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Criminalità, Stato e sviluppo economico Ne parla un convegno di Società Libera

La criminalità è una delle numerose variabili negative che possono affliggere un comparto tanto sensibile alle influenze esterne come il turismo. È questo un problema particolarmente sentito nelle nostre regioni meridionali, ma non solo, il cui appeal turistico spesso sconta una reputazione non certo brillante in termini di sicurezza. E proprio di criminalità, nel suo articolato rapporto con lo Stato e l’economia, si parlerà nel prossimo incontro significativamente organizzato da Società Libera in un territorio tristemente noto per la presenza di una forte organizzazione camorristica: sabato 30 giugno, alle ore 9.30, presso il santuario mia Madonna e mia salvezza a San Cipriano D’Aversa, in provincia di Caserta, territorio legato al cosiddetto clan dei Casalesi, si discuterà di Stato e criminalità. Saranno presenti alcuni nomi di spicco della politica, del giornalismo e della magistratura italiana, quali il presidente della commissione bicamerale antimafia, Giuseppe Pisanu, il procuratore della Repubblica del tribunale di Salerno, Franco Roberti, e l’editorialista del Corriere della Sera, Piero Ostellino, nonché i procuratori aggiunti delle direzioni distrettuali antimafia di Napoli, Palermo e Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho, Antonio Ingroia e Michele Prestipino.
«Nel dibattito pubblico sulla criminalità», spiega il direttore di Società Libera, Vincenzo Olita, «ricorre spesso il concetto più Stato nelle regioni meridionali; mentre in economia e in altri campi si parla frequentemente di meno Stato. La nostra proposta è perciò quella di ragionare sul contrasto alla criminalità, trovando la giusta misura tra meno Stato e più Stato. Non solo: lo sviluppo economico (e qui rientra naturalmente anche il turismo, ndr), se ben orientato in un quadro di maggiore sicurezza, può produrre stimoli e sollecitazioni; se invece è lasciato al di fuori di un disegno coerente può costituire, com’è stato nel Mezzogiorno, una risorsa aggiuntiva per la criminalità. Il convegno mira quindi ad analizzare i diversi punti di questo percorso (cultura della legalità, sviluppo economico, riduzione della vulnerabilità dei mercati, efficace controllo penale), indicando alcune soluzioni possibili. Il tutto nella consapevolezza che occorrono investimenti finanziari, e ancor più culturali, affinché lo Stato sia veramente Stato».

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