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L’autunno, il bosco, una bibita
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La mia prima percezione dei risparmi in funzione ecologica nel turismo l’ho avuta molti anni addietro all’hotel Hyatt a Sanur (isola di Bali), dove l’eco sostenibilità era un concetto presente ovunque: dalla carta riciclata alla richiesta di utilizzare la biancheria per più giorni; però, in un opuscolo illustrativo del complesso, che si trovava sulla scrivania in camera, si affermava – inconsapevole ironia - che la costruzione del complesso aveva necessitato l’abbattimento di un palmeto di parecchie centinaia di piante lungo la spiaggia...
Ho soggiornato la settimana scorsa in un bell’albergo in Francia, in mezzo ad un bosco dove ci si sentiva Hansel e Gretel, coniugato al benessere e molto bio; avevo una bella camera dove dal terrazzo si godeva l’ultimo sole autunnale. Il frigobar a portata di mano invogliava a prendere una bibita, all’interno con sorpresa invece della dotazione di bottigliette c’era un bigliettino con cui si informava che per motivi di risparmio energetico, in chiave ecologica, il frigo rimaneva spento e se si fosse desiderato si sarebbe potuto richiedere una dotazione di bibite e la messa in funzione dell’impianto.
Va bene, niente bibite, però dopo otto ore di macchina era ora di farsi una bella doccia calda.
Nel bagno (un bel locale), sotto la doccia, alla ricerca del bagnoschiuma e dello shampo: niente, solo un dispenser di sapone. Uscito, incuriosito, ho realizzato che non c’era traccia delle normali cortesie singole per il cliente; ognuno avrebbe dovuto portarsi le proprie dotazioni per evitare sprechi nei materiali e imballaggi.
L’unica concessione al consumismo non ecologico le ciabattine usa e getta, mentre invece lì se avessero voluto, come ho visto recentemente in un albergo a Firenze, avrebbero potuto fornire dotazioni in tessuto pesante, lavabili e riciclabili.
E’ vero, nelle illustrazioni in camera erano poi indicate la percentuale di energia ricavata dai pannelli, quanto si era fatto per evitare la dispersione del calore e altre forme di attenzione all’eco sostenibilità; ho però l’impressione che comunque per tutti, in futuro, la strada da percorrere non possa prescindere dalla messa in atto di misure minime come quelle citate, ormai entrate nella vita quotidiana; farsi vanto di banali iniziative a discapito del benessere del cliente mi sembra una forma sciocca di autolesionismo, il cliente, il miglior giudice, non gradisce che si cerchi di abbagliarlo con gli specchietti.

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