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Il male, il peggio e la tassa
di Antonio Caneva

Reduci da cinque giorni di Festival di Sanremo, (300 mila euro il cachet di Adriano Celentano pagato dalla Rai), ci troviamo in bilico tra farsa e ridicolo, con l’innovazione del pagamento del canone Rai anche per il video dei computer in ufficio. Mi auguro prevalga il buon senso; io ritengo di non pagare*.
Il governo Monti è indubbiamente seguito dallo stellone italico: nato nell’emergenza, nei pochi mesi di attività ha vissuto un numero significativo di eventi paralleli, che hanno spostato, o almeno attenuato, l’attenzione dell’opinione pubblica dal suo operato.
In ordine cronologico:
crisi dell’economia in Grecia, che ha fatto schizzare il differenziale di rendimento tra i bund tedeschi e i nostri titoli di stato a dieci anni, rendendo così più costoso il rifinanziamento del debito.
Bocciatura alla Camera, con voto a scrutinio segreto, della richiesta di arresto nei confronti del deputato Nicola Cosentino, che, qualora fosse stata approvata, avrebbe provocato tensioni tra i partiti, con ricadute sul governo.
Rigettazione, da parte della Corte Costituzionale, dei referendum sulla legge elettorale che, anche questi, avrebbero creato attriti.
Il sottosegretario Carlo Malinconico, con delega all’editoria, che aveva soggiornato all’hotel Pellicano (mitico!), a spese dell’imprenditore Francesco Maria Piscicelli, viene indotto dal presidente Monti a rassegnare le dimissioni, dando così formalmente un segnale di coerenza (ma chi l’aveva nominato?).
Declassamento del rating Italia da parte delle agenzie Standard & Poor’s e Fitch.
Tragico incidente della Costa Concordia all’isola del Giglio.
Situazione climatica con temperature siberiane e cadute di neve da iscrivere negli annali.
Anche Moody’s (per non farci mancare niente) declassa il rating del nostro debito.
Acuirsi della crisi ellenica, con episodi di violenza e incendi.
Ingresso formale in recessione, con il pil che nell’ultimo trimestre ha registrato un meno 0,7%.
Veniamo al turismo; alla recente Bit di Milano, un «parterre de roi» si è autocelebrato (ne parliamo in altre pagine del giornale) arrivando alle più ovvie delle banalità, con il vice presidente della commissione europea, Antonio Tajani, che sottolinea come il comparto dei viaggi e dell’ospitalità italiano presenti molte potenzialità inespresse.
Poiché bisogna prestare attenzione al comparto, per coerenza, è recente la decisione di generalizzare, in tutto il paese, l’applicazione della tassa di soggiorno: quale altro disastro dobbiamo aspettarci, per far scivolare questo ulteriore balzello?

*Al momento di andare in stampa, ci giiunge notizia che il provvedimento dovrebbe essere ritirato dl governo.

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