaia di camere nella capitale e gli albergatori hanno abbandonato la regola del minimum-stay e accettano prenotazioni anche per una o due notti.
Milano, tra alti e bassi nell’organizzazione (non più tardi di qualche giorno orsono le dimissioni del sindaco Pisapia dal comitato organizzatore, prontamente rientrate) si appresta nel 2015 a vivere un momento di grande suggestione: l’Expo 2015.
Ci sarebbe da scrivere un capitolo sulle varie vicissitudini che dal momento della candidatura ci stanno portando al 2015: ogni giorno una nuova polemica e adeguamento del progetto. Ciò nonostante il comitato internazionale che sovrintende all’Expo continua ad approvare il lavoro svolto e le adesioni dei vari paesi arrivano.
È indubbio che le discussioni attorno alla manifestazione hanno creato un clima di sfiducia; malgrado ciò negli scambi di idee si finisce sempre per fare riferimento al 2015, quasi che il 2015 debba durare un’eternità e rappresenti la panacea per tutti i nostri, numerosi, mali.
È attuale la notizia dell’abbattimento di un albergo in periferia di Milano, mai finito (ora chiamato ecomostro), progettato per i Mondiali di calcio del 1990. Non vogliamo pensare per l’Expo che succederanno cose analoghe (anche se c’è chi ci ha insegnato che pensar male è peccato, ma…), però la storia ha indicato che i grandi entusiasmi spesso si trasformano in grandi delusioni.
Speriamo non sia così per questa manifestazione; comunque, pena mal di pancia successivi, penso sarebbe saggio non essere troppo ottimisti con i budget…

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