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Da Pavia a casa Armani, via Stati Uniti La carriera di un giovane barman
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Nuovo contributo dell’amministratore unico della società di consulenza Cl professional, Carmine Lamorte, che in questa occasione traccia un breve ma efficace ritratto di un giovane barman pavese, che con la sua esperienza dimostra come è possibile ancora oggi fare una carriera di successo dietro al bancone del bar

Pavia è una città magnifica: per il suo Ponte vecchio, per la sua nebbia, per la sua università. Ma Pavia, e forse questo è noto a pochi, è anche importante per aver dato i natali a illustrissimi barman passati, presenti e futuri. Io stesso ci sono molto affezionato, tanto da avere scelto il locale, in cui fare il barman professionista, proprio in questa magnifica provincia.
Da qui, per esempio, è partito, verso Milano prima e gli Stati Uniti poi, un barman del calibro di Rino Diani, che fu anche presidente dell’Associazione italiana barman e sostenitori (Aibes). Cito solo Rino, per tutti gli altri, tra quelli passati, in quanto fu quello con cui lavorai a più stretto contatto negli anni 1980 e che mi fece crescere innanzitutto come uomo e poi come barman.
Ma torniamo ai giorni nostri. Oggi il panorama dei barman pavesi è costellato da tante belle realtà giovanili e non. Una tra tutte, che avrei il piacere di citare, è la finora breve, ma intensa storia di Mattia Pastori.
Dopo la scuola alberghiera, periodo in cui ho il piacere di conoscerlo, il giovanissimo Mattia è già promettente, non fosse altro che per la sua prestanza fisica e l’eleganza innata. Ma il suo lancio definitivo, a partire dall’esperienza in un locale a conduzione familiare, arriva al momento dell’approdo al Bar del Pozzo di corso Strada Nuova: un locale storico di Pavia, dove il barman è niente po’ po’ di meno che Fabio Firmo, altra pietra miliare del mondo del bartending.
Dopo tre anni in questo laboratorio, Mattia è quindi pronto. E qui subentra il suo desiderio di fare un passo avanti e di andare ad apprendere quel tanto di inglese che basta per poter ambire a incarichi importanti nei grandi alberghi. Sono così ben felice di dare una mano a Mattia, in quanto vedo in lui il futuro: gli do perciò fiducia e lo mando a lavorare in un cocktail bar-ristorante, che ho inaugurato da poco a Chester, in Inghilterra. Dopo un anno Mattia saluta Chester e il Bollicini Bar and Restaurant e coglie l’importante opportunità di diventare barman presso il Park Hyatt Hotel di Milano.
Qui vi resta fino a marzo 2010, alla corte di un bravo giovane bar manager, Pierluigi Francesco, per approdare quindi negli Stati Uniti, presso il Park Hyatt di San Diego, in California, dove pensa di rimanere almeno un anno; poi improvvisamente la chiamata per l’apertura del nuovo Armani Hotel, 5 stelle lusso nella prestigiosa via Manzoni di Milano, in qualità di senior bar manager: la vecchia figura del capo barman.
E così dal 10 novembre, giorno dell’inaugurazione di uno dei più prestigiosi e glamour hotel del capoluogo lombardo, Mattia continua la tradizione dei barman pavesi, che via dalla provincia della Bassa pianura lombarda affrontano con successo il futuro e i suoi cambiamenti. E ciò con l’auspicio che Mattia sappia sempre guardare dal lato giusto delle cose, mantenendo quella fondamentale arte dell’onestà e dell’umiltà, che da sempre contraddistingue la professionalità di chi il barman lo fa per davvero.

COMMENTI
«Bell articolo
Postato da Gino , - 13:51:37 21-01-2012

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