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A colloquio con il nuovo chief operating officer Lungarno Collection, Valeriano Antonioli
Ospitalità con stile, fiorentino
La compagnia mira a espandersi con contratti di management
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Dopo il racconto del soggiorno a Firenze in casa Lungarno, pubblicato sullo scorso numero di Job in Tourism, è questa la volta, come ampiamente anticipato, dell´intervista al chief operating officer della compagnia, Valeriano Antonioli: esperienze, prospettive e scenari della sua nuova avventura al timone di una ambiziosa e prestigiosa realtà del panorama ricettivo italiano.

Domanda. Non posso pensare a due località più diverse di Scottsdale in Arizona, che evoca film western (città in cui Antonioli ha operato negli ultimi quattro anni), e Firenze, permeata di cultura e storia. E quindi naturalmente la prima domanda verte sulle difficoltà incontrate in questo cambiamento.
Risposta. Nessuna: per chi, come me, opera in questo settore, la capacità di adattarsi alle diverse realtà deve essere una condizione normale. Per adattarsi, intendo approfittare delle differenze per renderle proprie e trasformarle in opportunità. Sono sposato e ho due figlie; ebbene, i confronti tra diverse culture ed esperienze di vita sono per la mia famiglia un valore aggiunto; negli ultimi anni, dopo Milano, abbiamo vissuto a Los Angeles, successivamente a Scottsdale e ora a Firenze; e in ognuna abbiamo trovato dei valori che, condividendoli, ci rendono più vicini. Certo, ci sono anche aspetti logistici da superare, ma sono inezie in rapporto ai vantaggi.
D. Mi incuriosisce: è arrivato nel momento in cui i Lungarno hanno cambiato nome e logo. È una coincidenza?
R. Più che una coincidenza è una scelta di coerenza, una svolta con obiettivi ambiziosi.
D. Perché la nuova denominazione, da Hotels a Collection?
R. Era necessario dare un segnale di discontinuità pur nella continuità; sembra un controsenso ma ciò è legato alla volontà di crescere e di evolversi, rinnovandosi totalmente, però nel pieno rispetto dei valori che la famiglia Ferragamo da sempre ha infuso nella sua attività: continuità, coerenza, consistenza, unite a un’immancabile spirito di innovazione; questo vale sia per gli alberghi sia per il settore moda. La Lungarno Collection è una collezione di alberghi differenziata, che si propone di incontrare l’individualità del viaggiatore, in ogni particolare momento della propria vita.
D. Che significato ha il nuovo logo?
R. È strettamente correlato alla visione del gruppo: la Lungarno Hotels nasce nel 1995 a Firenze; ora, il nuovo logo, un Iris stilizzato, simbolo della città capoluogo della Toscana, visto in chiave moderna, unisce appunto tradizione e innovazione. E con i suoi petali rappresenta la collezione di hotel.
D. Altre novità?
R. Tra le novità della Collection c’è sicuramente la sua apertura a farsi forza trainante anche per altre realtà ricettive di livello, che vogliano essere gestite con quella visione coerente che la Lungarno Collection può garantire. Una sfida possibile in virtù del rafforzamento del management della compagnia e dell’ottimizzazione della sua parte organizzativa.
D. Quindi, mi sembra di capire che vi state attivando per sviluppare il gruppo con la formula del management: in questa ottica quali sono le azioni per acquisire nuove strutture e quali i plus che offrite?
R. Partiamo dalla seconda parte della domanda: cosa offriamo. Offriamo valori intangibili di altissimo livello; uno stile d’ospitalità unico, profondamente fiorentino nella cura dei materiali, dei dettagli, dei sapori, delle attenzioni, sempre declinati nel rispetto dei valori di creatività, artigianalità e passione che hanno reso Firenze famosa nel mondo. Questo unito alle più attuali tecnologie e metodologie di vendita: per esempio abbiamo attivato uffici commerciali e di rappresentanza negli Usa, Regno Unito, Russia, Brasile, Argentina e Sud America e siamo entrati nella Global Hotel Alliance (la Star Alliance degli hotel, che vede al suo interno importanti marchi di hôtellerie del mondo quali, per esempio Kempinski, Pan Pacific, Anantara). Cosa stiamo facendo per acquisire nuove adesioni: cerchiamo luoghi unici e rari (come è nella nostra filosofia) e questo detta i tempi del nostro sviluppo. A ogni modo, al momento, ho quattro dossier sulla mia scrivania, che sto analizzando.
D. Sono alberghi italiani o stranieri?
R. Anche se non formalizzata c’è una forte richiesta in Asia di flair italiano, e il maggior numero di richieste arriva da quel continente. Comunque le proposte che stiamo valutando sono, oltre che asiatiche, anche italiane.

