trovalavoro
chiudi

INVIA L'ARTICOLO AD UN AMICO

Il tuo nome

Il tuo indirizzo e-mail

Il nome del tuo amico

L'indirizzo e-mail del tuo amico




Perché, quando si cerca personale, non ci si può fermare solo alle apparenze
Selezione senza pregiudizi
Un modo per non privarsi di ottimi collaboratori
di

Articolo

Quante volte ciascuno di noi si è trovato alle prese con la questione colloquio di lavoro? Ansie e dubbi, in questi casi, sono all’ordine del giorno: come mi devo vestire? Cosa devo dire? Come mi devo comportare? E i vademecum in materia abbondano, con suggerimenti più o meno approfonditi o banali, a seconda dell’autore e delle circostanze. Questa volta, però, i consigli non sono rivolti tanto ai candidati, quanto a chi offre lavoro e cerca quindi validi collaboratori per la propria azienda. La riflessione è di un portiere professionista, iscritto alla Federazione delle associazioni italiane dei portieri d’albergo – le Chiavi d’Oro (Faipa), i cui contributi, sempre interessanti, spesso ospitiamo tra le colonne della nostra testata: Massimiliano Scio’ invita selezionatori, e soprattutto direttori e imprenditori, a non fermarsi alle apparenze, a non farsi fuorviare dai facili pregiudizi e a guardare all’essenziale. Perché altrimenti si rischia non solo di privarsi di ottimi collaboratori, ma anche di rendere le atmosfere fredde e algide: il contrario di quello che si vorrebbe, quando si dice che l’accoglienza dovrebbe essere calda e personale.

Chi vi scrive ha la fortuna di lavorare in un luogo dove il rispetto e la fiducia da parte del proprietario, verso i propri dipendenti, è parte fondamentale e vitale dell’organizzazione. Ma non tutti i posti di lavoro sono uguali. Se nelle aule dei tribunali è scritto a caratteri cubitali «La legge è uguale per tutti», mi chiedo perché un’analoga scritta, «Il lavoro è uguale per tutti», non compaia in certi posti di lavoro.
Esiste la discriminazione durante i colloqui di lavoro? È pregiudizievole provenire da un’area geografica, anziché da un’altra? I chili di troppo di un candidato sono giudicati in modo negativo dagli esaminatori? Troppe volte, anche nel turismo, avvengono discriminazioni che nulla hanno a che vedere con le reali capacità delle persone.
Il candidato per un posto al ricevimento di un albergo conosce perfettamente due lingue? Bene; lo stesso candidato ha ottime doti di accoglienza? Benone! Dimostra attaccamento al lavoro e non guarda l’orologio, per vedere quanto manca alla fine del proprio turno? Meraviglioso. Però.... «Però è grasso (o grassa)». Oppure: «Però viene da...». E non importa se il suo aspetto è curato e la sua educazione è la migliore: i pregiudizi dell’esaminatore decidono le sorti di quella persona.
Ma se si guardano unicamente i particolari ininfluenti, e non ciò che occorre veramente a una struttura, si rischia non solo di privare un ottimo candidato del suo lavoro, ma anche la stessa azienda di un prezioso collaboratore. Se in questi luoghi di lavoro ci si ferma all’apparenza, si potrebbe forse affermare, non vale neppure la pena di lavorarci. A volte, però, non è colpa di tutta l’azienda nel suo complesso: a volte l’unica colpa, pur sempre grave ma non dolosa, è quella di affidarsi a esaminatori pieni di pregiudizi e delegare a loro il futuro della struttura. In questi casi, purtroppo, magari si prova anche a consultare gli altri dipendenti dell’hotel su cosa pensino del futuro (o futura) collega, ma alla fine prevale sempre la decisione (e l’incapacità a saper guardare oltre) dell’esaminatore in questione.
«L’essenziale è invisibile agli occhi», ci insegna lo scrittore francese Antoine de Saint-Exupéry. Una massima di cui dovrebbero tener conto tutti coloro che, esaminando i candidati, troppo spesso si lasciano condizionare più dalla superficialità delle apparenze che da seri e motivati giudizi. Meglio ricordare sempre, infatti, che a un colloquio di selezione vanno delle persone, esseri umani come noi, con potenzialità tali da poter dare lustro a qualsiasi attività. Privarsene per sciocche motivazioni, che nascono da condizionamenti mentali, non è mai una grande idea: avere un bellissimo e funzionante albergo, con un design super moderno e un comfort elevato, ma senza ottimi collaboratori, significa rendere tutto freddo e algido. Peccato.

COMMENTI

LASCIA UN COMMENTO

Nome *

Professione

E-mail

Commento *

Desideri ricevere un avviso quando viene pubblicato un commento successivo? Si No

* campi obbligatori