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Non è solo colpa degli istituti alberghieri
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Non è solo colpa degli istituti alberghieri

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera della docente dell’Ipsar Brera di Milano, Stefania Sala, relativa ai risultati del nostro ultimo sondaggio. Il quesito, pubblicato sullo scorso numero di Job in Tourism, verteva sulle difficoltà dei giovani a inserirsi nel mondo del lavoro nel comparto dell’ospitalità: il 74% dei votanti si sarebbe, in particolare, detto convinto che tale fenomeno dipenda dalla scarsa preparazione fornita dagli istituti alberghieri, mentre solo un’esigua parte dei partecipanti al sondaggio avrebbe individuato, nella poca disponibilità delle strutture ad accompagnare i nuovi inserimenti (19%) o nelle aspettative dei candidati non coerenti con le caratteristiche del settore (7%), le motivazioni alla base degli ostacoli incontrati da chi prova a intraprendere questa carriera. Già il nostro commento, pur concordando sulla insufficiente formazione rilasciata dagli istituti alberghieri, aveva sottolineato l’importanza di non sottovalutare la rilevanza degli altri due aspetti. Comprendiamo, perciò, bene il punto di vista di chi si vede, ogni anno, sottrarre sempre più risorse, in nome di una razionalizzazione dell’insegnamento non necessariamente tarata sulle esigenze di chi offre e di chi domanda lavoro in questo comparto. Ciononostante osserviamo anche il crescente scollamento tra offerta formativa e mondo delle imprese. E ciò per molteplici ragioni, non esclusivamente riconducibili alla sola questione dei tagli alle scuole. Chi volesse così contribuire ulteriormente al dibattito, con le proprie opinioni in merito, può farlo inviando considerazioni e riflessioni a redazione@jobintourismeditore.it. I testi più interessanti saranno pubblicati sui prossimi numeri di Job in Tourism.

Gentile Redazione,

sono una docente di Laboratorio di servizi di accoglienza turistica (ex ricevimento e segreteria di albergo). Concordo solo parzialmente con i risultati e la formulazione del sondaggio precedente. I nuovi istituti alberghieri , come saprete, hanno avuto un drastico calo di ore delle materie di laboratorio e di indirizzo: dal prossimo anno, per esempio, tutte le classi terze seguiranno solo sei ore di laboratorio di cucina, di sala oppure di ricevimento, a fronte delle 12, 14 o 18 degli anni passati. Nel settore accoglienza, inoltre, sparirà geografia e storia dell´arte, nelle classi quarte e quinte, sostituite da alimentazione.
I collegamenti con il mondo alberghiero spesso si riducono a stage, ad alternanza, e per tutto ciò che per la maggior parte degli albergatori è a titolo non oneroso. Mi piacerebbe un confronto meno superficiale sull´argomento perché trasmettere il messaggio che gli istituti alberghieri di oggi non preparino gli alunni, mi sembra venga presentato solo come conseguenza senza analisi di eventuali cause più complesse.

*docente Ipsar Brera Milano

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