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Termina l’itinerario sulla sicurezza in hotel del generale in ausiliaria, Alberto Bellotti
Focus su camere e corridoi
Nelle stanze possono entrare malintenzionati per compiere furti
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ALBERTOBELLOTTI@LIBERO.IT

«Non tutte le zone di un albergo devono essere protette con la stessa intensità: un conto è, infatti, la sicurezza urbana intorno all’hotel, di competenza degli organi pubblici di sicurezza; un’altra faccenda è invece la sicurezza privata dell’albergo nelle proprie aree di competenza specifica. La protezione perimetrale dell’area di proprietà, o in uso all’hotel, sarà così presumibilmente meno intensa della protezione della camera dell’ospite o dell’ufficio cassa, il quale ultimo disporrà, di massima, di casseforti più grandi e più robuste di quelle messe a disposizione dei clienti nelle camere». Il generale in ausiliaria Alberto Bellotti introduceva così, un paio di mesi fa, quel sistema ad anelli concentrici che, con vari livelli e strati di protezione, ognuno completante e integrante quello precedente, è in grado assicurare la maggiore sicurezza possibile in albergo. È iniziato così un intenso viaggio nella sicurezza alberghiera, partito dall’esterno e dalle zone perimetrali degli alberghi, e passato poi agli ingressi, agli spazi liberi di proprietà o in uso delle strutture e ai parcheggi. Oggi questo itinerario speciale termina con l’ultima tappa, quella relativa al vero e proprio cuore degli edifici ricettivi: i corridoi e le camere.

Il cliente è ormai al sicuro, o almeno si sente al sicuro. È arrivato in albergo in auto, seguendo le indicazioni stradali e senza notare la presenza di vagabondi, mendicanti, venditori abusivi o prostitute all’angolo della strada. Ha parcheggiato davanti all’albergo, gentilmente assistito da un facchino in uniforme che lo ha aiutato e gli ha portato i bagagli nella hall. Ha consegnato i documenti e ottenuto la tessera magnetica per l’accesso alla propria stanza. In un albergo ben organizzato, il facchino lo scorta quindi fino in camera, aspettando che il cliente la ispezioni e, dopo avergli consegnato i bagagli, si allontana con una buona mancia in tasca.
Almeno, è quello che succede nella maggior parte dei casi. A volte, però, capita che il facchino non esista o che sia già impegnato, oppure ancora che il servizio non sia previsto. L’ospite, allora, è lasciato solo. E soprattutto, se si tratta di una donna, la sensazione non è certo quella di massima efficienza e sicurezza. Un furto o una rapina possono infatti avvenire anche nei corridoi di un albergo. Senza contare i rischi di violenza che corre una donna sola. Gli stessi corridoi, quindi, insieme agli ascensori, devono essere ben illuminati, con indicazioni chiare e facilmente leggibili della dislocazione delle camere, degli accessi e delle vie di fuga, nonché della direzione da prendere. Il tutto, possibilmente, controllato con telecamere posizionate in modo da non essere troppo invadenti in termini di privacy.
Una volta arrivato in camera, il cliente pensa quindi di essere tranquillo come se fosse a casa sua. Il fatto è che, anche in questo caso, non è sempre così: i rischi e i criminali esistono sempre. E sono sempre in agguato. Soprattutto nelle camere al piano terra, o a cui si possa accedere tramite balconi, terrazze o bar, è più facile che possano entrare malintenzionati per compiere furti. I quali, a loro volta, possono trasformarsi rapidamente in rapine se il cliente sorprende senza volerlo il ladro all’interno (la differenza tra furto e rapina consiste sostanzialmente nel fatto che, nella seconda ipotesi, al contrario della prima, il ladro, per impossessarsi del bene mobile altrui, ricorre a violenza o minacce, ndr).
Occorre quindi che l’albergo abbia un efficace programma di sicurezza non solo all’esterno delle camere, per individuare la presenza di eventuali malintenzionati, ma anche nelle stesse stanze. È sempre meglio, in particolare, che queste ultime dispongano di efficienti sistemi di chiusura, quali una porta robusta, uno spioncino e un efficace fermo interno, in modo da poter aprire parzialmente l’uscio in sicurezza, nonché di una porta finestra o di finestre solide, se ritenuto necessario.
E tutto ciò perché occorre sempre ricordare che fra gli elementi capaci di concorrere alla scelta di un hotel, da parte di un cliente, la sicurezza personale, dei propri cari e dei propri beni ha assunto di questi tempi una valenza particolare: che si tratti di una vacanza turistica o di un viaggio di lavoro, chi si sposta in una città o in un paese nuovo non vuole aggiungere alla fatica del viaggio anche lo stress e la paura di essere o sentirsi in pericolo.

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