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Il paese iberico è uno dei bacini più importanti di domanda turistica per l´Italia
Attenzione alla Spagna
C’è molta curiosità per le città di provincia
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Dopo aver analizzato, sullo scorso numero di Job in Tourism, le potenzialità di un mercato emergente come quello cinese, è questa la volta della Spagna. Il paese iberico, infatti, è storicamente uno dei nostri bacini di domanda turistica più importante ma Federico Belloni, titolare della società di consulenza Tsm consulting, sostiene che finora non ne siano state sfruttate appieno tutte le numerose opportunità.

Nonostante la difficile situazione economica che sta interessando il paese in questi ultimi anni, e l’incertezza per il futuro, la Spagna rappresenta un mercato turistico molto interessante, al quale le destinazioni e gli operatori della ricettività italiana devono dedicare la massima attenzione; di certo molto maggiore di quella avuta fino a questo momento. Secondo i dati 2010 dell’Istat e dell’Ine (Instituto nacional de estadística), che sono quelli ufficiali più recenti, con circa 1,9 milioni di arrivi e 5,8 milioni di presenze complessive sul nostro territorio, il paese della penisola iberica costituisce infatti rispettivamente il quinto e il sesto bacino di domanda straniera, preceduto di poco dall’Austria.
A livello regionale, in particolare, è stato il Lazio il territorio più visitato nel 2010, con oltre 451 mila arrivi e più di 1,62 milioni di presenze complessive, quasi tutte concentrate a Roma, mentre il secondo posto della classifica spetta al Veneto, con oltre 363 mila arrivi e più di 830 mila presenze (Venezia, dopo la capitale, è stata la località italiana più visitata). A seguire, Toscana e Lombardia, dove gli arrivi si sono concentrati ancora una volta nei capoluoghi Firenze e Milano. Sono però ben 18 le provincie della penisola nelle quali gli arrivi spagnoli sono ammontati a più di 20 mila unità: oltre a quelle che fanno da capofila si segnalano così Napoli, Bologna, Genova, Bergamo, Olbia Tempio, Sassari, Palermo, Catania, Pisa, Pistoia, Siena, Vicenza, Treviso e Padova.
Ma, al di là dei numeri, perché puntare sul turismo spagnolo? Innanzi tutto perché l’Italia, dopo la Francia e il Portogallo, rappresenta il terzo paese più visitato dai cittadini del paese iberico. E ciò soprattutto grazie alla prossimità e alle numerose connessioni aeree, operate sia dalle compagnie di bandiera, sia dalle numerose low cost del Vecchio continente, in primis Ryanair, Easyjet, Vueling e Air Berlin, che generano una fitta maglia di collegamenti giornalieri distribuiti in modo uniforme e capillare su tutti e due i territori. Gli spagnoli sono inoltre culturalmente molto affini a noi: castigliano e italiano, per esempio, si assomigliano e sono di facile comprensione reciproca; garantiscono perciò un’immediata facilità comunicativa e una conseguente rapida sensazione di ambientamento. Anche lo stile e il comportamento degli spagnoli, poi, sono fondamentalmente identici al nostro. Ma soprattutto i cittadini della nazione iberica amano l’Italia, la nostra moda e la nostra cucina, che conoscono molto bene, e sono curiosi di tutto ciò che è tipico del nostro paese. Inoltre, seguono con interesse tutto quello che avviene sul nostro territorio; anche perché la stampa spagnola è attenta osservatrice delle questioni politiche, economiche e sociali italiane, così come dello sport, in particolare del calcio, di cui sono veri e propri esperti.
La maggior parte degli spagnoli ha quindi almeno un’esperienza di viaggio nelle nostre località. Sono molti, però, quelli che desiderano tornare per approfondire la conoscenza del nostro territorio, scegliendo nuove mete da visitare e dove poter fare interessanti esperienze di vacanza. C’è molta curiosità, in particolare, per le città di provincia che hanno una forte caratterizzazione storica e artistica, soprattutto romanica e rinascimentale, meglio se inserite nel Patrimonio dell’umanità dell’Unesco, per affinità con le molte città spagnole che possono vantare questo prestigioso riconoscimento. Dal punto di vista del profilo del viaggiatore iberico, perciò, le nostre destinazioni sono assolutamente idonee a rispondere alle loro motivazioni di viaggio. Tra i prodotti turistici più richiesti, c’è in particolare il golf, che è uno sport praticato da migliaia di spagnoli, molto diffuso anche tra donne e giovani under 18: sono infatti oltre 158 mila i giocatori associati alla Real federación española de golf, senza contare un numero decisamente superiore di sportivi non federati e accompagnatori. La pratica del golf durante le vacanze è inoltre generalmente abbinata a visite culturali e a esperienze enogastronomiche, oltre che allo shopping e al benessere.
Ma gli spagnoli sono spesso alla ricerca pure di destinazioni naturali, dove poter praticare sport all’aria aperta, soprattutto passeggiate, pesca sportiva e mountain bike, oltre a discipline come il birdwatching, assai popolare in patria grazie al territorio caratterizzato dalla presenza di molte zone umide. Apprezzate moltissimo sono poi anche le nostre montagne, non solo per la pratica dello sci in inverno, ma pure per le opportunità offerte in estate, come per esempio l’arrampicata, il nordic walking e gli sport estremi, quali il parapendio, il deltaplano, il rafting e il kayak. Molto conosciuto e amato è quindi il mare italiano, soprattutto quello della Sicilia e della Sardegna, anche perché facilmente raggiungibile via nave dalle principali città del Sud. Dal punto di vista della ricettività, infine, nel corso del 2010 oltre l’80% degli spagnoli ha soggiornato in albergo, alloggiando soprattutto nelle strutture appartenenti alle categorie superiori (4 e 5 stelle). Chi ha scelto le strutture extra-alberghiere ha invece privilegiato i campeggi e gli alloggi in affitto, mentre gli agriturismi non hanno riscontrato un grande apprezzamento. Probabilmente perché questo tipo di struttura ricettiva non è presente in Spagna, dove la categoria corrispondente è rappresentata dalla casa rural, che però è una soluzione ricettiva assolutamente diversa.



Alcuni consigli operativi e di comunicazione

• Teniamo in considerazione le loro abitudini. Per esempio, in Spagna, la giornata è spostata in avanti: difficile vedere uno spagnolo che fa colazione prima delle 10.30, che pranza prima della 14 o cena prima delle 22.
• Seppure in genere gli spagnoli capiscano l’italiano, cerchiamo di garantire un’ottima accoglienza, imparando qualche espressione in spagnolo, anche semplicemente le forme di saluto.
• Traduciamo il nostro menu in spagnolo. Gli iberici sono abituati ai ristoranti italiani in Spagna, che hanno il menu tradotto.
• Per promuovere la nostra struttura puntiamo sulle motivazioni di vacanza e sulle opportunità presenti nel nostro territorio, presentandole in modo esaustivo sul nostro sito web.

Online il nuovo sito di Tsm Consulting
www.tsmconculting.it

Per ora in versione italiana e spagnola, il nuovo sito di Tsm Consulting sarà presto pubblicato anche in inglese. La società di consulenza alberghiera guidata da Federico Belloni lavora infatti in tutta Europa e in America Latina, con una particolare attenzione ai mercati italiano e spagnolo. Oltre ai più tradizionali servizi di consulenza, Tsm Consulting si occupa anche di ricerca, formazione, editoria e rappresenta un vero e proprio laboratorio di innovazione nel campo dell´industria dei viaggi e dell´ospitalità.




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