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Un guru della finanza Usa spiega come migliorare la propria capacità di vendere se stessi
Otto consigli per chi cerca lavoro
Scrivete sempre curricula facilmente leggibili dai software
di Marco Bosco

Articolo

Cercare lavoro nell´attuale situazione congiunturale è una sfida impegnativa. La competizione per ogni posto disponibile è così intensa da permettere solo alle persone più determinate e competenti di catturare l´attenzione dei datori di lavoro. È questo un dato di fatto che oggi vale, seppur con diverse gradazioni, per qualsiasi settore. Per lo meno nella maggior parte dei cosiddetti paesi sviluppati: in Italia, come nel resto d´Europa e negli Stati Uniti. Ma cosa bisogna fare per vincere questa sfida? Cercare di vendere al meglio se stessi. Lo sostiene un venditore di successo come il ceo dell´americano Gold Star Mortgage Financial Group, Dan Milstein, da dieci anni nella top 40 dei migliori operatori finanziari a stelle e strisce: «La chiave di volta di ogni ricerca di impiego è semplice: per ottenere un buon lavoro, devi essere un buon venditore; per averne uno eccellente, devi essere un venditore eccellente. Non c´è nessuno a vendere la nostra candidatura a parte noi stessi. Nel mio libro The Abc of Sales (L´Abc della vendita, ndr) sostengo che se qualcuno non crede alle arance, allora è meglio che si metta a vendere mele. Nel caso della ricerca di lavoro è diverso: se non credi in te stesso, allora è meglio che ti ritiri».
Ma Milstein non si limita a sollecitare le persone alla ricerca di lavoro a migliorare le proprie capacità di vendita, dà anche otto consigli su come riuscire a essere competitivi nella grande sfida per la caccia al nuovo impiego:
1. Non uscite di casa senza la vostra passione. Dopo qualche settimana di rifiuti, passati magari in casa senza un´occupazione, è facile scoraggiarsi. Non fatelo! Svegliatevi ogni mattino entusiasti della vostra ricerca di lavoro e di ciò che farete durante la giornata per scoprire la migliore offerta di lavoro possibile.
2. Siate cheerleader di voi stessi. Credete in voi stessi e dimostratevi entusiasti della società e del lavoro per cui vi state candidando. Se non siete convinti voi di essere la persona migliore per un determinato ruolo, perché qualcuno vi dovrebbe assumere?
3. Fate in modo che il potenziale datore di lavoro possa apprezzarvi. Fate e dite tutto il possibile per convincere il vostro potenziale datore di lavoro che la vostra assunzione è la decisione migliore che lui possa prendere. Conservate sempre un atteggiamento positivo. È pressoché impossibile recuperare dopo aver fatto un´impressione negativa. Fate perciò in modo che non accada.
4. Siate disponibili e sempre facilmente reperibili. Rispondete al telefono e controllate spesso la posta elettronica. Ma scoprite anche dove si trovano le occasioni di lavoro e cercate di esserci: partecipate, cioè, alle fiere del lavoro dove è possibile incontrare i potenziali datori di lavoro per la vostra figura.
5. Promuovetevi creativamente. Fate sapere al mondo di esistere e che siete diversi e migliori di tutte le altre persone in cerca di lavoro. Iscrivetevi alle mailing list dei siti specializzati in offerte di lavoro e pubblicate online il vostro curriculum ovunque potete.
6. Scrivete un curriculum facilmente leggibile dai software. Spesso, la prima scrematura delle candidature viene effettuata da un computer che analizza tutti i curricula ricevuti e seleziona quelli più in linea con il profilo ricercato secondo i parametri inseriti in un programma di selezione ad hoc. Cercate, perciò, di rendere il vostro curriculum computer-friendly. Se necessario, adattatelo, inserendo quei termini che pensate possano rientrare tra le parole chiave, che il responsabile delle risorse umane incaricato della ricerca può aver utilizzato nel software dedicato alla scrematura iniziale.
7. Siate sempre positivi. Nel mondo del lavoro non c´è spazio per le lamentele. Nessuno ama i piagnoni. Non recriminate, perciò, sulle vostre esperienze di lavoro passate, non cercate di spiegare il motivo per cui siete stati licenziati o perché non siete stati promossi: parlate di soluzioni, non di problemi.
8. Prendete dei rischi, siate coraggiosi. Per distinguervi dalla massa indistinta dei candidati, siate audaci, coraggiosi e creativi. Non state fermi ma alzatevi e fate un passo in avanti. Non accontentatevi di attendere in coda il vostro turno, ma cercate di mettervi all´inizio della fila. Fatevi conoscere dai potenziali datori di lavoro ancor prima che un lavoro sia disponibile. Osservate ciò che le altre persone in cerca di lavoro generalmente fanno, e non imitatele.
«Quasi tutti i datori di lavoro non accettano telefonate o appuntamenti diretti, rimandando i candidati alla sezione lavoro del proprio sito web o agli annunci pubblicati», conclude, infine, Milstein. «Web e e-mail sono perciò strumenti assolutamente necessari. Ciononostante dedicate sempre un momento della vostra settimana per fare delle telefonate o andare direttamente nelle società che vi interessano, con il vostro curriculum in mano. Cercate insomma di trovarvi nei luoghi in cui si incontrano i datori di lavoro. Ricordate sempre, infatti, che il vostro asset più grande siete voi stessi; e il modo migliore per vendere se stessi è con il contatto personale. Fate quindi rete, rete, rete».

