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Monaco, sviluppo e coerenza
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Chi avesse visitato il Principato di Monaco negli anni Sessanta sarebbe ripartito con negli occhi l’impressione di una grande baia, lambita da un mare azzurro, con i grandi alberghi della Sbm e il casinò, nelle loro affascinanti architetture; le costruzioni basse che costeggiavano la strada, ville attorniate da giardini odorosi di essenze mediterranee, palme che crescevano rigogliose e in fondo, sovrastante, Montecarlo, dove svettavano il palazzo principesco e il museo oceanografico. Una località affascinante. Ora, il mare è sempre azzurro, ma il paesaggio è completamente cambiato; demolite per sempre le ville lungo la costa con i loro seducenti giardini, sostituite da grattacieli che, negli anni, sempre più si sono abbarbicati nel retroterra, sino ad arrivare alla roccia che delimita il Principato. Era bello prima; in modo diverso è bello adesso, ricco com’è di opportunità di divertimento, aumentate di pari passo con le costruzioni.
Niente da ridire: ognuno a casa propria decide il proprio sviluppo; quello che colpisce, invece, è che chi ha trasformato per sempre (leggi cementificato) una delle coste più belle del Mediterraneo ora sia contemporaneamente paladino dell’ecologia nel mondo, con particolare attenzione alla salvaguardia dell’ambiente.
Monaco, bella sì, ma non coerente.
Nell’impeto della crescita continua, vengono proposte nuove iniziative: a breve si prevede che, con una eventualità eccezionale, tutti e tre i ristoranti dell’hotel Metropole, gestiti dallo chef superstar Noel Robuchon, saranno stellati; una struttura ricettiva già esistente, il Monte Carlo Beach hotel, recuperata e restaurata, la si è posizionata al top: 5 stelle. Novità interessanti; poi però, alla domanda su che tipo di politica di sviluppo intende perseguire il Principato, la risposta è che questa è centrata sull’attenzione verso i giovani.
Ora, per definizione, i giovani hanno minori disponibilità economiche dei senior, e se le innovazioni sono per visitatori facoltosi, che politica è per i giovani?
Monaco, destinazione molto interessante, ma, prego, non parliamo di coerenza.

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