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Se si cade con tutto il bagaglio
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Quando ci si è accomodati sul proprio sedile a bordo di un aereo, la prima scocciatura è data dalla voce impersonale che annuncia la spiegazione delle modalità da seguire in caso di emergenza: che noia, neanche il tempo di rilassarsi che già ci infastidiscono con queste sciocchezze!
A bordo di una nave da crociera, parte della prima giornata, che si vorrebbe dedicare a familiarizzare con il battello, la si deve perdere per recarsi al ponte di ritrovo e assistere alla spiegazione di quelle seccanti procedure, un po’ infantili, con i loro fischi e l’individuazione delle scialuppe.
Vi assicuro che dopo la Costa Concordia farò bene attenzione alla spiegazione delle procedure di emergenza; quando mi diranno che in caso di necessità, a bordo degli aerei, si accenderanno le luci che indicano le vie di fuga cercherò bene di memorizzare l’informazione; quando mi spiegheranno che a bordo delle navi sette fischi brevi e uno lungo segnalano pericolo, non penserò più allo stadio di calcio: purtroppo c’è voluto un disastro per renderci partecipi di un possibile pericolo.
Certo, le tragedie non avvengono (fortunatamente) tutti i giorni, però, come dice Nassim Nicholas Taleb nel suo libro Il cigno nero, «conoscendo tutte le condizioni possibili di un sistema fisico, in teoria (ma non in pratica) si può prevedere il suo comportamento futuro. Tuttavia ciò si applica solo agli oggetti inanimati. È diverso prevedere il futuro quando sono coinvolti esseri umani considerati organismi viventi, dotati di libero arbitrio».
Per chi gestisce un’attività dove gravitano persone che spesso non sono aggiornate sulle dinamiche della sicurezza del posto, è essenziale una particolare attenzione ai rischi relativi; Dennis Zambon, persona attenta e coscienziosa, in altra pagina del giornale ci parla di sicurezza e afferma, tra l’altro: «Se già non lo facciamo, cominciamo perciò a vedere la sicurezza come un fattore di successo e di servizio di eccellenza per il nostro albergo; gli ospiti lo percepiscono: vengono da noi ed entrano nelle nostre stanze con la convinzione di dormire in un posto sicuro. Non tradiamo questa fiducia. Per questo, la sicurezza deve essere parte della cultura nostra e di tutti i collaboratori. E non un adempimento burocratico e una rottura di scatole».
La responsabilità di chi è a capo di una struttura aperta al pubblico è enorme, sia essa albergo, ristorante, bar, discoteca, nave, aereo, parco giochi o quant’altro e richiede grande senso di responsabilità; cosa non sempre presente, come ricorda nel suo show David Letterman, ironizzando sulla nave italiana «governata da un comandante che, tra i primi, è caduto a bordo della scialuppa di salvataggio. Ed è caduto... con tutto il suo bagaglio…».

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