Chi è Dan Milstein

Ceo del Gold Star Mortgage Financial Group, parte dell´elenco delle 500 compagnie a stelle e strisce dal maggior tasso di crescita, elaborato dal business magazine Inc, e autore del libro The Abc of Sales, Dan Milstein lavora nel settore bancario da 15 anni. Durante la sua carriera è stato riconosciuto come il più importante agente di mutui degli Stati Uniti ed è da dieci anni nella top 40 dei principali operatori finanziari del paese. Per due anni è stato inoltre nominato miglior datore di lavoro del Michigan dal quotidiano Detroit Free Press.


COMMENTI
« Tutte queste parole valgono in un paese normale.....non in Italia!!!!
Postato da Simona Pinto , Barman - 22:17:21 10-12-2011
«condivido a pieno i criteri
Postato da antonela , housekeeping - 17:00:37 11-12-2011
«Sono pienamente convinto che il primo commento sia verissimo.
In italia vanno avanti i raccomandati, figli di papà, la gente inutile che fa poche storie e abbassa sempre la testa. L'Italia non è il paese per chi crede nella meritocrazia, nella sana competizione e nella professionalità. Mi è successo troppe volte di essere messo da parte a causa della mia schiettezza nel lavoro, per le mie competenze e la mia professionalità, è come se tutti avessero paura. Tutto ciò mi spiace ma è quello che ho potuto testare sulla mia pelle.
Postato da Frank1 , Resident Manager - 22:52:40 11-12-2011
«Condivido questi punti di vista...bisogna impegnarsi tanto cercare lavoro è un lavoro!!!
Postato da Federico , Portiere d'albergo e receptionist - 16:23:01 12-12-2011
« salve a tutti trovare un lavoro oggi e molto difficile specialmente quando arrivi alla mia età58 anni ,in italia sei già vecchio a 40 anni in questo momento mi trovo a londra non e le prima volta ,ma qui ce un ritmo troppo veloce per la mia età e già difficile per un giovane che le forze sono diverse ,il proplema che non cercano professionisti ,ma sempre di più improvvisati gente che si arrangia e che sia un bravo spadellatore cioè (un salta pasta)un saluto a tutti e sempre positivi nella vita mi raccomando Luciano.
Postato da luciano , chef di cucina - 22:13:32 14-12-2011
« Concordo "purtroppo" pienamente con con Frank1 e con Luciano. Io ho 47 anni ed attualmente sono disoccupato conseguenza della mia onestà lavorativa e della mia professionalità che ha intimorito e non poco figure delle quli ancora oggi mi chiedo la provenienza. Direttori che parlavano a morsi una lingua straniera, che non amavano il contatto con il pubblico, che hanno fatto di tutto per mettermi i bastoni tra le ruote e "costringermi" a lasciare il lavoro rendendomi la vita impossibile. Oggi mi ritrovo a lottare contro pseudo datori di lavoro che mi vogliono a tutti i costi ma poi preferiscono il da poco maggiorenne con un bagaglio professionale microscopico ma che pagano una miseria con conseguente disastri professionali. La meritocrazia? Se qualcuno la conosce me la può presentare? Grazie
Postato da Erminio , Front Office Manager - 15:57:31 19-12-2011
« Sino a quando non si avrà una regolamentazione o per meglio un albo, avremo sempre gli stessi problemi inoltre i veri problemi si ebbero con la liberalizzazione delle licenze..............
Postato da Giorgio , Restaurant Manager - 21:08:18 19-12-2011
«Sono d'accordo con Erminio. Ho 36 anni e sono disoccupata. Ho vissuto in Irlanda 5 anni; qui ho lavorato per una grossa multinazionale americana (settore alberghiero). Sono stata promossa in diversi dipartimenti: sono passata dalla vendita alla gestione gruppi, dal customer service al web marketing con i social media. Ho scelto di tornare in Italia ma, a quanto pare, laurea ed esperienza all'estero valgono poco. I datori di lavoro preferiscono assumere stagisti. Non perdo la speranza, quello no. Ma ogni tanto e' inevitabile essere assaliti dallo sconforto! In bocca al lupo a noi tutti!! :)
Postato da Marzia , - 16:45:23 16-07-2012

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