Ma non si può incontrare Antonioli senza parlare della sua visione della ristorazione, sempre in evoluzione e alla ricerca di stimoli nuovi, tanto che ha anche scritto il libro, The joy of discovery, in cui racconta in termini emozionali ciò che si può vivere al Montelucia Resort & Spa, da lui recentemente diretto.
Mi anticipa la sua ultima idea: l’hotel Lungarno sarà sempre più aperto alla città, agli ospiti senza valigia, e presto nella hall dell’albergo che affaccia sull’Arno, e dove l’arte del ´900 fa da padrona, verrà inaugurato il Picteau, un luogo dove sotto lo sguardo di un Picasso e quattro Cocteau sarà possibile fare degustazioni di cioccolato e champagne. Un’atmosfera intima e accogliente... un po’ d’altri tempi, per l’incontro di quella clientela attenta alla qualità e al buon gusto.
Bello, un salto all’indietro per guardare avanti e su questo, con un sorriso, mi accomiato da Antonioli, augurandomi di ritrovarlo tra breve per un aggiornamento, sicuramente positivo, sulle sue iniziative.
Nell’uscire incontro Elena Cipollini, responsabile delle risorse umane del gruppo, e allora volentieri mi fermo per una tazza di caffè seduti sulle comode poltrone mentre, al di là delle vetrate, pigro, scorre l’Arno.
Mi racconta dell’esperienza attuata nel loro albergo a Roma (una piccola struttura di alto livello, composta da sole 14 suite, in via Condotti, nel cuore del centro storico), in cui si è sperimentato un modulo secondo il quale non esistono i vari ruoli classici dell’hôtellerie di lusso: nessun general manager o personale addetto al front desck, o al trasporto bagagli. Ognuno è manager di se stesso e tutti si prestano a essere interfaccia del cliente con una logica di tipo anglosassone: un servizio altamente personalizzato, la riproposizione del maggiordomo in chiave moderna. È una formula di successo che ha il vantaggio di esaltare il gioco di squadra, dando la possibilità a ogni team member di acquisire una professionalità completa.
Parliamo della necessità di reperire figure professionali adeguate, attitudinalmente adatte allo spirito della Lungarno Collection, dove ciò che si cerca è lo spirito di intraprendenza, la voglia di fare e la flessibilità. Un po’ come è successo alla stessa Elena, che ha iniziato la sua carriera in azienda al ricevimento, per poi arrivare a capo delle risorse umane... Un American dream che in un’azienda come questa è ancora possibile.
Le prime ombre della sera cominciano a confondere i contorni del Ponte Vecchio e allora mi accomiato con l’impressione di avere visitato, oltre che delle belle strutture, anche un laboratorio di idee.


La sua carriera in pillole

Negli ultimi quattro anni Valeriano Antonioli ha ricoperto la carica di managing director del resort di lusso InterContinental Montelucia Resort & Spa di Scottsdale, Arizona: ne ha seguito, in particolare, la progettazione e l’apertura, riuscendo a posizionarlo come una delle destinazione privilegiate sia dalla clientela locale, sia dal turismo di lusso e alta gamma. Precedentemente, è stato general manager del W Hotel di Los Angeles, di cui, oltre a supervisionare l’operatività, ha riorganizzato interamente gli outlet. La sua esperienza internazionale include, inoltre, il ruolo di general manager dello storico Diana Majestic di Milano, che ha riposizionato come «l’hotel di moda e della moda in città». Antonioli è stato poi resident manager dell’hotel Principe di Savoia e dell’hotel Duca di Milano, nonché room division manager del Grand Hotel Europe di San Pietroburgo e dell’Arabella Grand Hotel di Francoforte. È quindi Certified business economist, laureato in economia aziendale alla Vwa Goethe University di Francoforte e ha seguito i corsi di marketing e hospitality industry strategic management presso la Cornell University. È infine autore dei libri Passione e cucina - eating, drinking, flirting, edito da Mondadori, e The Joy of Discovery; parla fluentemente quattro lingue: oltre all’italiano, inglese, tedesco e francese. Nel 2007 è stato decorato Cavaliere della Repubblica Italiana.




Identikit del gruppo

• Toscana: 4 hotel a Firenze, luoghi unici in posizione privilegiata intorno a Ponte Vecchio (Hotel Lungarno, Gallery Hotel Art, Lungarno Suites e Hotel Continentale)
• Una villa cinquecentesca immersa nel verde a pochi chilometri da Firenze (Villa Le Rose)
• Nove luxury apartment su uno dei tratti di costa più belli e incontaminati della maremma (Marina di Scarlino Yacht Club & Residences).
• Borgo San Jacopo Restaurant (Firenze), appena insignito di 1 cappello dall’Espresso, 2 forchette Gambero Rosso e dei Five Star Diamond Award dell´American Academy of Hospitality Sciences, l’ambito riconoscimento che premia l’eccellenza nel mondo dell’hôtellerie e della ristorazione (in Italia solo altri sette ristoranti possono vantare lo stesso premio).
• Fusion Bar & Restaurant (Firenze)
• Un negozio di home design e complementi di arredo (Lungarno Details).
• Roma: un boutique hotel di sole 14 suite nel cuore di Via Condotti, a pochi metri da Piazza di Spagna (Portrait Suites).
• Mar Mediterraneo e Caraibi: due imbarcazioni Swan

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