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Dopo il fiorentino Salviatino, Mpg Hotels acquisisce anche una struttura antica a Verona
Un vero viaggio nella storia
Ottimizzazione degli spazi e outsourcing per la redditività
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A tre anni dalla nascita de Il Salviatino, antico palazzo del quindicesimo secolo situato sulle pendici delle colline fiorentine e trasformato in hotel di lusso, Mpg Hotels acquisisce un’altra storica struttura alberghiera italiana: l’hotel Victoria di Verona, attualmente chiuso per lavori di ammodernamento, in attesa della riapertura prevista per il prossimo mese di marzo con il nuovo nome di Palazzo Victoria. «Ho sempre desiderato ricreare all’interno dei nostri hotel l’atmosfera ideale per far sentire i nostri ospiti a casa propria», racconta il presidente della società, Marcello Pigozzo. «E appena abbiamo visitato l’hotel Victoria abbiamo subito pensato che avesse tutte le carte in regola per regalare un soggiorno memorabile ai nostri clienti, in una location in grado di avvalorare gli splendidi e preziosissimi tesori della città. Essendo, inoltre, l’hotel Victoria uno dei punti di riferimento di Verona, la mia città natale, che ho sempre ammirato sin da bambino, con l’acquisizione e il riposizionamento di questo albergo si avvera per me un vero sogno. Con la consapevolezza, però, che si tratta pur sempre di un’importante sfida manageriale».
Domanda. Cosa significa, in effetti, costruire oggi un’offerta di lusso contemporaneo all’interno di strutture dalla forte connotazione storica?
Risposta. È un’enorme responsabilità: ci troviamo, infatti, dinanzi a strutture che vanno rispettate e valorizzate proprio per questa loro peculiarità.
D. E i vantaggi competitivi, quali sono?
R. Il maggior vantaggio è chiaramente quello di poter offrire un’esperienza unica, e non imitabile, ai nostri clienti. Il soggiorno in una struttura storica è fatto, infatti, di continue scoperte: un vero e proprio viaggio nella storia.
D. Quali, invece, le criticità da affrontare, soprattutto in termini di razionalizzazione degli spazi e di installazione dei più avanzati sistemi di automazione e It?
R. In effetti, da un punto di vista gestionale, queste strutture sono molto più difficili da condurre, soprattutto perché gli ambienti sono predefiniti e dunque non possono essere modificati. Le differenze fra un hotel costruito per essere un hotel e una struttura in un palazzo storico sono immense. Se quest’ultimo, tuttavia, è molto più complesso da gestire, è pur sempre molto più soddisfacente per i nostri ospiti: i sacrifici necessari a renderlo operativo li facciamo, perciò, più che volentieri.
D. Quali sono allora le accortezze gestionali che garantiscono la reddittività di un hotel di questo genere?
R. Sicuramente l’ottimizzazione degli spazi. Cercando, però, contemporaneamente di trarre il massimo vantaggio dall’outsourcing. Lo spazio per lo stoccaggio di bevande, cibi e articoli di lavanderia, in particolare, è spesso molto limitato. È quindi fondamentale trovare partner che, oltre a garantire un prodotto eccellente, offrano anche un servizio di rifornimento giornaliero.
D. A quale tipo di clientela si rivolge, prevalentemente, una struttura storica?
R. I nostri clienti sono culturalmente curiosi, si sentono a loro agio in mezzo all’arte e soprattutto cercano esperienze vere, spontanee e locali, il più lontane possibile da un soggiorno standard e impersonale. Noi crediamo infatti che gli alberghi di lusso non debbano essere né noiosi, né rigidi e pieni di regole. Ogni giorno ci sforziamo quindi di trovare il delicato equilibrio attraverso il quale coniugare storia e comfort, per dare a tutti i nostri ospiti la possibilità di godere di ogni istante presente in pieno relax.
D. Quali caratteristiche deve quindi avere un professionista dell’ospitalità per lavorare in hotel di questo tipo, al di là, naturalmente, delle competenze specifiche atte a ricoprire il proprio ruolo?
R. È fondamentale soprattutto capire e sentire che gli eventuali disagi strutturali costituiscono parte del piacere di poter lavorare in un luogo ricco di storia, da condividere con gli ospiti. Bisogna, insomma, avere passione e un grande rispetto per il passato.
D. Un hotel così connotato si presta, generalmente, a un forte collegamento con il territorio in cui è inserito: qual è perciò, infine, la vostra politica in questo ambito?
R. Per noi è fondamentale che i nostri ospiti possano vivere un’esperienza in un contesto locale. Decorazioni, arredi e servizi di ristorazione, per esempio, devono riflettere il meglio dell’artigianato e dei prodotti del territorio. La struttura, infatti, è solo l’hardware della nostra offerta; il software è la combinazione del nostro servizio con la valorizzazione di prodotti di eccellenza. Perché noi vogliamo stimolare i sensi dei nostri clienti. E per farlo dobbiamo affidarci al meglio dell’artigianato locale. L’importante, insomma, è che ci sia sempre una storia dietro a quello che il cliente vede, sente e tocca.

Una nuova collezione

Con Palazzo Victoria nasce una giovane collezione di alberghi unici: la Salviatino Collection, che si caratterizza per il suo modello di business reso possibile grazie a fondi esteri e solidi capitali italiani, tra cui il partner più forte è Bnl. Mpg Hotels, oltre ai 50 milioni di euro investiti nel Salviatino, ha così intrapreso una nuova sfida sul territorio nazionale: altri 25 milioni di euro per l’acquisizione, la ristrutturazione e il posizionamento di Palazzo Victoria. Ma il futuro degli alberghi Salviatino Collection prevede, entro il 2016, l’apertura di altri sei hotel di lusso, di cui uno sulla Barbuda Island dei Caraibi e l’altro in un suggestivo villaggio medioevale della Provenza.


La ristrutturazione di Palazzo Victoria

Situato nel centrale corso di Porta Borsari, Palazzo Victoria è un edificio di particolare valore storico, inserito in un complesso di epoca medievale nel cuore di Verona. La struttura, originariamente ristrutturata negli anni 1970 e ora oggetto di un nuovo restyling migliorativo e conservativo al tempo stesso, sarà composta da 71 camere e suite costruite intorno ad alcune rovine romane attentamente preservate. Ma al suo interno si trovano pure reperti medievali e rinascimentali: ampi soffitti, antichi balconi e opere pregiate risalenti al quattordicesimo-quindicesimo secolo. Ogni arredo è frutto poi di un prezioso lavoro artigianale, arricchito, tra l’altro, dalle poltrone Frau e da alcuni pezzi firmati Gaetano Pesce. Emblematica, inoltre, la scelta di cambiare il nome dell’hotel senza puntare a modifiche radicali: l’hotel Victoria verrà infatti chiamato, dopo la riapertura, Palazzo Victoria; segno del profondo attaccamento del gruppo alla città, ulteriormente rafforzato dal nuovo logo dell’hotel, che assumerà i toni oro e blu caratteristici della città scaligera.




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