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Una lettera aperta invita a fare sistema per cogliere le opportunità di un segmento in crescita
Sfruttare l’opportunità golf
Un’occasione da non perdere per uscire finalmente dalla crisi
di Filippo Spanò

Articolo

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera aperta del direttore generale del romagnolo rivieragolfresort di San Giovanni in Marignano, Filippo Spanò: un’esortazione alle istituzioni, ma anche agli operatori e agli imprenditori del settore, per creare un sistema-destinazione in grado di sfruttare pienamente le potenzialità di un segmento turistico importante come quello legato al golf e agli sportivi che lo praticano.

I numeri parlano chiaro: il golf italiano non è in crisi. Sono stati 101.817 i giocatori nel 2011, di cui 90.313 adulti e 11.505 junior (fonte: Federgolf). Da questi numeri occorre quindi partire per intavolare un discorso incentrato sul binomio turismo-golf. Ci sono nel mondo 25 milioni di turisti golfisti che viaggiano durante l’anno per giocare, generando un valore di oltre 40 miliardi di euro: la Cina e il Brasile sono due realtà in grande crescita; e proprio il Brasile ospiterà le prossime Olimpiadi del 2016, anno in cui anche il golf farà il suo ingresso come sport olimpico. L’Italia non ha nulla da invidiare a questi paesi: territorio, cultura, storia, enogastronomia... Ma anche troppa burocrazia: occorrono infatti dai cinque ai dieci anni per avere l’approvazione di un progetto di un campo da golf. Cosa che, ovviamente, scoraggia l’imprenditore privato che voglia investire in questo settore.
Mentre noi stavamo a guardare, la Spagna invece ha preso una zona depressa come l’Andalusia e, grazie alla creazione di 120 campi da golf, attrae oggi 500 mila golfisti stranieri, generando un indotto di 3 miliardi di euro l’anno. A Palma di Maiorca, che ha una superficie di 208,63 chilometri quadrati, ci sono 24 campi; a Belek, in Turchia, dove si svolge una importantissima fiera del golf, lo stato è intervenuto e adesso sono invasi da tedeschi, svedesi... A Valencia c’è addirittura un campo da golf sulla spiaggia.
Il turista golfista, inoltre, si trattiene più a lungo della media nella località di villeggiatura prescelta (sette giorni contro quattro), spende il doppio e dedica solo il 10% del suo budget totale al golf, lasciando il restante 90% ai servizi del territorio. Nel Belpaese, peraltro, la Sardegna sta provando a imitare i cugini iberici: in commissione regionale è infatti stata approvata una proposta di legge per lo sviluppo golfistico dell’isola, che ora è in commissione bilancio per il parere finanziario. La proposta ha come obiettivo principale quello di attirare sull’isola un flusso di giocatori e appassionati pari a 500 mila presenze all’anno. La normativa prevede la creazione di 24 campi da golf, divisi in alcune macroaree già individuate, che lavorerebbero dieci mesi all’anno garantendo 5 mila posti di lavoro certi per i giovani sardi.
Ho deciso di espormi in prima persona e scrivere questa lettera aperta, perché sono convinto che il rivieragolfresort possa aiutare gli albergatori della zona a uscire dalla crisi. Purtroppo in questa parte d’Italia il golf non è percepito nel modo corretto, perché non ci sono campi a sufficienza per soddisfare il bisogno dello sportivo che non vuole giocare per diversi giorni sullo stesso percorso, bensì girare alla scoperta di luoghi sempre nuovi, ma nel raggio di pochi chilometri. E invece, nei 140 chilometri che vanno da Cervia ad Ancona, i campi da gioco sono pochissimi, o comunque collocati a distanze enormi per attrarre un turismo golfistico. Visto il giro d’affari che può generare, è quindi necessario incentivare gli investimenti. Abbiamo migliaia di alberghi in questo tratto di costa tra Romagna e Marche, ma si contano sulle dita di due mani quelli che svolgono attività mirate di promozione e marketing nel settore golfistico.
Un esempio virtuoso, di struttura alberghiera che da qualche anno sta investendo in questo tipo di turismo con risultati più che appaganti, è quello dell’hotel Prestigio di Milano Marittima: per il 2012 è prevista un’affluenza di circa 500 clienti stranieri provenienti per l’80% dalla Germania, per il 10% dall’Austria e per il 10% dalla Svizzera. Ogni ospite soggiorna in media sei notti in hotel, giocando quattro o cinque volte nei campi del circuito dell’Emilia Romagna Golf, in prevalenza nei golf club di Cervia, Castel San Pietro, Riviera e Rimini. Se a questi si aggiungono gli italiani e le rispettive famiglie al seguito, possiamo parlare di circa 2 mila presenze legate al golf. Risultato: l’hotel Prestigio dal 1° maggio al 30 novembre registra il pieno di prenotazioni.
Come dicevamo, nel 2016 ci saranno le Olimpiadi in Brasile e il golf debutterà come sport olimpico: abbiamo quattro anni per cercare di preparare il terreno. Si può fare un grosso lavoro sui neofiti, ossia su coloro che per la prima volta si avvicinano a questo sport, perché le Olimpiadi fungono da traino e catalizzano nuove iscrizioni. Noi del rivieragolfresort, in particolare, abbiamo già istituito da tempo due tipologie di pacchetto: un corso collettivo e lezioni mini-clinic di avviamento al golf. Rivieragolfresort è un esempio di lungimiranza, di un gruppo di imprenditori che ha scommesso su questo segmento turistico. Ma se il suo sforzo non è sostenuto dalla zona, dagli albergatori e dalle istituzioni, viene vanificato. La mia esortazione è quindi quella di lavorare insieme (strutture ricettive, istituzioni pubbliche, campi da golf già presenti sul territorio) su un nuovo segmento di mercato; su uno sport che è salutare perché si pratica all’aria aperta, tutto l’anno, ed è rivolto a tutte le età.
Noi siamo a disposizione per fornire a tutti gli albergatori le informazioni per creare pacchetti dedicati ai golfisti che possano venire a giocare golf, soggiornando in uno dei tanti alberghi che la nostra riviera offre. Vorremmo che questi nuovi turisti usassero il nostro campo da golf, un’eccellenza per il territorio, e che avessero la possibilità di giocare su altri campi non troppo lontani da qui. Non occorre realizzare strutture con resort, spa e quant’altro. Basta costruire campi turistici finalizzati al gioco, che sappiano attrarre golfisti e muovere la nostra economia.

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